Costruire il trailer perfetto: gli esempi da seguire e quelli da evitare

A volte un semplice trailer può cambiare - in meglio o in peggio - le sorti di un'intera pellicola. Scopriamo insieme il perché.

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I trailer cinematografici durante gli anni hanno acquisito sempre più importanza, fino a diventare dei veri e propri test relativi ai gusti del pubblico, effettuati dalle case di produzione per capire in che modo "aggiustare il tiro" prima della release finale dell'opera. Uno degli esempi più eclatanti in grado di spiegarci quanto un semplice trailer possa cambiare le sorti di un intero film è sicuramente il recente restyling grafico effettuato su Sonic, capace di salvare in extremis una pellicola realmente compromessa agli occhi dei fan della storica mascotte SEGA.
In questo articolo cercheremo quindi di fornire ai lettori alcuni esempi virtuosi (e altri molto meno) di trailer cinematografici nella loro versione italiana, così da avere un'idea abbastanza chiara su specifici aspetti concettuali che troppo spesso tendiamo - anche inconsciamente - a trascurare.

Inception

Il primo esempio virtuoso che vi proponiamo è quello relativo al trailer del visionario film di Christopher Nolan incentrato sul mondo dei sogni. La versione lunga poco più di un minuto incarna molto bene quello che dovrebbe fare un trailer: fornire allo spettatore vari elementi suggestivi per fargli comprendere gli aspetti generali dell'opera senza però svelare gli snodi principali della trama. Fin dai primi secondi il filmato è in grado di emozionarci con il sapiente utilizzo del registro epico, che grazie a frasi impattanti (e a una colonna sonora davvero coinvolgente) riesce in pochi attimi a farci respirare l'essenza più pura del film.
Da quando vediamo i palazzi accartocciarsi fino alle semplici scene di dialogo, ogni elemento presente nel trailer è impostato per ricreare una situazione dal forte pathos emotivo che cresce sempre più d'intensità.
Oltre a questo, le semplici quanto evocative linee di dialogo riescono perfettamente a fornirci tutti gli elementi necessari per comprendere al meglio il focus del film, pur senza darci alcuna coordinata precisa. Lo stesso logo finale, che compare presentando un labirinto come sfondo, è in grado di focalizzarsi perfettamente anche sulla natura smaccatamente cerebrale dell'opera.
Insomma, un trailer tanto breve quanto efficace, a testimonianza di come spesso giocare per sottrazione possa rivelarsi una mossa molto intelligente per creare negli spettatori un grande livello di hype.

Joker

Il trailer dell'ottimo film diretto da Todd Phillips, incentrato su uno dei villain più famosi dei fumetti, ricalca molti degli aspetti salienti già elencati. La condizione da emarginato del protagonista ci viene da subito mostrata senza mezze misure, anche grazie a numerosi dettagli perfettamente in grado di farci comprendere quanto la sua psiche possa essere disturbata. L'intero trailer è impostato in crescendo, mostrandoci secondo dopo secondo la lenta ma inesorabile presa di coscienza di Arthur verso il mondo che lo circonda.
Sarà presente anche Batman nel film? Quella è la versione finale del Joker? Il rimando a Gotham City e al padre di Bruce sarà velato oppure no? Il filmato ci porta così a interrogarci su quello che potremmo vedere, instillando in noi una grande dose di curiosità, dandoci un'unica e sola certezza: il film riesce a stare in piedi da solo basandosi esclusivamente su un unico personaggio.

The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro

Con il teaser di due minuti e mezzo del film diretto da Marc Webb iniziamo invece la nostra discesa a livello di qualità generale. Seppur il trailer non sia di fatto brutto, tutto appare eccessivamente svuotato da qualsivoglia picco emozionale, quasi come se l'intera opera non fosse nient'altro che un semplice esercizio di stile.

Dal costume di Spider-Man alle scene di dialogo con Harry Osborn, ogni elemento che compare su schermo sembra inserito un po' a caso, senza una reale coesione narrativa ma atto semplicemente a strizzare eccessivamente l'occhio ai fan del personaggio cartaceo.
Oltretutto, il video che vediamo risulta a tratti fuorviante, per via di un rimando eccessivamente marcato ai Sinistri Sei e al personaggio di Rhino, che sembra essere uno degli avversari cardine della pellicola, salvo poi comparire solo per pochi momenti nel film. Un trailer quindi all'insegna della piattezza contenutistica, eccessivamente "fuori fuoco" e in linea generale non così esaltante.

Se mi lasci ti cancello

Dopo alcuni esempi di trailer virtuosi e uno di qualità altalenante, siamo pronti ad addentrarci in quello che non si dovrebbe mai fare a livello di marketing, cioè ingannare gli spettatori con contenuti parecchio lontani dall'opera sponsorizzata. Il trailer italiano di Se mi lasci ti cancello è un caso più unico che raro, vista la tremenda sfortuna che ha colpito il film.
Eternal Sunshine of the Spotless Mind, il piccolo grande capolavoro di Michel Gondry e Charlie Kaufman incentrato su una storia d'amore dai risvolti fantascientifici, ha avuto in primis la sfortuna d'incappare in una traduzione italiana del titolo semplicemente pessima.
Il trailer della versione nostrana ha fatto però ancora peggio. Qualcuno, per rendere l'opera più appetibile agli spettatori nostrani, ha pensato di vendere il film come una commedia frivola e a tratti superficiale. Fuori posto la voce solare e scanzonata del doppiatore inserita all'interno del contesto della pellicola, capace in pochi attimi di trasformare un dramma sentimentale profondo e coinvolgente in qualcosa di completamente diverso, assimilabile perlopiù alla commedia americana disimpegnata.
Nonostante nel film non manchino alcuni momenti più leggeri, il modo con cui è stato gestito il trailer italiano ha davvero dell'incredibile. È triste che ci sia stato il bisogno di mascherare la natura stessa di un film per renderlo più appetibile in determinati mercati come il nostro.

Avatar

Chiudiamo l'elenco con uno dei trailer forse peggio concepiti degli ultimi dieci anni, cioè quello relativo ad Avatar, il film evento di James Cameron arrivato nelle sale nel 2009. Il filmato, dalla durata di ben tre minuti e mezzo, rappresenta una semplice ed esaustiva guida su come non fare un trailer. Lo spettatore viene infatti messo a conoscenza di tutti i punti cardine del film. Vediamo così scorrere l'intera impresa del protagonista, una scelta stilistica/concettuale capace di eliminare completamente l'effetto sorpresa.
Il trailer si presenta quindi come un vero e proprio riassunto della pellicola, particolare che lascia tutt'oggi basiti visto l'enorme dispendio di risorse effettuate per la campagna marketing. Un autogol a tratti clamoroso, ma non così raro in ambito trailer. Spesso, infatti, alcune grandi case di produzione tendono a spoilerare l'intero film in pochi minuti.

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