Costruire OASIS: dietro le quinte di Ready Player One fra motion capture e VR

Scopriamo come Steven Spielberg ha costruito il mondo virtuale di OASIS in Ready Player One, aiutandosi anche con la realtà virtuale.

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Dopo aver ottenuto un grande successo nelle sale di tutto il mondo, incassando oltre 500 milioni di dollari, Ready Player One è finalmente arrivato in home video - anche se in forma soltanto digitale.
L'ultima fatica di Steven Spielberg si può infatti trovare su iTunes, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV, Infinity e Sky Prima Fila, soltanto dal 12 settembre sarà invece disponibile in DVD, Blu-ray, Blu-ray 3D e 4K Ultra HD.
Come tradizione, la versione "casalinga" del film è arrivata accompagnata da diversi contenuti speciali fra cui il trailer finale, diverse gallerie di immagini, un simpatico Trivia e due ore di video extra. Tutto il necessario, insomma, per scoprire dal "di dentro" il mondo di OASIS e la sua difficile realizzazione.
Grazie al focus relativo agli effetti speciali scopriremo come Spielberg e il suo team sono riusciti a mettere in piedi l'universo digitale immaginato da Ernest Cline, vedremo poi il compositore Alan Silvestri al lavoro su alcuni brani della colonna sonora, torneremo a immergerci negli anni '80 più puri con clip nostalgiche.

Costruire OASIS

Prima di lasciarvi al materiale bonus però, andiamo a scoprire qualche dettaglio in più sulla costruzione di OASIS e il lavoro da regista di Steven Spielberg. Come ben sapete, il mondo creato dal fittizio James Halliday è interamente formato da 0 e 1, ovvero è tutto digitale. Al suo interno non esistono persone reali, soltanto avatar, proiezioni fittizie e personalizzate che si muovono fra pareti dalle infinite soluzioni.
Ambienti ricreati totalmente al computer con modelli che ricalcano ciò che fanno gli attori nella realtà, che registrano espressioni e movenze grazie al motion capture - una tecnica in uso già da diversi anni.
Grazie a speciali caschi e "mute" ripiene di punti luminosi, che il software riconosce e applica ai modelli 3D, Tye Sheridan, Olivia Cooke e tutti gli interpreti hanno lavorato per la maggior parte del tempo in ambienti spogli, vuoti, riempiti soltanto da punti di riferimento colorati, attorniati da macchine da presa posizionate in ogni dove.

Per il pubblico è facile vedere i protagonisti immersi nel mondo virtuale di OASIS, gli attori invece devono immaginare tutto da zero ed è la parte più difficile della lavorazione - prima di metter mano ai computer, certo.

Realtà virtuale

Lavorare in ambienti sterili, con nulla attorno, è difficile per gli interpreti ma ancor più per i registi, che hanno pochissimi elementi di riferimento. Nonostante la sua aria da eterno ragazzino, Steven Spielberg ha compiuto 71 anni lo scorso dicembre, un dettaglio che comunque non lo frena dal provare e dallo sperimentare nuove tecniche di direzione - cosa che ha fatto lungo tutto la sua carriera.
L'ambizioso progetto ispirato al romanzo di Cline ha permesso all'autore di cimentarsi con la realtà virtuale. Utilizzando un visore HTC Vive, Spielberg è riuscito a esser presente su tutti i set virtuali del film, a ogni livello della lavorazione.

Aiutato dagli iconici controller del Vive, è riuscito anche a maneggiare/spostare oggetti 3D e ad avere l'anteprima di molte inquadrature - dando ufficialmente il via a una nuova frontiera produttiva. Trovate queste e altre "chicche" sulla lavorazione guardando i contenuti extra di Ready Player One, sulle piattaforme digitali dall'11 luglio 2018.

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