Cosa rende Scorpion il personaggio più iconico di Mortal Kombat?

Addentriamoci nelle origini del personaggio forse più amato del famoso picchiaduro, ora protagonista di Mortal Kombat Legends: Scorpion's Revenge.

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Spesso è solo questione di gusti. Altre invece è la cultura pop a metterci lo zampino e far innamorare il grande pubblico di un personaggio anziché di un altro. Ci sono sempre gli outsider e i cattivi con una psicologia ben delineata che attirano (talvolta anche inconsapevolmente) stuoli di fan, eppure se per la saga videoludica di Tekken è Jin Kazama il protagonista forse più iconico e amato, così per Mortal Kombat della NetherRealm Studios è Scorpion il più giocato e idolatrato. Nel caso specifico si parte a monte, dato che addirittura uno degli storici sviluppatori della saga, Ed Boon, ha ammesso che proprio il non-morto errante è il suo combattente preferito del brutale picchiaduro arcade e console, eppure è un sentimento ampiamente condiviso da molti videogiocatori e appassionati.

La fama e la caratura iconica del personaggio sono andate via via aumentando con il passare degli anni e l'accumularsi dei capitoli, tanto che nei più recenti e apprezzati Mortal Kombat X e Mortal Kombat 11 è proprio Scorpion a occupare per intero le due cover. Questo mette ovviamente in chiaro la sua posizione emblematica e primaria rispetto ai tanti altri lottatori della serie, che hanno comunque una loro rilevanza stilistica e continuano ancora oggi a essere scelti per provare a vincere il viscerale torneo di arti marziali. Ma cos'è che rende Scorpion un personaggio tanto amato? Quali le sue origini e perché, dopo tutto questo tempo, è proprio lui il simbolo principale della serie? Proviamo a scoprirlo insieme in questo speciale che anticipa l'arrivo in versione digitale del film d'animazione Mortal Kombat Legends: Scorpion's Revenge, in uscita il 16 aprile su Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV.

Fuoco e ghiaccio

Non esistono eroi o anti-eroi completi senza un'adeguata nemesi. È la caratura del nemico a motivare la volontà dell'avversario, e in Mortal Kombat non esiste rivalità più grande di quella tra Scorpion e Sub-Zero, il fuoco e il ghiaccio. Questo tanto nella vita quanto nella morte, dato che proprio Sub-Zero è la causa della dipartita iniziale di Scorpion, il cui vero nome è Hanzo Hasashi.
I due sono rivali da sempre, ed è quando il glaciale villain lo uccide che comincia la vera esistenza di Scorpion, che assume anche delle sembianze più o meno simili al suo diretto rivale, imitandone lo stile (mascherina in volto, abiti) ma per creare un forte e incisivo contrasto, mettendosi direttamente al suo opposto come fosse un'immagine speculare ma distorta, definita e divorata dalle fiamme della vendetta e da un'essenza che scalfisce la gelida anima di Sub-Zero.
Vuole essere il suo tormento e non conosce emozione più dirompente della rabbia, anche se in definitiva l'amato personaggio è un "buono", pur essendo un solitario senza alleati, diffidente e con un carattere decisamente fumantino - dato l'elemento che lo contraddistingue. Rispetto a tanti altri combattenti, la voglia di rivincita, di regolare i conti con Sub-Zero, definisce in modo totalizzante la sua psicologia e lo rende in pratica un outsider; macchina inarrestabile per quanto riguarda la vendetta, anti-eroe in senso più ampio, mosso da motivazioni apparentemente semplici che nascondono in verità un dramma e uno strazio emotivo molto più complessi.

Scorpion ha perso clan (quello degli Shirai Ryu) e famiglia, risvegliatosi poi grazie ai poteri dello stregone Quan-chi non più come essere umano. Nel tempo non riesce a placare il suo odio per Sub-Zero, qualunque sia la sua iterazione, e viene ripetutamente tradito da chi credeva un alleato, compreso Quan-chi, che si rivela essere l'artefice della distruzione del suo clan e della sua famiglia, mandatario inoltre del suo rivale, dunque anche colpevole della sua dipartita. Un uomo morto e risorto nel segno dell'inganno.

Scorpion è un protagonista affascinante con cui è facile empatizzare nonostante i suoi evidenti limiti etici, essendo la violenza l'unica chiave di lettura della sua non-morta esistenza. Non ha più nulla: gli è stato portato via tutto e può ritrovare se stesso solo e soltanto nei ricordi e nella vendetta più spietata, aiutato dalla sua fedele Mugai Ryu (forse l'arma più iconica della saga di Mortal Kombat) e dal suo inarrestabile e insopprimibile furore guerriero, da un credo e abilità ninja che sono gli unici retaggi concreti di una vita passata e ormai sbiadita. Scopriremo tutta la sua storia d'origini proprio in Mortal Kombat Legends: Scorpion's Revenge, addentrandoci nel primo torneo NetherRealm mai organizzato e in scontri dall'animazione fluida e dalle avvincenti dinamiche. Un must see per tutti gli appassionati.

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