Come i Comic-Con internazionali stanno mutando il volto della fama

Una breve analisi dei macro-sistemi dedicati al mondo dei fumetti e dei cinecomic e sulla loro importanza per l'immagine di alcune star.

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Il mutamento del volto della fama -inteso nella sua generalità- passa anche dal mondo dei Comic-Con, gli eventi internazionali dedicati al mondo dei fumetti, dei videogiochi e dei cinecomic. Partendo dal più altolocato San Diego Comic-Con, passando dal nostro Lucca Comics fino ad arrivare al Brazil CCXP17, sono molte le cosiddette fiere del fumetto organizzate in ogni parte del globo che hanno l'obiettivo in primis (si spera) di celebrare un media artistico e creativo di così forte impatto culturale, ma anche, come ovvio, di riuscire a monetizzare con successo una passione così forte e diffusa ormai capillarmente in fasce sociali eterogenee. I numeri poi parlano chiaro: restando al SDCC, evento al quale partecipano tutte le più grandi major hollywoodiane come la Disney, la Warner o la 20th Century Fox, vetrina essenziale per il lancio di titoli importanti, questo attira in media più di 130 mila persone in un'area espositiva di circa 460 mila metri quadri calpestabili; e stiamo parlando dell'evento madre del settore, al quale fanno seguito le fiere più piccole tipo l'ACE Comic-Con di Long Island, poi motore dell'articolo odierno a causa della piccola diatriba venuta fuori tra star e appassionati.

Tutta questione di soldi

È infatti di pochi giorni fa la notizia che vedeva Henry Cavill o Gal Gadot al centro di uno screzio con gli appassionati a causa di una scelta forse poco felice. Il caso vuole, però, che siano fatte prima delle precisazioni. Innanzitutto, fiere colossali come l'SDCC non pretendono, ad esempio, prestazioni a pagamento dalle star ospitate ai vari panel, ma il motivo è che queste sono sostanzialmente quasi costrette dalle major a presenziare agli eventi, addirittura forse per contratto, nelle clausole di pubblicizzazione o press-tour. La vetrina, dicevamo, è molto importante ed è ormai considerata fissa da molti grandi esponenti del settore cinematografico, compresi attori di nota fama, anche per una questione di legame con i propri fan, in modo da rafforzare la popolarità di un brand o della propria immagine. Dopo lauti esborsi da parte di varie Disney o Warner per essere lì, è quindi sostanzialmente impensabile chiedere a queste star di elargire firme o foto a pagamento, anche perché la monetizzazione dell'evento è a tutti gli effetti già avvenuta con lo stacco di eventuali biglietti e con grande pubblicità al seguito. Il discorso cambia ovviamente per fiere più piccole, ed è questo il caso dell'ACE Comic-Con. A questo annuale evento organizzato nello stato di New York parteciperanno questo fine settimana tutti i membri del cast di Justice League, fatta eccezione per Ben Affleck, e per avere un loro autografo i fan dovranno pagare un bel po' di soldi. Sia chiaro: molto spesso dietro a tali e -se possiamo- infelici decisioni ci sono membri dell'organizzazione e manager, che dal totale del prezzo trattengono una piccola (?) percentuale, ma è in sé la quota fissata ad essere assurda in questa occasione: 175 dollari per un autografo di Gal Gadot (Wonder Woman) e Henry Cavill (Superman), i due membri della lega più importanti, con un'aggiunta di altri 175 dollari per una foto insieme.

I prezzi calano poi a seconda degli accordi e del successo di un attore, quindi si parla di 80 dollari per un autografo con Jason Momoa (Aquaman) e 55 dollari per quello di Ciaran Hinds (Steppenwolf). Anche se per gli appassionati questo tipo di eventi sono un momento di incontro e condivisione delle proprie passioni, per gli attori è essenziale capire che il più delle volte si tratta di lavoro, e il lavoro va retribuito. Se ci aggiungiamo anche che per invitare nomi così grandi di hollywood l'organizzazione ha speso un bel po', è ovvio che questa, per quanto possibile, voglia provare a rientrare nei costi, accordandosi come dicevamo con i manager delle star. E i prezzi infatti sono quelli adottati anche da altre fiere internazionali come ad esempio il Comic Con Paris, ma la questione che vogliamo affrontare di petto è: quanto male fa alla popolarità di un attore una scelta così impopolare?

Decisioni e conseguenze

La risposta alla domanda non è immediata, perché comporta tante variabili, ma è certo che l'immagine degli attori non ne esce bene. Stiamo infatti parlando di un cast che ha partecipato a uno dei cinecomic crossover più attesi dell'anno e più criticati dalla stampa internazionale, facente parte di quell'Universo Esteso DC che ancora oggi non pare navigare in buone acque. In generale, ed è inequivocabile, l'ensemble supereroistico messo insieme dalla Warner non ha convinto tutti, quindi in termini meramente logici è di enorme importanza tenersi stretto quel pubblico di appassionati davvero felice della direzione intrapresa dal DCEU. E capite bene che questi fan sono gli stessi che, chilometri e soldi permettendo, partecipano attivamente ai Comic-Con internazionali; gli stessi, quindi, ai quali viene poi proposto di pagare somme magari ingenti per le loro tasche per incontrare una star di cui a tutti gli effetti ne sorreggono felici la popolarità.

Non esiste grande fama senza fan, e vista la decrescita di quella del DCEU e degli attori al seguito, la decisione di mettere autografi e foto prezzati in quel modo è stata decisamente sbagliata e infelice, anche se deontologicamente inattaccabile, in quanto un compenso durante il lavoro è essenzialmente doveroso. Il problema è l'ammontare del compenso, semmai, ma è comunque una scelta che viene presa anche dai diretti interessati, che potrebbero quindi dire "no, ci hanno già pagati: il resto lo offriamo noi", sempre che poi in realtà il cachet della giornata non rientri in quei 350 dollari, ma è difficile. E tutto questo, oltre a creare dispiacere in quegli amorevoli fan da tenersi vicini, non fa altro che diminuire ancora di più la popolarità momentaneamente traballante di questi attori e aumentare invece quella di altri, come ad esempio quella di Deadpool. Non è chiaro infatti se sia stata una decisione di marketing fine a sé stessa o ponderata in conseguenza dei prezzi dell'ACE Comic-Con, ma Ryan Reynolds ha annunciato giusto due giorni fa che regalerà tatuaggi in forma gratuita al Brazil CCXP 2017. L'annuncio non è passato inosservato e in molti hanno cominciato così a paragonare i due eventi, sottolineando ovviamente la superiorità dei personaggi Marvel rispetto a quelli DC. Nella sua banalità, questo è certamente un metro di paragone sbagliato e sciocco, ma è necessario comprenderne l'impatto sugli appassionati e la propagazione mediatica, che sono certamente elevati e purtroppo mai banali.
Tutto si risolverebbe analizzando caso per caso il da farsi, scegliendo quindi non solo la migliore via per la propria fama e un aumento della popolarità, ma anche quella più consona alle esigenze e al volere dei fan. E non fraintendiamo: qui non si parla di assecondare i desideri degli appassionati in un cinecomic, ma di andare incontro nella realtà a quello stesso pubblico che poi è capace di rendere grande o meno un franchise.

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