Cinque revenge movie da non perdere: la vendetta servita su grande schermo

Il desiderio di vendetta è un qualcosa che cresce di pari passo al torto (reale o presunto) subito. Scopriamo insieme cinque iconici revenge movie.

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La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo. Con il sottogenere cinematografico dei revenge movie si è deciso di fare proprio questo: trasportare lo spettatore all'interno di storie cupe e brutali in cui il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato diventa via via sempre più sottile.
Moltissime le opere appartenenti al genere (in americano rape and revenge) che si sono susseguite nel corso del tempo, soprattutto a partire dagli anni '70, spesso dotate di trame solo abbozzate in favore di una messa in scena splatter e sopra le righe, in pieno stile exploitation.
In questo elenco proveremo a segnalarvi alcuni film meritevoli di attenzione, capaci senza problemi di intrattenere e appassionare lo spettatore attraverso le cupe vicende narrate spingendolo comunque a riflessioni tutt'altro che banali sul rapporto tra vittima e carnefice.

L'ultima casa a sinistra

Il film cult di Wes Craven arrivato nelle sale del 1972 è probabilmente uno dei più conosciuti del filone, insieme a La fontana della vergine (vero e proprio precursore della tematica rape and revenge) e Non violentate Jennifer.
L'opera ha per protagonista Mary Collingwood, una ragazzina che decide di passare il proprio compleanno insieme alla sua amica Phyllis.
In breve tempo però, una semplice giornata come tante si trasforma in un incubo senza fine quando entrambe vengono catturate e violentate da spietati criminali.

La pellicola, che non si fa problemi a mostrare la violenza, decide con il suo finale di cambiare le carte in tavola, focalizzandosi sul concetto stesso di brutalità e su quanto sia semplice, in determinati casi, perdere la propria umanità in seguito a traumi pesantissimi.
Il film affronta alcune tematiche presenti anche nella pellicola Cane di paglia con protagonista Dustin Hoffman, in cui la violenza viscerale diventa l'unico modo possibile per reagire ai crimini più efferati.

Il Corvo

L'opera, diretta da Alex Proyas nel 1994, nel corso degli anni ha assunto sempre più lo status di manifesto generazionale.
Tratto dall'omonimo fumetto di James O' Barr, la storia vede Eric Draven, il giovane musicista rock protagonista (interpretato dal compianto Brandon Lee), tornare dalla morte per vendicare la sua fidanzata, stuprata e uccisa da alcuni pericolosi delinquenti, cioè T-Bird, Skank, Funboy e Tin Tin.

La pellicola, ammantata fin dall'inizio da una forte vena soprannaturale, ci descrive una società ormai allo sbando dove la speranza sembra scomparsa nel nulla.
Il personaggio principale, intenzionato a punire con ogni mezzo a propria disposizione i criminali responsabili della sua morte e di quella di Shelly, inizia così una crociata solitaria all'insegna della violenza e della rabbia.
Il protagonista, tremendamente spietato verso i suoi aguzzini ma comunque capace di provare empatia verso i più deboli, risulta ancora oggi uno degli antieroi più amati della storia del cinema.

Mr. Vendetta

Il primo film della trilogia della vendetta diretto da Park Chan-wook, seppur sicuramente meno conosciuto del più celebre Old Boy, ci trasporta all'interno di una storia dai risvolti drammatici in cui vediamo il protagonista sordomuto Ryu tentare a tutti i costi di aiutare la propria sorella malata, in attesa di un trapianto di rene.

La pellicola mette in scena una storia realmente imprevedibile, capace di spiazzare a più riprese lo spettatore grazie a improvvisi cambi di fronte e numerosi colpi di scena ben orchestrati.
Il progetto, lontano anni luce da qualsiasi tipo di retorica buonista, mette al centro della scena i numerosi personaggi del racconto, tutti ben caratterizzati soprattutto da un punto di vista introspettivo.
Una storia fuori dagli schemi e ammantata da un mood tragico e per certi versi spietato, capace tanto di appassionare i fan delle altre opere del regista quanto chi non lo conosce minimamente.

Kill Bill (Vol. 1 e 2)

Entrambi i Kill Bill rappresentano semplicemente il manifesto stilistico e concettuale dell'epica pulp tarantiniana.
I due film (collegati strettamente tra loro) raccontano la storia de La Sposa (interpretata da Uma Thurman), intenzionata a vendicarsi di Bill, un assassino professionista a capo dell'organizzazione Vipere Mortali.

Ancora una volta ritroviamo una protagonista determinata più che mai a compiere la propria vendetta seppur ancorata a un forte senso dell'onore (emblematica ad esempio la scena in cui dialoga con la figlia di uno dei suoi bersagli scusandosi di quanto accaduto).
Un racconto crudo, pulp e sopra le righe in cui il regista ha fondamentalmente condensato tutti i suoi punti di forza senza lesinare su scene dal contenuto gore, confezionando un prodotto capace di racchiudere in sé un numero davvero elevato di generi e sottogeneri, con ovviamente un unico comun denominatore: la vendetta.

Revenge

Chiudiamo questo elenco con una pellicola il cui titolo è fin da subito una chiara e precisa dichiarazione d'intenti.
Il film, il primo di genere rape and revenge diretto da una donna (Coralie Fargeat), rappresenta probabilmente una delle più gradite sorprese degli ultimi anni.
L'autrice è infatti riuscita a imbastire una trama tanto semplice quanto funzionale, così da toccare tutti i punti cardine del rape and revenge attualizzandoli però in maniera intelligente senza puntare nella maniera più assoluta sulla retorica o sul concetto di girl power.

La rinascita della protagonista Jen (Matilda Lutz), costretta a lottare contro tutto e tutti per vendicarsi di uno stupro (e del conseguente tentato omicidio ai suoi danni), diventa il fulcro fondante dell'opera.
Una volta tornata in forze, la ragazza decide di reagire ai tremendi crimini subiti, intenzionata a portare a termine la sua vendetta senza mezze misure.
Il film, oltre a ospitare al suo interno numerose chiavi di lettura, mette in scena una violenza marcata e profondamente pulp, capace di incarnare lo spirito iconoclasta di molte delle pellicole uscite negli anni '70, in un continuo rimando tra influenze classiche e moderne che sapranno sicuramente intercettare il favore di un'ampia fascia di pubblico.

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