Christopher Nolan al lavoro su un progetto ancora segreto: cosa aspettarsi?

Il regista di Inception e Dunkirk tornerà in sala il prossimo anno con un nuovo e misterioso progetto: proviamo a capire che cosa potrebbe essere.

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In vent'anni di carriera, Christopher Nolan ha diretto dieci lungometraggi. Il suo primo amore, il genere che ha sfruttato più di tutti con la sua particolare narrazione sfasata, è stato il thriller, ma nel tempo ha avuto modo di approfondire tante altre forme cinematografiche, lasciando però sempre viva e pulsante questa vena che contraddistingue dagli inizi il suo cinema. Ha spaziato tra cinecomic e dramma in costume fino alla sci-fi, senza dimenticare l'ultimo, straordinario Dunkirk, con il quale il regista de Il Cavaliere Oscuro ha confezionato il suo personalissimo war movie, forte di un crescendo potente e sofisticato di speranza e combattività tra terra, cielo e mare.
Ogni film di Nolan ha una firma riconoscibilissima nonostante le differenze di fondo che li dividono, il che ha reso il cineasta britannico uno degli autori più giovani (in media) e amati probabilmente di sempre, con un successo al box office sempre costante. La sua filmografia si può dire enorme, la costruzione dei suoi lungometraggi tecnicamente maniacale. È uno dei geni della sua generazione, che conosce e sfrutta il mezzo cinematografico con intelligenza e raffinata capacità, così consapevole del media e così volenteroso nel volerne approfondire le varie strutture da essere sostanzialmente imprevedibile. Cosa aspettarsi, dunque, dal nuovo film di Nolan?

Ritorno al passato o sguardo al futuro?

È estremamente difficile, onestamente, tentare di capire cosa potrebbe regalarci oggi la nuova opera del regista. A due anni di distanza dal suo ultimo film, Christopher Nolan si è quasi trincerato mediaticamente agli occhi del grande pubblico, senza produrre alcun progetto e comparendo in pochi eventi di settore. Questi due anni li ha sicuramente passati a confezionare e revisionare lo script del suo film, che sarà sempre distribuito e co-prodotto dalla Warner Bros e dalla sua Syncopy, fondata insieme alla moglie Emma Thomas. Una collaborazione lunga e prolifica, quella tra Nolan e la Warner, che sembra durerà ancora anche dopo il 2020, anno d'uscita del progetto.
Entrando nel nocciolo della questione, la curiosità principale che ruota attorno al film è la seguente: che genere affronterà? Come abbiamo avuto modo di vedere nel corso del tempo, Christopher Nolan si è dimostrato il regista forse più degno dell'eredità stilistica kubrickiana, con la quale condivide il senso della diversificazione, l'amore per il realismo e la cura dei dettagli tecnici, una sperimentazione quando evidente, quando accennata. Non ne raggiunge per svariati motivi lo spirito precursore, perché il cineasta resta figlio dei suoi tempi e non osa muoversi con lungimiranza verso il futuro, almeno finora, tentando di anticipare come fece anche Orson Wells il cinema che sarà, lavorando però con estrema competenza e dimestichezza con i mezzi attuali, spingendo quindi sull'acceleratore formale.
È un fuoriclasse che sta a Kubrick più o meno come Denis Villenevue sta a Tarkovskij, uno dei più grandi maestri del cinema metafisico mondiale: un rapporto antesignano/erede non del tutto completo, insomma, ancora in fase di costruzione e finalizzazione, dove la derivazione stilistica è evidente ma sempre funzionale, esigente, estremamente vigorosa.
Impossibile capire dove possa condurre adesso la strada di Christopher Nolan, ma la speculazione viene in nostro soccorso, tra possibilità e speranze. Su tutte, l'augurio è quello che possa tornare alla stesura di una storia profonda e narrativamente articolata, come è stato per The Prestige, Inception o Memento, quindi tenendo sempre fede al suo amore per l'elemento thrilling, declinato però in nuovo genere.
Potrebbe trattarsi di un poliziesco in stile Seven o addirittura di un horror, però smussato agli angoli per ospitare tutto l'estro del regista, che forse in un film dell'orrore tout court starebbe stretto. Dunkirk ha però permesso a Nolan di ridurre una run time generalmente molto lunga, strada che potrebbe continuare anche in questo nuovo progetto, specie poi se fortemente di genere non sci-fi o supereroistico, che diciamo "pretendono" (ma non è sempre vero) durate più lunghe.

Tale discorso, al contrario, crollerebbe su se stesso se Nolan, di punto in bianco, avesse deciso di scrivere e dirigere invece un fantasy, con una sua mitologia originale, forte di creature e mondi incredibili. Curiosamente, il genere è sempre stato tenuto a debita distanza dal regista, ma per ovvi motivi: il fantasy non si adatta del tutto alla formula nolaniana, anche se, con le dovute rifiniture, potrebbe non solo farlo, ma evolvere e innovarsi direttamente sotto le mani del filmmaker.
Eppure, dopo dieci anni passati a guardare alle stelle, ai supereroi e alla mente umana nel bel mezzo del sogno, il regista potrebbe aver semplicemente scelto la via più "semplice" e adatta a un ritorno alle origini, quelle totalmente thriller e noir, senza sfumature, tutte dedicate alla spinta narrativa, al montaggio sfasato, alla storia. L'uscita del film è prevista per il 17 luglio 2020, quindi tra un anno e mezzo, tempo che permette a Nolan anche una lunga e accurata post-produzione, che potrebbe addirittura terminare una o due settimane prima della release.
Questo per dire che qualsiasi blockbuster da lui diretto, appoggiato dalla piena fiducia della Warner e da un investimento prioritario, potrebbe essere confezionato e chiuso a modo in circa 18 mesi.
Il film è comunque descritto come "evento", ma non aiuta più di tanto: è dai tempi del post-Il Cavalier Oscuro che ogni progetto di Nolan viene presentato come evento, che è poi - nel bene e nel male - l'unica vera certezza che abbiamo oggi.

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