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Christian Bale come villain? Thor: Love and Thunder ha già vinto

Proviamo a capire insieme i panni di quale nemico vestirà Christian Bale nel quarto e attesissimo capitolo di Thor diretto da Taika Waititi.

Christian Bale come villain? Thor: Love and Thunder ha già vinto
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Era il suo Batman a dirlo ne Il Cavaliere oscuro di Christopher Nolan: "O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo". A 46 anni Christian Bale non si può dire che abbia vissuto ancora a lungo, ma nella sua carriera ha interpretato tanti ruoli di spessore collaborando con altrettanti e importanti registi, in una filmografia distesa lungo un trentennio di plausi e successi. Mai aveva però vestito i panni di un villain a tutto tondo, l'effettivo nemico del protagonista, e anche se ha ancora tanto da regalare nella parte del bravo ragazzo o dell'eroe, è arrivato per lui il momento di confrontarsi con la parte peggiore di sé in Thor: Love and Thunder, dove è stato recentemente confermato come nuovo e temibile cattivo della storia.

In verità la notizia non è stata diramata in via ufficiale dalla Disney o da Taika Waititi, perché è stata rivelata ufficiosamente da Tessa Thompson, interprete di Valkyria, che non ha comunque spiegato che tipo di nemico sarà quello di Bale. Non ha fatto nomi né ha dato indizi, non ha neanche suggerito quali ispirazioni ci siano dietro il villain, il che ci lascia un piccolo spazio di manovra per speculare sul possibile ruolo dell'attore e spiegare - in breve - il perché proprio lui potrebbe essere la scelta vincente del quarto capitolo del franchise dedicato al Dio del Tuono.

Abbracciare il lato oscuro

La cosa interessante della scelta di Christian Bale come villain è questa: che il suo volto e la sua fisicità sembrano essere nati per dei ruoli da cattivo. Oltre ad aver dimostrato per anni di essere un abile manipolatore del proprio corpo, sin dai tempi de L'uomo senza sonno, era già nel bel American Psycho che si cimentava nella parte dell'assassino fuori di testa, anche in quello specifico contesto era lui il protagonista della storia e il punto di vista narrativo quello di Patrick Bateman. Un cattivo figlio del sistema capitalista, dell'apparenza prima di tutto, dei suoi vizi e delle sue fragilità, che oltre a renderlo uno schizofrenico fuorioso lo caratterizzavano anche come vittima della società tramutatosi presto in peccaminoso carnefice. Un ruolo, quello, che ha mostrato la particolare tendenza di Bale a dare piena espressione psicologica dell'ossessione di un personaggio, che ha infatti poi ripreso nel film sopra citato di Brad Anderson, ne Il Regno del Fuoco, in Harsh Times di David Ayer, in The Prestige, The Fighter e infine ne La Grande Scommessa, in Vice e Le Mans '66.
Tutti ruoli importanti in cui si è rivelata necessaria la lettura dell'interprete, la sua caratterizzazione mentale del personaggio, che a stringere ha sempre comportato moralità fragili, personalità baldanzose o eccessive, un certo grado di violenza e anche una mente spesso brillante, attiva, accesa.

Tutte caratteristiche, converrete, che rendono grande e pericoloso un nemico, che sappiamo essere soprattutto in dei contesti supereroistici la chiave di volta narrativa di una storia. Perché non esiste un grande eroe senza un grande antagonista, e la scelta di Bale come secondo comporta già da ora una vittoria per Thor: Love and Thunder. Prima di tutto per aver convinto un performer come lui a partecipare nuovamente a un cinecomic, per giunta dalla parte della concorrenza di Batman.

E poi per avergli offerto un ruolo che nessuno gli aveva mai proposto, averglielo probabilmente cucito addosso e infine averlo persuaso ad accettare una partecipazione tanto importante ed essenziale nei panni del nemico in un blockbuster così esagerato. Christian Bale che, da sei anni a questa parte, non ha più lavorato in un progetto mainstream tanto costoso e importante (l'ultimo è stato Exodus, kolossal biblico di Ridley Scott).

Che poi possa interpretare Gorr, il Macellatore di Dei (per noi è il più probabile, data la caratura psicologica), Dario Agger, il Minotauro (seconda ma comunque valida scelta) o qualche altra canaglia a cui non stiamo ancora pensando, poco importa. Qualsiasi villain interpreterà, varrà il prezzo del biglietto, che servirà anche ad ammirare un attore come Bale abbracciare nuovamente, finalmente e totalmente il suo lato oscuro.

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