Charles Dickens sul grande schermo: cinque opere diventate film

Con Dickens - L'uomo che inventò il Natale oggi nei cinema, scopriamo i più famosi adattamenti cinematografici delle sue opere.

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Scrittore, reporter di viaggio e giornalista, Charles Dickens è uno dei più grandi romanzieri di tutti i tempi, un artista in grado di descrivere la società del suo tempo attraverso libri e racconti di denuncia. Le sue opere, contornate da una vena umoristica drammatica, hanno dato il via al romanzo sociale, un genere letterario nato nell'Ottocento, che illustra i ceti meno abbienti e più sfortunati, denunciando situazioni di pregiudizi e di sopruso.
Tra i suoi romanzi più celebri ricordiamo Le avventure di Oliver Twist, un'opera pervasa da dissacrante umorismo nero che analizza minuziosamente i malesseri dell'allora società inglese (povertà, sfruttamento minorile), e il racconto Canto di Natale, un classico immortale che ha dato il via a numerose trasposizioni sul piccolo e sul grande schermo.
Cogliendo l'occasione dell'uscita nelle sale di Dickens - L'uomo che inventò il Natale, analizziamo cinque sue opere che sono state adattate al grande pubblico, diventando film.

La vita è meravigliosa

Anche se non ha preso direttamente ispirazione dal celebre racconto Canto di Natale, La vita è meravigliosa si avvicina al classico letterario di Dickens per la struttura della storia e le tematiche rappresentate. Alla Vigilia di Natale, George Bailey (James Stewart) è un uomo a un bivio della sua vita: deluso dalla società a cui ha dedicato buona parte della sua esistenza, medita il suicidio. In suo aiuto, arriverà un angelo, Clarence (Henry Travers), che gli mostrerà come sarebbe stato il mondo se lui non fosse mai nato. Al posto dei tre spiriti dei tre Natali, Frank Capra sceglie una figura angelica e buonista a far da guida al disperato protagonista. In entrambi i casi sono presenti le tematiche sociali del tempo, tra la crisi economica e il senso della vita, ma La vita è meravigliosa aggiunge quella dose di sentimentalismo e ottimismo che manca al racconto di Dickens, più realista e credibile.

Canto di Natale di Topolino

La versione disneyana del Canto di Natale unisce l'universo di Topolino e quello di Paperino, restando in parte fedele alla trama dell'omonima opera di Charles Dickens. La parte dell'avaro ed egoista Scrooge viene affidata a Paperone, Topolino è invece Bob Cratchit, l'impiegato sottopagato. Negli altri ruoli troviamo diversi personaggi dell'universo di Walt Disney, che contribuiscono a dare più significato al cortometraggio coinvolgendo tutti. Canto di Natale di Topolino riesce a compiere la sintesi perfetta del classico di Dickens, realizzando un delizioso adattamento che diverte, commuove e accontenta grandi e piccoli.

Paradiso Perduto

Alfonso Cuaron rielegge in chiave moderna Grandi Speranze, in un film la cui traduzione italiana del titolo perde di significato. L'opera di Dickens si colloca nel genere del romanzo di formazione, dove la storia segue la vita del protagonista, dalla sua infanzia fino alla piena maturazione, portandolo a compiere delle scelte importanti per la sua vita. Paradiso Perduto mantiene abbastanza fedelmente i tratti caratteristici di Grandi Speranze: i nomi dei personaggi e le vicende che li coinvolgono sono simili, a Gwyneth Paltrow spetta il ruolo dell'ambigua orfana Estella, addestrata da Miss Havisham per sedurre e ingannare gli uomini; anche Finn (Ethan Hawke), Pip nella versione letteraria, cadrà nella subdola ragnatela.

Nicholas Nickleby

Un giovanissimo Charlie Hunnam è Nicholas Nickleby, il protagonista dell'omonimo romanzo di formazione. Come con Oliver Twist, il tono del racconto è critico verso le ingiustizie sociali dell'epoca ed è rivolto contro la ricca società piena di pregiudizi. Nicholas, nato e cresciuto in un ambiente benestante, dopo la morte del padre si ritrova a dover sostenere tutte le spese di famiglia, che rischia il tracollo economico. Come una sorta di eroe, Nicholas riscatterà le proprie origini confrontandosi con uno zio egoista che ricorda molto da vicino il vecchio Scrooge di Canto di Natale. Il film è piacevole e scorrevole su diversi aspetti e si mantiene fedele alla tradizione della letteratura dickensiana.

Oliver Twist

Un'Inghilterra desolata, povera e criminale viene rappresentata egregiamente in Oliver Twist di Roman Polanski, trasposizione cinematografica del romanzo di Dickens. Oliver Twist ha 9 anni e ha sempre vissuto in una workhouse, il cosiddetto ospizio per poveri. Cresciuto, passa da un lavoro all'altro, fino a diventare membro di una gang di ladri che obbediscono al perfido Fagin (un impeccabile Ben Kingsley). Trovare la strada per la sicurezza non sarà facile. Narrato con un umorismo nero e tinto di drammaticità, Oliver Twist è fedele al romanzo dickensiano e denuncia l'ipocrisia sulla legge delle workhouses, in vigore nel 1834.

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