Carlo Vanzina, l'uomo che amava ridere: una carriera lunga oltre 40 anni

Ci lascia a soli 67 anni un autore che, insieme al fratello Enrico Vanzina, ha regalato al cinema italiano risate e scene memorabili.

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Carlo Vanzina ci ha lasciati, e con lui parte di una grande eredità della Commedia dei Padri, riletta e revisionata nella sua chiave spesso trash e grottesca insieme al fratello Enrico Vanzina, con il quale costituiva una coppia cinematografica inossidabile e prolifica.
Un certo tipo di Commedia Italiana è chiamata oggi Commedia dei Padri perché, molto semplicemente, è passata da Vittorio De Sica, Vittorio Gassman e Steno (quest'ultimo nome d'arte di Stefano Vanzina, padre di Carlo ed Enrico) ai figli. E al netto di film discutibili, che andavano comunque a inserirsi perfettamente nel filone della neo-commedia all'italiana e ad accaparrarsi l'interesse di un pubblico nostrano affezionato al genere, Carlo Vanzina ha sempre tentato di sostenere l'onestà intellettuale delle proprie opere, spiegando come in una "cinematografia seria lui e il fratello sarebbero stati elogiati come Steven Spielberg, anziché essere derisi".
Chiaramente un esempio azzardato, che in molti non condivideranno, ma che potrebbe avere un fondo di verità: i Vanzina, in Italia, hanno rappresentato davvero tanto, riuscendo a raccontare con spensieratezza un popolo ricco di contraddizioni e ipocrisie attraverso delle ridicole e stravaganti maschere, dietro le quali si sono celati alcuni degli interpreti più famosi della commedia nazionale come Massimo Boldi, Christian De Sica, Vincenzo Salemme, Diego Abatantuono, Gigi Proietti e Massimo Ghini (solo per ricordarne alcuni).
Allora oggi vogliamo ricordare questo "figlio" del nostro cinema, questo pilastro della risata all'italiana, ripercorrendo la sua carriera attraverso alcune delle sequenze più famose della sua filmografia; un autore che ha sempre cercato il vero nell'ironia, anche con dubbio gusto e spesso sbagliando, ma restando sempre fedele al proprio credo artistico.

Eccezzziunale... veramente! e Viuuulentmente mia

Prima di essere lanciato da Carlo Vanzina come protagonista assoluto, Diego Abatantuono aveva affrontato ruoli minori in alcune commedie quali il Pap'occhio, Fantozzi contro tutti o Fico d'India, collaborando anche con lo stesso Carlo ne I Fichissimi e Una vacanza bestiale.
Eccezzziunale... veramente, però, segna per entrambi l'inizio del vero successo cinematografico: da una parte Abatantuono dà fondo alle proprie energie per proporre una sorta di sintesi perfetta della sua maschera più conosciuta, quella dell'omone scaltro, donnaiolo e ignorante, dalla parlata assurda, mentre Vanzina - insieme al fratello e lo stesso attore - scrive una commedia divertente legata al tifo calcistico.

Abatantuono veste in realtà i panni di tre personaggi: Donato Cavallo, Franco Alfano e Tirzan, il primo tifoso del Milan, il secondo dell'Inter e il terzo della Juventus. A restare, però, sono soprattutto le scene con Cavallo, decisamente il più assurdo dei tre.
Proprio il successo di questo personaggio dà modo a Vanzina, lo stesso anno, di tornare a dirigere Abatantuono in Viuuulentemente mia, dove l'attore sfrutta i medesimi meccanismi di "Eccezzziunale" per dare vita ad Achille Cotone, agente di polizia. Abatantuono ricopre lo stesso ruolo anche ne Il Ras del Quartiere, sempre diretto dal nostro Vanzina.


Vacanze di Natale e Vacanze di Natale 2000

A Carlo Vanzina e fratello sono erroneamente attribuiti un gran numero di cinepanettoni usciti negli ultimi 35 anni, ma la verità è che il compianto Carlo ne ha diretti davvero pochi. È stato però estremamente importante per la nascita del sottogenere, avendo diretto quello che oggi è ricordato come l'antesignano, l'immortale Vacanze di Natale, seguito poi da altri film titolati in modo simile come Vacanze in America e Vacanze di Natale 2000, senza tenere contro di produzioni successive e indubbiamente molto meno riuscite come ad esempio Olè.

All'uscita nelle sale, comunque, Vacanze di Natale è stato accolto tutto sommato positivamente, del resto offriva qualcosa di "fresco", divertente e interessante, seppur non originale all'estremo.


Yuppies, S.P.Q.R, Selvaggi e A Spasso nel tempo

Andando oltre i cinepanettoni e i film grotteschi con il buon Abatantuono, Carlo Vanzina ha diretto anche molte altre commedie che sono rimaste nella storia cinematografica italiana. Pensiamo ad esempio come, negli anni '80, il regista abbia saputo cavalcare l'onda del fenomeno dello yuppismo (giovani capitalisti in carriera) con Yuppies, che tra l'altro è il secondo film dopo I Pompieri di Neri Parenti ad aver messo insieme Massimo Boldi e Christian De Sica, successivamente coppia affiatata fino al 2005, adesso pronta a tornare insieme nel film di Natale del 2018 dopo qualche anno di freddezza.

Vanzina amava comunque miscelare i generi sotto la massima chiave di lettura della commedia, ed è da questa sua voglia di sperimentare che sono nati progetti ancora oggi molto amati come S.P.Q.R - 2000 e 1/2 anni fa, Selvaggi o i due A Spasso nel tempo, mix di film storico, survival movie e fantascienza sempre costruiti in chiave ironica e trash.

Questo però solo perché Carlo Vanzina e il fratello avevano perfettamente compreso come lo scadere in volgarità e l'estremizzazione di situazioni tipo piacesse al loro pubblico, sempre stato variopinto ed eterogeneo. Per questo diciamo che Vanzina era intellettualmente onesto, perché non tentava mai di nascondere la natura leggera e spensierata delle sue produzioni.


Le Barzellette, Un'estate al mare e altri

Il passare del tempo si fa sentire anche nella scrittura di Vanzina e fratello, che man mano si fa sempre più stanca nel proporre nuove situazioni. Nonostante questo, negli anni 2000 la produzione si fa ancora più prolifica, anche con riutilizzi di personaggi già usati in passato dai grandi della commedia come il padre Steno o Thomas Milian, con l'uscita del sequel di Febbre da Cavallo o Il ritorno del Monnezza.
Il periodo però è anche quello de Le Barzellette - film a episodi contenente la trasposizione filmica di alcune delle barzellette più famose - e di Un'estate al Mare, entrambi memorabili e dissacranti grazie a un protagonista d'eccezione: Gigi Proietti.

Specie nel secondo film, che ha ridato vita ai cosiddetti cineombrelloni, la scena finale con Proietti che recita ne La Signora della Camelie è ancora oggi tra le sequenze più condivise e amate della filmografia di Vanzina, anche se non propriamente originale, essendo tratta da un vecchio sketch del grande Dino Verde.

L'ultimo decennio della carriera del regista non è stato poi particolarmente felice, questo anche a causa di un pubblico divenuto meno ricettivo rispetto alla commedia "vanziniana" e ai cinepanettoni in generale.
Carlo Vanzina non è comunque mai rimasto con le mani in mano, lavorando ogni giorno della sua vita, scrivendo e dirigendo, da vero appassionato e stacanovista, anche durante la malattia, conscio del fatto che ogni giorno era un buon giorno per continuare a ridere, senza prendersi mai troppo sul serio.

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