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Captain Marvel, quando il cinema riscrive il fumetto

Per aiutare il prossimo cinecomic Marvel, è stato deciso di riscrivere le origini di Carol Danvers per renderle cinematografiche.

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Lo si era già capito in fase di annuncio e pre-produzione, come Captain Marvel fosse davvero uno dei cinecomic d'origini su cui i Marvel Studios puntano di più. Non solo rappresenta per la compagnia guidata da Kevin Feige il primo titolo dedicato interamente a un'eroina femminile, carismatica, suadente e potentissima, ma è anche il film che introdurrà nel MCU uno dei supereroi più forti di sempre, sopra ogni possibile gender e questione sessuale.
Ci è stato detto e ripetuto: la Carol Danvers di Brie Larson sarà uno dei personaggi più potenti e importanti del prossimo corso dell'Universo Cinematografico, eppure agli occhi del grande pubblico resta ancora oggi una supereroina perlopiù sconosciuta, motivo che genera attorno alla sua trasposizione molta curiosità.
Forse per questo i piani alti di Marvel Entertainment hanno deciso di allineare il fumetto - editato ormai da 41 anni - con il film, adoperandosi alacremente nel riscrivere su carta le origini dell'eroina, così da renderle simili a quelle che verranno mostrate l'8 marzo 2019 in sala.

Tutto al contrario

Il processo è in realtà molto curioso. Non che inverta chissà quale tendenza, visto che già per i Guardiani della Galassia si è cercato di ripensare il gruppo spaziale per renderlo somigliante alla controparte cinematografica, ma nello specifico caso di Captain Marvel è importante notare come le esigenze di botteghino siano andate a toccare nel profondo le origini del personaggio. Questo per dare credito e fedeltà all'adattamento pensato da Anna Boden e Ryan Fleck, che hanno deciso di modificare drasticamente la genesi di Carol Danvers per scopi prettamente narrativi, per interrogarsi e dilungarsi - almeno nelle intenzioni - su di una doppia natura altrimenti inesistente. È allora successo questo.
Lavorando di adattamento, i due registi hanno scelto di toccare e rimodellare le origini del personaggio per dare più profondità e contrasti emotivi all'eroina, che non riceve i suoi poteri dallo Psiche-Magnitron come nei fumetti, ma è figlia di padre umano e madre Kree, con i geni di due mondi che si intrecciano e contaminano nel suo DNA.
Nel film, come spiegavamo già in un altro speciale, vedremo probabilmente iniziare la storia della Danvers sulla Terra, spostandoci poi sul pianeta dei Kree per tornare successivamente "a casa". Non è detto, insomma, che lo Psiche-Magnitron possa giocare chissà quale ruolo essenziale all'interno della trama, ma fosse così già immaginiamo come verrà utilizzato, stando anche alla riscrittura delle origini fumettistiche di Captain Marvel nell'ultimo albo della serie a lei dedicata, The Life of Captain Marvel.
Qui viene infatti rivelato come la Danvers non abbia in realtà ricevuto i suoi poteri cosmici tramite lo strumento di cui sopra, ritrovandosi il DNA fatto a brandelli e alterato con quello Kree, ma come abbia in realtà sempre avuto dei geni Kree e umani.
Lo Psiche-Magnetron, insomma, è solo servito come fattore attivante dei geni Kree, che hanno così risvegliato i poteri latenti dell'eroina. Anche nel film sarà così, ma possiamo già capire forse come avverrà tutto il processo. Alla guida di un aereo militare, infatti, Carol dovrebbe superare la stratosfera e raggiungere in qualche modo il pianeta Kree - o essere catturata chissà per quale motivo da Mar-Vell (Jude Law).
Lì, scoprendo i suoi geni Kree, la donna potrebbe essere sottoposta al trattamento Psiche-Magnetron, che riattiverebbe in questo modo i suoi poteri.

Come dicevamo, la decisione si riadattare le origini di Captain Marvel a quelle cinematografiche è al contempo una scelta scontata ma anche molto importante, perché in questo modo in verità si vuole dare una certa continuità contenutistica oltre che stilistica alle opere dell'Universo Fumettistico e quello cinematografico.
Il senso, insomma, è questo: e se un giorno, per rilanciare al cinema Thor, dovessero riscrivere in qualche modo la sua storia di origini? Cambierebbe anche quella fumettistica? Certo è vero che sono sempre esistiti i reboot o reborn nel mondo dei comics americani, specie poi nel sensibile passaggio tra Golden e Silver Age, eppure oggi come oggi non pensiamo sia poi così necessario modificare le basi di partenza di personaggi così cristallizzati nella memoria comune e nella cultura popolare.
Forse, nel caso di Captain Marvel, il problema di una conoscenza di massa del personaggio non è stato individuato dalla produzione e dai capi di Marvel Entertainment, che anzi, proprio per rilanciare sul mercato la supereroina - tra l'altro in un periodo storico fervente in senso femminista - hanno deciso di allineare le proprietà fumettistiche e cinematografiche così da aprire ulteriormente la strada a un successo già praticamente annunciato.

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