Da Caos Calmo a Il Colibrì: Sandro Veronesi al cinema

Lo scrittore fiorentino si prepara a tornare al cinema con una nuova trasposizione dei suoi romanzi, proseguendo una tradizione ormai pluri-decennale.

Da Caos Calmo a Il Colibrì: Sandro Veronesi al cinema
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L'esperienza nelle sale cinematografiche dello scrittore Sandro Veronesi è cominciata nel 1987, anno in cui curò la sceneggiatura per il film Maramao diretto dal fratello Giovanni, prima ancora del suo esordio letterario con il romanzo Per dove parte questo treno allegro, pubblicato soltanto l'anno successivo. La Settima Arte è quindi intimamente collegata all'autore fiorentino fin dai suoi inizi, non si tratta di una relazione di comodo attraverso la quale i registi cercano di sfruttare il successo commerciale dei suoi lavori cartacei, e questa attrazione si riverbera in uno stile descrittivo molto vivido nonostante il mezzo utilizzato, centrato in particolare sulle immagini e sul pathos di molte scene, il quale rende molto semplice tradurre su pellicola le riflessioni di uno scrittore interessato alla condizione umana contemporanea ed italiana.

In occasione dell'uscita al cinema de Il Colibrì di Francesca Archibugi, prodotto da Fandango con Rai Cinema e coprodotto da Les Films des Tournelles - Orange Studio (che trovate tra i film in sala di Ottobre 2022 grazie a 01 Distribution), ripercorriamo la lunga carriera sul grande schermo di un autore celebrato in tutto il mondo, capace di vincere per due volte il Premio Strega e di incantare allo stesso modo lettori ed anche spettatori, grazie a storie intime e raffinate che emettono una grande sensibilità.

Pulsioni giovanili

Come già ricordato in apertura, la carriera cinematografica di Veronesi parte con la sceneggiatura di Maramao, una pellicola focalizzata sulle esperienze infantili a cavallo dell'adolescenza, per uno scorcio di vita estiva nel quale i personaggi adulti sono slegati dai protagonisti sia per concetto che per immagini, inquadrati soltanto dalle spalle in giù nelle rare occasioni in cui sono presenti sullo schermo, capaci soltanto di ricordare ai piccoli le incombenze della giornata: è ora di pranzo, è ora di fare il bagno, è ora di andare a letto.

Lo scrittore si ripete con un'altra sceneggiatura nel '92, anno di uscita de L'ultimo Respiro, e un'ultima volta nel 2001 con Streghe Verso Nord, pellicola che segna l'esordio sul grande schermo di uno sconosciuto Teo Mammucari. Nella seconda esperienza come sceneggiatore firma un'opera che Felice Farina traduce in immagini, per quella che è una trama ambientata nel difficile quartiere palermitano dello Zen, teatro di una storia d'amore controversa e difficile da spiegare anche per gli stessi protagonisti.

La commedia del nuovo millennio è invece nuovamente diretta dal fratello Giovanni, che imbastisce una caccia alle streghe sui generis dove l'esorcismo delle stesse avviene attraverso una testata che le tramortisca, per poi trascinarle sette passi verso nord in modo che i presenti dimentichino completamente la scena. Questa prima esperienza nelle sale avviene con film minori, dal budget ridotto e con una scarsa risonanza mediatica, ma porta già in scena alcune di quelle tematiche esplorate successivamente dallo scrittore attraverso libri diventati bestsellers, capaci di aggiudicarsi le premiazioni più prestigiose del settore.

La terribile calma

Nel 2002 è Piergiorgio Gay a trasformare in linguaggio cinematografico un romanzo di Veronesi: il testo di partenza è La forza del passato, pubblicato due anni prima e vincitore del Premio Campiello e del Premio Viareggio. La pellicola racconta l'incredibile confusione che assale la vita fino a quel momento monotona di Gianni, un uomo che scopre pericolose rivelazioni riguardo il padre scomparso, il quale anni prima era stato un militare fascista. Tra dramma e commedia, sia il romanzo che il film tratto da esso portano in scena lo scompiglio imprevedibile di un'esistenza tranquilla, anticipando come un gustoso antipasto quello che sarà l'exploit letterario e filmico di un'opera firmata Veronesi.

Con Caos Calmo lo scrittore si porta infatti a casa il Premio Strega nel 2006, mentre l'adattamento di Antonello Grimaldi si lascia apprezzare nei festival cinematografici aggiudicandosi numerosi riconoscimenti e molte candidature: la storia racconta della peculiare forma di lutto di Pietro Paladini che, per un'amara ironia della sorte, perde la moglie proprio mentre sta salvando la vita di uno sconosciuto. In attesa dell'inevitabile ondata di disperazione che prima o poi si abbatterà su di lui, l'uomo sceglie di sospendere la propria esistenza ed osservare quella degli altri comodamente seduto su una panchina.

Al successo di Caos Calmo segue una trasposizione meno celebrata, accolta in maniera tiepida sia dalla critica che da un pubblico finalmente ansioso di ogni opera tratta dai libri di Veronesi, perché Gli Sfiorati non incide nella sua celebrazione di una sessualità proibita, portando sullo schermo - grazie alla regia di Matteo Rovere - il tema dell'incesto e delle pulsioni represse, elementi molto cari alla tradizione cinematografica europea che li ha già coniugati in svariate forme.

La pellicola arrivata nelle nostre sale in questo 2022 ha dunque l'onere di sostenere un nome importantissimo della letteratura italiana, perché con Il Colibrì Veronesi si è guadagnato un secondo Premio Strega e l'acclamazione mondiale, grazie alla storia di Marco Carrera e della sua nipote Miraijin. L'adattamento questa volta porta la firma di Francesca Archibugi, la quale può contare su un cast stellare che comprende nomi come Pierfrancesco Favino, Nanni Moretti e Kasia Smutniak (trovate qui le foto dal set de Il Colibrì), per una storia estremamente delicata e sensibile che cerca di esplorare, insieme ai suoi spettatori, gli argomenti spinosi che ruotano intorno alla crudele bellezza della vita.

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