Cannes 2018, il festival delle tradizioni che vieta selfie e streaming

Siamo arrivati a Cannes per tastare l'atmosfera rispetto alle recenti polemiche che hanno riguardato i selfie, lo streaming ma non solo...

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Oggi 8 maggio 2018 è un giorno particolare per la Francia per ben due motivi. Il primo è di carattere nazionale, è infatti festa in tutto il Paese per ricordare la vittoria sulla Germania nella seconda guerra mondiale, è in pratica una sorta di 25 aprile in salsa transalpina. Il secondo ha un respiro profondamente più internazionale, oggi è il Giorno 1 del Festival di Cannes numero 71, un'edizione che nelle ultime settimane si è trascinata dietro non poche polemiche. O almeno più del solito. Ora che siamo arrivati fisicamente sulla Croisette possiamo finalmente tastare "il polso" reale della kermesse, che a dire il vero è meno teso degli ultimi due anni. Restano ovviamente le solite regole ferree di comportamento, abbigliamento e sicurezza, con qualche aggiunta più e meno ragionevole, il clima che si respira è però di comprensione, collaborazione, anche un po' di resa.

Spegnete i telefoni

Come saprete, le proiezioni serali in compagnia di registi, produttori e attori richiedono un dress code particolarmente restrittivo. Abito da sera per le donne, smoking d'ordinanza per gli uomini con scarpe nere, qualsiasi altro colore può determinare l'esclusione dall'evento. In questa edizione la direzione ha inoltre deciso di vietare in modo tassativo i selfie sul red carpet, vale a dire la famosa Montée des marches, una delle aggiunte che tanto ha fatto discutere giornalisti e appassionati. Quella che sembra una regola sciocca, ridicola, è diventata il simbolo principe dell'incapacità del Festival francese di rinnovarsi completamente, abbracciando i cambiamenti dei tempi. Ormai i selfie fanno parte del nostro quotidiano, in occidente come in oriente, vietarli in modo brutale poiché considerati "poco consoni al decoro" è sembrata a tutti una forzatura legata indissolubilmente al passato. Ancor peggio la bagarre creatasi fra il Festival e Netflix, Amazon e le piattaforme di streaming emergenti, interessate a partecipare al concorso ma escluse violentemente per rigidi cavilli di regolamento. Il Festival di Cannes accetta infatti soltanto prodotti cinematografici che hanno già o avranno prossimamente una distribuzione fisica nelle sale francesi, cosa ovviamente non prevista dalle piattaforme online. Netfilx & Co. hanno così disertato la Costa Azzurra virando verso altri lidi (per la gioia della Mostra di Venezia), evidenziando una volta di più l'animo conservatore di Cannes.

Me Too

Sempre a proposito di polemiche, nelle ultime ore si è creata una spaccatura fra il festival cannense e l'industria hollywoodiana, che dopo lo scandalo Harvey Weinstein pone grandissima attenzione al rispetto verso le donne.

Cannes è stata fortemente criticata per non aver modificato il regolamento interno sottolineando il dramma delle molestie e difendendo le donne mettendo tutto "nero su bianco". Il Festival ha provato a rimediare diffondendo un flyer di "pubblicità progresso" invitando gli ospiti in Costa Azzurra a comportarsi in modo corretto e segnalando un numero diretto dedicato alle molestie - grazie al quale ogni donna può segnalare abusi e soprusi. Parliamo dunque di un'edizione alquanto confusa, senza una direzione precisa e incapace di leggere in modo chiaro i cambiamenti di un mondo che si muove a velocità supersonica. Nel 2019 sarà cambiamento o crac.

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