Bryan Cranston, una carriera all'insegna della versatilità

Da Seinfeld a Breaking Bad fino alla sua partecipazione al nuovo Power Rangers, passiamo in rassegna il percorso artistico dell'attore-regista americano.

Bryan Cranston, una carriera all'insegna della versatilità
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1993: debutta sulla televisione americana Mighty Morphin Power Rangers, capostipite di un fortunato franchise prodotto dalla Saban e incentrato su un gruppo di adolescenti ai quali vengono conferiti poteri speciali per difendere il nostro pianeta. Basato su un prodotto giapponese, il programma contiene scene tratte dalla fonte nipponica che richiedono di essere doppiate per il mercato americano. Uno degli attori ingaggiati per prestare la voce ai cattivi è un certo Bryan Cranston, all'epoca regolarmente al servizio della Saban come doppiatore e successivamente destinato ad una carriera più che rispettabile con ruoli in carne ed ossa.
2017: esce nelle sale il film Power Rangers, sorta di chiusura del cerchio per Cranston che viene scritturato dall'altra parte della barricata nei "panni" di Zordon, il mentore dei protagonisti. Tra questi due estremi c'è un percorso artistico che ha segnato una parte dell'immaginario americano ed internazionale negli ultimi anni, e che noi vogliamo ricordare in occasione dell'uscita del lungometraggio della Saban.

Dai Rangers a Seinfeld

Dopo molta gavetta alla fine degli anni Ottanta e all'inizio dei Novanta, Cranston ottiene il primo incarico stabile di un certo spessore proprio con la Saban, partecipando come doppiatore alla prima stagione di Mighty Morphin Power Rangers. Un anno dopo arriva il primo ruolo ricorrente in carne ed ossa per la televisione: Tim Whatley, il dentista con cui Jerry Seinfeld vive delle esperienze molto particolari in Seinfeld. Si accumulano così varie parti catodiche notevoli, tra cui il ruolo di Buzz Aldrin in una miniserie HBO e una memorabile comparsata in un episodio di X-Files. Nel 1998 è diretto al cinema da Steven Spielberg in Salvate il soldato Ryan, e nel 1999 appare regolarmente nella sitcom The King of Queens.

Padre dell'anno

Nel 2000 arriva l'offerta che trasforma Cranston per la prima volta in una star del piccolo schermo: il ruolo del patriarca Hal nella serie comica Malcom, in onda fino al 2006. Amorevole ma nevrotico, Hal frutta all'attore tre nomination agli Emmy nel corso delle sei stagioni della serie, e Cranston torna ad interpretarlo occasionalmente in chiave parodistica dopo la fine dello show, come ad esempio in un episodio de I Griffin. Firma anche sette puntate della serie come regista, inaugurando una fortunata attività dietro la macchina da presa sul piccolo schermo che continua tuttora: ad oggi ha diretto episodi di Modern Family, The Office e Sneaky Pete. Di quest'ultima, disponibile da gennaio 2017 su Amazon Video, è anche il creatore insieme a David Shore.

Quello che bussa

Nel 2008 arriva il ruolo di una vita: Walter White, insegnante di chimica che dopo la diagnosi di un tumore ai polmoni usa le proprie competenze per preparare e spacciare metamfetamine in modo da garantire una situazione economica stabile alla famiglia. Nel corso delle cinque stagioni di Breaking Bad Walter diventa sempre più malvagio, e Cranston ha l'occasione di mostrare lati della sua recitazione sconosciuti ai più, sotto l'egida dello showrunner Vince Gilligan (che aveva già lavorato con l'attore anni addietro sul set di X-Files). La sua performance è ricompensata con quattro Emmy e una maggiore visibilità, che lo porta ad apparire in ruoli minori sul grande schermo in film come Drive, Contagion, John Carter e, come doppiatore, Madagascar 3. L'attore ha recentemente dichiarato che, se fosse possibile, non gli dispiacerebbe tornare nei panni di Walter per un cameo nello spin-off Better Call Saul.

Sceneggiatori e presidenti

Dopo gli Emmy arriva la prima nomination all'Oscar, per una performance strepitosa nel film L'ultima parola nel ruolo di Dalton Trumbo, noto sceneggiatore hollywoodiano vittima delle paranoie maccartiste negli anni Cinquanta. Nello stesso periodo ritorna sul piccolo schermo con un film della HBO, All the Way, dove riprende un suo ruolo teatrale nei panni del presidente americano Lyndon Johnson. Più recentemente l'abbiamo visto rivisitare le sue radici comiche al fianco di James Franco in Proprio lui?, mentre sono di prossima uscita il remake di Quasi amici, con Cranston nei panni del tetraplegico, e i nuovi film di Wes Anderson e Richard Linklater. Quest'ultimo progetto è di particolare interesse per i cinefili in quanto sequel de L'ultima corvè di Hal Ashby, e il ruolo affidato a Cranston è quello che nell'originale fu di Jack Nicholson.

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