Bones and All: le origini dell'amore e del cannibalismo

L'ultimo film di Guadagnino intreccia con sadismo sentimenti ed orrore, grazie ad effetti speciali realistici e una troupe sinceramente votata alla causa.

Bones and All: le origini dell'amore e del cannibalismo
Articolo a cura di

Il rapporto tra Maren e Lee è una battaglia tra corpo e spirito, un bacio che si trasforma in un morso, labbra e denti che si combattono una preda emotiva ma anche dannatamente fisica: passioni e paure proiettate all'esterno verso un mondo terribile che ha scelto di lasciarli soli nella loro pulsione, a girovagare per un'America inaridita e glaciale. Contro se stessi e tutto il pianeta, i ragazzi senza patria cercano una nuova preda tra gli altri dimenticati, cercando di saziare un vuoto interiore che la loro mente ha trasformato in appetito.

Luca Guadagnino dimostra per l'ennesima volta di possedere uno sguardo attento sulla travagliata gioventù dei nostri giorni, perché dopo il successo mondiale di Chiamami col tuo Nome (la nostra recensione di Chiamami col tuo Nome resiste al passare del tempo) torna sul grande schermo con l'ennesima storia pronta a sconvolgere gli spettatori meno preparati: Bones and All - una produzione Frenesy Film Company e Per Capita Productions, distribuita al cinema da Vision Distribution - porta in scena le voglie più sanguinose dei suoi protagonisti grazie ad attori in stato di grazia e ad un reparto effetti speciali che punta al più crudo realismo realistico.

Sentimenti giovanili

Quella che il regista italiano sceglie di raccontare è prima di tutto una storia d'amore. Tormentata, sanguinosa ed anche intimorente, ma senza dubbio composta da emozioni sincere che squassano il cuore dei personaggi e li portano ad unirsi, a dispetto di una realtà che li vorrebbe emarginati e costretti ad una fuga senza scampo. Come vi abbiamo raccontato nella recensione di Bones and All, è il contrasto tematico e personale tra Lee (Timothée Chalamet) e Maren (Taylor Russell) che muove la pellicola, un gioco di colori opposti e complementari che incornicia l'affetto, prevalendo sulle sensazioni orrorifiche lasciate a decantare al buio.

L'ultima pellicola di Guadagnino si rivolge ai sentimenti più che alla carne, andando a scandagliare la psiche di due persone che si trovano a percorrere lo stesso viaggio, sebbene si trovino in punti diversi del percorso. La giovane protagonista non ha ancora compreso appieno il significato delle proprie pulsioni, eppure è sola esattamente come lo è l'ormai navigato Lee: i temi dell'emarginazione e dell'auto-accettazione sono particolarmente cari al regista, che sceglie in questo caso di sviscerarli toccando le vette estreme dell'antropofagia, ma arrivando a conclusioni del tutto simili alla ben più comprensibile epopea sessuale di Chiamami col Tuo Nome.

Lontanissimo dai concetti assoluti e per questo incomprensibili di "giusto e sbagliato", Guadagnino infonde la vita in un romanticismo da prendere così com'è, senza porsi grandi questioni ma lasciandosi guidare dalla corrente della passione. Lee e Maren sono cannibali, su questo non c'è ombra di dubbio, ma non è un bisogno incontrollabile a definirli, quanto i sentimenti che riescono a coltivare nonostante il terribile contesto intorno a loro: la pellicola sembra infatti non voler approfondire le sensazioni orrorifiche, né con gli eventi sullo schermo né con la colonna sonora, la quale rimane delicata e struggente grazie alle corde della chitarra acustica di Trent Reznor.

Carne e sangue

Bones and All è una storia d'amore, certo, ma vista attraverso gli occhi di persone affamate di carne umana, e per quanto ci si voglia concentrare sulle emozioni è indubbio che prima o poi la violenza esploderà immergendo nel sangue ogni bellezza. Guadagnino dimostra di non aver affatto dimenticato il suo excursus nell'horror, dando però una forma più credibile (e per questo più difficile da digerire) al terrore rispetto alla reinvenzione del Suspiria di Argento (recuperate danzando la recensione del remake di Suspiria).

La fame disumana dei protagonisti ricerca un disgustoso realismo senza scadere in velleità artistiche, ed è per questo che alla troupe si è unito un patologo sempre pronto a dare ottimi consigli: l'esperto ha descritto senza troppi giri di parole cosa significasse davvero mangiare un essere umano, differenziando i diversi punti del corpo attraverso la quantità di adipe, la presenza di ossa e la robustezza di muscoli e tendini. Il risultato si nota in "pezzi di vittime" ricreati con differenti tipi di silicone dalla consistenza variabile, mentre il fattore splatter viene portato alle estreme conseguenze da litri e litri di sangue finto (composto da sciroppo e brownies) che bagnavano ogni angolo del set.

Le ferite sempre aperte dei protagonisti dovevano essere continuamente "riempite" con nuovo liquido (che tendeva ovviamente a seccarsi con il tempo) e - stando ai racconti divertiti dei membri della troupe - lo stesso Guadagnino si è cimentato nell'insozzare i suoi attori con il dolce preparato che ha reso buonissima la carne umana di Bones and All. Non è solo nella voglia di destabilizzare il pubblico che la storia cannibale prende forma, ma anche nei particolari silenziosi che differenziano gli antropofagi dagli altri: il regista desiderava "appiattire" le differenze tra questi due mondi, senza però tacere i dolorosi traumi dei suoi protagonisti, ed è per questo che gli addetti al trucco hanno ricreato un gran numero di indizi che solo gli spettatori più attenti potranno notare.

Ancora prima di manifestare apertamente la loro natura, i cannibali si distinguono infatti per le unghie delle mani sporche di sangue, o per la presenza di piccoli segni fisici che in qualche modo raccontano il loro passato violento. Lee, ad esempio, ha sei cicatrici sul corpo, Brad (David Gordon Green) ha l'incisione di un morso sulla mano, mentre Sully (Mark Rylance) ha una vistosa ferita sulla guancia: grazie a questi cenni silenziosi prende forma un corposo sostrato narrativo che, senza palesarlo con parole inutili, dimostra il profondo orrore capace di segnare la vita delle persone.

Quanto attendi: Bones and All

Hype
Hype totali: 7
60%
nd