Bond 25, guida al nuovo film del franchise con Daniel Craig

Dai protagonisti al titolo ufficiale, fino all'inizio della produzione e alle location: un breve approfondimento sul nuovo capitolo della saga di 007.

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Il suo nome è Bond. James Bond. Ha avuto diversi interpreti cinematografici, tutti britannici fino al midollo, l'ultimo Daniel Craig: fisico impostato, occhi di ghiaccio, biondo e di grande appeal. Da Casino Royale a SPECTRE, l'attore si è dimostrato una delle migliori incarnazioni della spia inglese nata dalla penna di Ian Fleming, ma anche per lui è giunto adesso il momento di passare il testimone, non prima di aver speso anima e corpo nel suo ultimo film da 007, l'attesissimo Bond 25.
Dopo l'addio di Sam Mendes al franchise, successivo alla tiepida accoglienza riservata proprio a SPECTRE (che ha comunque incassato 880 milioni nel mondo), Craig sembrava deciso a mollare, anche se in realtà le sue dichiarazioni non hanno mai confermato la notizia. Col passare del tempo e l'aumentare dell'offerta per riaverlo un'ultima volta (si parla di cifre impressionanti), l'interprete si è poi deciso a tornare, imponendo però paletti ben precisi: controllo creativo e produttivo sul progetto e possibilità di veto sulle scelte di sceneggiatori e registi.
Fattori, questi, che hanno portato Danny Boyle ad abbandonare il progetto e ritardare non di poco l'uscita del film, che adesso è però pronto a iniziare le riprese per sbarcare infine nelle sale il prossimo anno, a ben cinque anni di distanza da SPECTRE.

Sassi e frantumi

L'abbandono di Boyle ha costretto la produzione a una corsa ai ripari veloce ma calibrata. Scegliere un regista di rimpiazzo e assoggettato al volere della Broccoli e di Wilson non avrebbe aiutato certamente la buona riuscita di un film molto atteso e attorno al quale ruotano aspettative decisamente molto alte. Necessaria era una firma, una visione moderna e diversa da quella di Mendes, comunque elegante. La scelta è ricaduta sullo stimato Cary Fukunaga, che sia con True Detective che con Maniac ha saputo confezionare dei prodotti estremamente validi e molto diversi, segno di elevata versatilità al servizio di un impianto formale raffinato, di un occhio preparato puntato sul moderno ma capace comunque di guardare a stilemi cinematografici classici. Un virtuoso della macchina da presa, insomma, ben più che adatto a dirigere un capitolo tanto importante del franchise, con mano sicura e intuizioni certamente interessanti. Di Bond 25, comunque, sappiamo ancora poco o nulla.
È recente la notizia del titolo di lavorazione ufficiale del progetto, Shatterhand, letteralmente "la mano che distrugge", che visto così potrebbe essere anche il nome definitivo del film, magari legato alla missione al centro della storia. In realtà il titolo era già trapelato a settembre, quando i lavori sembravano ormai pronti a partire prima dell'abbandono di Boyle, ma la conferma di Shatterhand a cinque mesi di distanza potrebbe sia confermare che smentire una certa continuità.
Spieghiamo meglio. Insieme al regista di Trainspotting aveva lasciato anche il sodale sceneggiatore James Hodge, permettendo ai produttori di richiamare in servizio gli ormai storici scrittori del franchise Neal Purvis e Robert Wade, non per riscrivere la sceneggiatura ma per ripartire direttamente da zero con uno script. La palla è poi passata di recente a Scott Z. Burns (The Bourne Ultimatum), con il compito di sviluppare lo script di Purvis e Wade in una sceneggiatura completamente nuova rispetto a quella di Hodge, a quanto pare bocciata da Craig in fase di lettura per alcune scelte narrative non condivise.

La domanda è: se il 4 settembre 2018 il titolo di lavorazione era Shatterhand e il 14 dello stesso mese Boyle e Hodge uscivano di scena, perché è stato mantenuto lo stesso nome? Certo, si tratta di un elemento apparentemente superficiale e temporaneo, ma è come se sottolineasse la presenza di fattori narrativi in continuity, il mantenimento di parte di alcune idee iniziali della sceneggiatura poi bocciata. Si potrebbe vedere così, oppure - molto più semplicemente - si tratta di un titolo di lavorazione mantenuto tale per non complicare oltremodo le cose.
Passando al cast, sappiamo che, oltre a Daniel Craig, in Bond 25 torneranno anche Lea Seydoux nei panni di Madeline Swann, Ralph Fiennes in quelli di M, Ben Whishaw come Q e anche Naomie Harris come Moneypenny, storica segretaria di Bond, qui letta in chiave molto più action e sensuale. Avvolto dal dubbio l'interprete che si calerà invece nel nuovo villain, che nei film di 007 si è sempre dimostrato un ruolo molto importante. Si vociferava Rami Malek nella parte, ma la notizia non è mai stata confermata né smentita, aumentando quindi la convinzione di molti sul suo casting tenuto ancora segreto.

Gran parte dei misteri produttivi, comunque, dovrebbero trovare risposta a breve, entro i prossimi mesi, perché le riprese del film partiranno tra marzo e aprile e si sposteranno da Londra a varie location nel mondo, tra le quali anche le nostre Matera e Gravina in Puglia, la prima Capitale Europea della Cultura 2019 e già vista in molte produzioni Hollywoodiane, grazie soprattutto ai suoi meravigliosi Sassi.
La produzione dovrebbe spostarsi in Italia verso la fine della primavera o poco più tardi, nelle prime settimane estive, ma prima di tutto questo, ancora prima di chiamare il primo ciak, molto probabilmente verrà annunciato cast completo e titolo ufficiale del film in un evento dedicato, come già accaduto in passato sia per Skyfall che SPECTRE. Il suo nome è Bond. James Bond. E sta finalmente tornando.

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