Bohemian Rhapsody tra finzione e realtà: com'è cambiata la storia dei Queen

Bohemian Rhapsody, il biopic dedicato a Freddie Mercury e ai Queen, ha cambiato parzialmente la vera storia della band, ecco come.

speciale Bohemian Rhapsody tra finzione e realtà: com'è cambiata la storia dei Queen
Articolo a cura di

Su queste pagine abbiamo spesso lodato Bohemian Rhapsody e il suo interprete Rami Malek, che insieme al resto del cast ha svolto un lavoro eccezionale nel ricreare su grande schermo Freddie Mercury e i Queen.
Un talento straordinario al servizio di un film che va vissuto di pancia, più che analizzato di testa, anche alla luce delle numerose incongruenze che - purtroppo - si sono verificate a livello di trama di base. Per forza di cose, infatti, la sceneggiatura è stata romanzata a dovere, smussando qua e là la realtà per farla calzare perfettamente al ritmo filmico. Vediamo dunque cosa Peter Morgan e Anthony McCarten, gli scrittori dell'opera, hanno cambiato in fase di produzione.
Partiamo dalle origini, dal momento in cui nascono formalmente i Queen, ovvero quando Freddie Mercury incontra Brian May e Roger Taylor. Nel film il giovane Bulsara incontra i due musicisti dopo che questi hanno tenuto un concerto nel 1970 con la band chiamata Smile; in realtà, stando ai fatti raccontati in Queen: As It Began and 40 Years of Queen, Freddie conosceva già i membri degli Smile all'epoca, addirittura lui, May, Taylor e il "quarto incomodo" Staffell (anch'esso musicista degli Smile) hanno condiviso un appartamento insieme.

Di amore in amore

Secondo la finzione filmica, Freddie incontra l'amore della sua vita, Mary, proprio a un concerto degli Smile, stabilendo con lei una forte connessione sin dai primi istanti. Secondo la biografia Is This the Real Life? firmata da Mark Blake nel 2011, quello che poi diventerà il cantante dei Queen avrebbe conosciuto la signorina Austin nel 1970, quando era una receptionist presso un negozio di abbigliamento.
Il ragazzo, timido all'estremo, avrebbe impiegato 6 mesi per chiedere alla donna di uscire. Inoltre Mary ha creduto per molto tempo che fosse il suo migliore amico, dunque non si è trattato proprio di un colpo di fulmine come raccontato dal film di Bryan Singer.
Restando nella sfera dei sentimenti, parliamo di Jim Hutton, il partner di Freddie per buona parte (l'ultima) della sua vita. Nel film i due si incontrano a un party selvaggio organizzato da Freddie stesso nella sua dimora londinese, dove Hutton lavora come cameriere. Nella realtà, Jim era un parrucchiere irlandese, che Freddie avrebbe conosciuto in un club chiamato Heaven nella metà degli anni '80.
Hutton si sarebbe successivamente trasferito a casa di Freddie, dove lo ha di fatto assistito fino agli ultimi istanti della sua vita; non ha mai abbandonato il cantante, neppure dopo aver saputo della malattia.

Chi è Ray Foster?

Una delle migliori parentesi del film racconta poi la nascita discografica del brano Bohemian Rhapsody, forse il più famoso dei Queen, non a caso diventato il titolo del lungometraggio. Nell'opera, l'attore Mike Myers gioca il difficile ruolo di Ray Foster, executive della EMI Records, ovvero colui che - secondo la trama romanzata - non apprezzava affatto Bohemian Rhapsody, preferendo qualcosa di più commerciale.
La verità dei fatti è tremendamente diversa: non esiste alcun Ray Foster nella vita vera, è un personaggio inventato di sana pianta, probabilmente la fusione di diversi discografici dell'epoca con cui i Queen hanno battibeccato. Forse la figura più ispiratrice rispetto ad altre è quella di Roy Featherstone, che nel 1973 fece di tutto per far firmare i Queen con la sua etichetta (anche spedire telegrammi urgenti raccomandando di non firmare con nessun altro).
Ai tempi di A night at the Opera, al primo ascolto di Bohemian Rhapsody sembra che il discografico abbia davvero reagito in modo strambo, come raccontato nella biografia Is This the Real Life?. Avrebbe chiamato i membri del gruppo "pazzi", poiché si aspettava qualcosa di totalmente differente, dopo l'uscita del brano in radio però la storia ha dato ragione a Freddie Mercury e soci, come ben sappiamo.

Verità pubblica, verità privata

Verso la fine del lungometraggio, assistiamo anche alla nascita di un altro brano storico dei Queen, We Will Rock You, creato appositamente - secondo la trama romanzata - per coinvolgere il pubblico durante i concerti. Questa volta non c'è niente di sbagliato, tranne il "setting storico": su grande schermo, Freddie crea la canzone con i capelli corti e i suoi classici baffi, un look che lo ha caratterizzato nel corso degli anni '80, We Will Rock You invece risale al 1977, quando il cantante dei Queen aveva ancora i capelli lunghi e nessun baffo iconico.
L'idea originaria, partorita da Brian May, era creare una sorta di inno che il pubblico avrebbe cantato alla fine del concerto, anche quando la band fosse uscita di scena. Uno dei momenti in cui il gruppo è stato più unito, ma è vero che i Queen hanno rischiato di sciogliersi? Nel film di Bryan Singer si intende questo a un certo punto del racconto, anche a causa della carriera da solista di Freddie, spinto dai soldi e dalla noia.

Più che sciogliersi, tutti e quattro i membri hanno sentito, poco dopo l'uscita di Hot Space nel 1982, il bisogno di staccarsi un attimo e fare cose diverse, in solitaria, così Freddie Mercury ha prodotto Mr. Bad, Brian May Star Fleet Project, per poi ricongiungersi non tanto per il Live Aid del 1985 ma prima, nel 1983 per lavorare all'album The Works, considerato il disco "del ritorno".
Chiudiamo l'articolo là dove finisce anche il film, con Freddie Mercury che confessa al gruppo di essere sieropositivo giusto prima il Live Aid, che come sappiamo è avvenuto nel luglio del 1985. Nella realtà i Queen hanno saputo della malattia del loro leader qualche tempo dopo l'evento benefico, fra l'85 e l'88. Il suo pubblico invece non ha saputo nulla fino al 23 novembre del 1991, il giorno precedente alla sua morte.
Freddie Mercury se n'è andato con uno dei classici colpi di teatro che tanto amava fare sul palco, dove si trasformava e diventava qualcun altro, qualcos'altro, una leggenda oltre il tempo e lo spazio, vivente ancora oggi. E così per sempre.

Che voto dai a: Bohemian Rhapsody

Media Voto Utenti
Voti: 54
8.4
nd