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Blade, quale futuro per il dark hero di casa Marvel?

Proviamo a capire concretamente in che modo il cacciatore di vampiri possa muoversi all'interno del Marvel Universe.

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Partendo dagli anni '40 fino ai '90, il passato cinematografico dei poi futuri cinecomic apparteneva quasi esclusivamente alla DC, con produzioni che spaziavano dal primissimo Adventure of Captain Marvel fino al Superman di Richard Donner e ai Batman di Tim Burton. Non che si producessero chissà poi quanti film di genere supereroistico, ma quando accadeva, di solito, erano proprio a marchio Detective Comics, anche se i personaggi della Marvel iniziavano a muovere i primi passi all'interno del grande sistema cinema. Ed è proprio in tempi non sospetti che un certo Blade di Stephen Norrington uscì nelle sale -sprovvisto addirittura del marchio Marvel Studios-, nel 1998, fungendo quasi da apripista ai cinecomic del MCU. Prima dell'arrivo dello Spider-Man di Sam Raimi o dell'Hulk di Ang Lee, infatti, è importante ricordare che i supereroi della Casa delle Meraviglie avevano poco a che fare con il grande schermo, ed è inutile nascondere che per le più giovani generazioni un personaggio come Blade era difficilmente riconducibile alla Marvel, quindi addirittura fuori posto.
Eppure, nello stesso anno di uscita di Spider-Man, nelle sale usciva anche il clamoroso Blade II di Guillermo Del Toro, che nella sostanza significava consolidare la propria posizione cinematografica nel mentre del lancio del primo, grande e glorioso cinecomic blockbuster della Marvel, comunque di proprietà Sony. E a tutti gli effetti, il Blade con Wesley Snipes fu il primo cinecomic prodotto dai Marvel Studios (nome con il quale oggi li conosciamo) e il primo franchise di medio successo al botteghino della casa di produzione. Ed è ormai dal 2012 che i diritti sul personaggio sono tornati in mano ai Marvel Studios e quindi alla Disney, ma non è ancora chiaro quale futuro possa attendere l'atletico ammazzavampiri.

Sangue e Lame

In un contesto family friendly tipico della Casa di Topolino, trovare uno spazio dove lanciare un personaggio tanto violento non è cosa facile. Bisognerebbe innanzitutto introdurre nel MCU i vampiri e strutturare un mondo underground dedicato ai succhiasangue e ad altre creature annesse, oltre che sviluppare anche tutta una precisa gerarchia degli stessi, schiavi umani compresi. Un compito non facile, specie poi per le chiare divergenze stilistico-tonali con i restati titoli MCU, che non permettono un puro Rated-R in virtù di una policy volta a un più semplice PG-13, per mere questioni di introiti e fruizione eterogenea dei vari titoli. Impensabile, insomma, vedere un tipo come Blade interagire con un Captain America (Chris Evans) e un Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) qualunque, o almeno lo era fino all'avvenuta acquisizione della 21st Century Fox da parte della Disney, che anche in questo contesto spalanca gigantesche porte fino a poco tempo fa addirittura prive di serratura. Stando infatti alla parole di Bob Iger, le intenzioni con titoli come Deadpool sarebbero quelle di mantenerli vivacemente vietati ai minori, così da aprirsi a braccia aperte al settore del Rated-R con il marchio Marvel-R. Il fatto è che una simile novità potrebbe essere un'ottima seconda chance anche per Blade, che è ormai da 5 anni che vive una fase di stallo snervante, essendo un personaggio dal potenziale grandioso e molto amato. Vederlo su Netflix ormai è impossibile, data la scadenza dell'accordo tra la Disney e la piattaforma streaming nel 2019. Il futuro per Blade dovrebbe insomma essere cinematografico, fatto di sangue e lame, magari vicino a personaggi dark come Moon Knight, altro titolo che aspetta ormai da troppo tempo una degna trasposizione. Che poi nei panni del cacciatore di vampire ci sia Wesley Snipes o meno poco importa, perché in termini di recasting la Marvel ha già dato dimostrazioni di saperci fare alquanto, anche se bisogna ammetterlo: nelle fila del MCU sono già presenti alcuni dei migliori attori afro-americani oggi disponibili, da Michael B. Jordan a Chadwick Boseman fino a Daniel Kaluuya. Non che l'MCU e il Marvel-R debbano per forza collidere, ma dovesse accadere sarebbe problematico avere un volto noto nei panni di due grandi personaggi. Al contempo Snipes non è l'emblema dell'attore pulito, avendo alle spalle grossi problemi con la legge, fatto che purtroppo non si addice alla candida immagine della Disney. Un recasting è allora quasi ovvio, ma prima di questo bisognerebbe capire quando inizieranno i primi lavori su questo Marvel-R, unico vero trampolino di ri-lancio per un anti-eroe dark e badass come Blade, il cui reboot speriamo possa a questo punto essere in ogni caso annunciato nel corso del prossimo anno, così da festeggiare al meglio il ventennale dell'uscita del primo film della trilogia. Confidiamo comunque nella visione della Marvel e nel buon senso di Kevin Feige, che finora ci hanno saputo regalare grandi sorprese.

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