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Black Panther: storia, cultura, geografia e religioni del Wakanda

Analizziamo in un breve excursus la formazione socio-politica, confessionale e geologica della nazione Marvel più avanzata al mondo.

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Una particolarità di fondo che divide perfettamente i fumetti a marchio Marvel da quelli DC sono le città nei quali si muovono i suoi supereroi. Metropoli -almeno nella parte terrestre- esistenti, che non vanno a inventarsi nulla: parliamo di New York, Washington, Inghilterra e così via, mentre gli eroi della Detective Comics agiscono in territori inventati di sana pianta, tra il gotico, il futuristico e l'avveniristico, come ad esempio Gotham o Metropolis. Nel 1966, però, nel numero 52 della testata principale di Fantastic Four, Stan Lee e Jack Kirby introdussero nell'Universo Marvel la fittizia e tecnologicamente avanzata nazione del Wakanda, uno stato così piccolo da essere per lo più una grande città situata nel cuore del Nordafrica.
I fan duri e puri dei fumetti supereroistici conoscevano già da tempo il Wakanda, ma prima con Avengers: Age of Ultron, poi con Captain America: Civil War e adesso con lo stand-alone di Black Panther, i Marvel Studios hanno deciso introdurre nel MCU per neofiti e appassionati di cinecomic quella che è definita come una delle nazioni più ricche al mondo, con risultati in termini di puro adattamento davvero strabilianti. E mentre il film di Ryan Coogler sbanca al boxoffice con 361 milioni di dollari world wide nell'opening weekend, oggi vogliamo parlarvi della storia del Wakanda, tra formazione geografico-geologica, società e religioni.

La culla della vita

Nel 1966 impazzava ancora, in Sudafrica, l'Apartheid, la segregazione razziale cominciata nel secondo dopoguerra, mentre in america Martin Luther King combatteva strenuamente per i diritti civili degli afro-ameriani. Non a caso, quindi, Lee e Kirby decisero di stanziare l'unica nazione terrestre fittizia della Marvel nella culla della vita, il Nordafrica, il cosiddetto Terzo Mondo, lavorando con fare critico e ossimorico almeno per quel tempo. Il Wakanda è una nazione isolata e confinante con il lago Turkana, il Kenya, la Somalia e l'Etiopia, oltre che alle altre fittizie nazioni di Canaan e Narobia. La vicinanza principale al Kenya è riscontrabile anche nel nome, che deriva infatti dalla tribù keniota dei Kamba, chiamati Akamba o Wakamba nella loro lingua originale, il kikamba. La nascita del Wakanda risale a 10 mila anni prima dell'era moderna, quando un meteorite interamente costituito di vibranio -il materiale più resistente conosciuto- si schiantò sulla Terra, esattamente in Africa e in un territorio dove vivevano diverse tribù in guerra tra di loro. Lo schianto del meteorite formò un gigantesco cratere roccioso che le popolazioni autoctone cominciarono a chiamare "Montagna Sacra", attorno alla quale si radunarono le tribù in guerra eleggendo un sovrano unificatore, Bashenga, noto per essere il primo Re del Wakanda. Col passare del tempo, poi, la figura del monarca wakandiano viene di volta in volta insignita del titolo di Black Panther, con il compito di proteggere il monte sacro secondo il Culto della Pantera. Questo, però, è solo uno dei 4 culti del Wakanda. Gli altri tre sono sono quelli del Gorilla Bianco, del Leone e del Coccodrillo, tutti derivanti dai nomi delle diverse tribù. Quello della Pantera, dedito alla Dea Bast, è il più importante perché leggenda vuole che il clan delle pantere di Bashenga fosse riuscito a sconfiggere alcuni "spiriti demoniaci" che avevano infettato il cuore di alcuni abitanti del territorio africano, dopo lo schianto del meteorite di vibranio. Le proprietà mutagene del materiale influenzarono infatti flora e fauna della zona, portando a un aumento vorticoso del numero di mutanti e alla formazione dell'Erba a forma di cuore, la stessa che se ingerita dona capacità sovrumane.

Questa, però, può essere assunta solo dai membri di famiglia reale e solo dopo aver conseguito con i dovuti passaggi rituali il titolo di Pantera Nera, dimostrando di meritare il titolo di protettore del Wakanda. Gli altri culti, invece, sono rispettivamente dediti a Ghekre, Sekhmet e Sobek. Il primo è una diretta evoluzione di quello della Pantera e in vigore solo nella tribù isolata dei Jabari, distanziatasi dall'evoluzione tecnologica del Wakanda. Il Gorilla Bianco è comunque una specie protetta nel regno, essendo tra la fauna mutata dal vibranio e cacciata per acquisire dalle sue carni poteri sovrumani. Il Culto del Leone è invece pagano e severamente proibito a causa dei sacrifici umani previsti. In aggiunta, l'entità venerata è la nemesi della Pantera, malevola, capace di manipolare le menti e possedere i corpi dei propri seguaci. Sobek è invece il Dio Coccodrillo, divinità per lo più dimenticata.

Protezionismo e ingerenze

A governare il Wakanda verso la fine del ventesimo secolo c'era T'Chaka, padre del ben più famoso T'Challa, interpretato nel MCU da Chadwick Boseman. Temendo la manipolazione o il dominio di altre nazioni sul Wakanda, T'Chaka adottò infatti una politica fortemente isolazionistica e protezionistica, limitando allo stretto necessario i contatti col resto del mondo per commercio del vibranio (poco e mirato) e mandando di nascosto le menti wakandiane migliori a studiare all'estero. L'unico riuscito ad ammirare il vero volto del Wakanda è stato il contrabbandiere Ulysses Klaw, che parlò della nazione come "della El Dorado delle leggende". Questo rubò un piccola quantità di vibranio per fabbricare un'arma sonora, ma venne scoperto e fermato da T'Chaka e poi da T'Challa, che non appena divenne nuove sovrano del Wakanda pose fine alla politica isolazionistica, migliorando i rapporti con il mondo e condividendo le proprie tecnologie avanzate e basate sul vibranio. Purtroppo non possiamo rivelare oltre a causa del legame con il film attualmente nelle sale, ma per concludere vogliamo ricordare un evento fumettistico che descrive perfettamente la potenza e l'avanzamento tecnologico del Wakanda: l'invasione degli Skrull, durante la quale la nazione riuscì in solitaria a respingere un intero plotone alieno, rispedendo i corpi dei soldati invasori alla nave madre, mutilati, come monito a non tornare più nelle terre della Montagna Sacra. Gloria a Bast!

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