Birds of Prey, emancipazione e Marilyn Monroe nell'analisi del trailer

Un cinecomic "corale" in cui a spiccare sembra comunque essere l'Harley Quinn di Margot Robbie, adesso senza "padroni".

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Dopo aver macinato consensi su consensi, l'arrivo nelle sale del Joker di Todd Phillips sta scaldando gli animi dei fan, presentato come "il film dell'anno", con un Leone d'Oro all'attivo e tra i favoriti - al momento - ai prossimi Oscar 2020. Un cinecomic atipico pensato da Phillips e dalla Warner Bros. per essere lontano dai canoni degli adattamenti finora ideati post-Cavaliere Oscuro, persino più intellettuale del Batman nolaniano, vicino al cinema di Scorsese, all'esistenzialismo psicologico e cupo dell'espressionismo cinematografico.

Forse primo di una serie di produzioni "black label", forse esperimento a se stante e irripetibile con altri personaggi, attualmente è difficile dire come possa procedere questa etichetta più autoriale e spavalda anche con film molto attesi come The Suicide Squad di James Gunn o il The Batman di Matt Reeves, ma sappiamo per certo che Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) prenderà una strada decisamente diversa, nuovamente scanzonata, a suo modo comunque profonda e ben radicata nell'attualità della lotta femminile, emancipazione e icone comprese. Il primo trailer del cinecomic di Cathy Yan è proprio chiaro: libertà, amicizia e maschi amichevolmente fuori dalle pa**e.


Pigiama party criminale

"Chi è Harley Quinn? Un arlecchino. E il suo ruolo è quello del servitore. Non è nessuno senza un padrone. E a nessuno frega una merda secca di chi siamo". Si apre così il footage ufficiale dell'atteso cinecomic della DC Films, analizzando in poche parole e tanto contenuto la posizione della Regina del Crimine. Un'arlecchina assoggettata al Joker e alla sua volontà, incapace di resistere al carisma e al fascino del suo Daddy, alla sua psicologica manipolatoria. Una maschera di forsennata follia plasmata dall'amato clown nel corso di anni di malsana relazione, ora però giunta definitivamente al termine, con Harley che gioca a tiro al coltello con un disegno di Joker e comincia a fare i conti con una nuova vita slegata dal morboso rapporto con il villain.

Quando finisce una relazione l'essenziale è guardare avanti senza paura, provare a ricominciare da capo, e per una ragazza pericolosa come Harley, che ha vissuto a lungo un rapporto simbiotico con la sua velenosa metà, questo significa una vera e proprio emancipazione: dalla volontà maschile, dalle esigenze dell'altro, pronta a costruire una realtà criminale tutta sua, interamente incentrata sul potere della libertà. Harley non è infatti la sola a cercare emancipazione e un proprio posto in quel di Gotham: insieme a lei ci sono anche Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), Cassandra Cain (Ella Jay Basco), Renee Montoya (Rosie Perez) e Huntress (Mary Elizabeth Winstead). C'è chi canta nei locali notturni, chi ha una fredda vita da detective e chi invece è una cacciatrice urbana: donne forti, bellissime, fragili e anche sicure di se stesse che hanno forse in comune la prepotente e costante sottomissione alla volontà maschile, che ormai gli va stretta.

Il ritorno sulla pista di Harley, non più Arlecchina ma Regina, contribuirà a mettere insieme questo gruppo di improbabili sorelle, amiche, combattenti, lasciandole prima fronteggiare tra loro (c'è un incontro tra Harley e Huntress che non sembra molto pacifico) e poi contro la combriccola di Black Mask, interpretato da quello che appare come un sofferto e inedito Ewan McGregor.

Anzi, sembra proprio che il villain sia innamorato di Harley Quinn e voglia subentrare al Joker, anche se questa volta sarà lei a non cadere preda di un carisma venefico, decisa invece a continuare a fare baldoria con il suo nuovo team di ragazzacce.
Questo di Birds of Prey è comunque un semplice teaser trailer, il che non ci dà precise indicazioni sulla vera natura della trama e dei rapporti tra i personaggi, presentandoci esclusivamente un quadro generale a dire il vero molto intrigante.

Specie lato registico, sembra che la Yen (aiutata in alcune scene d'azione da Chad Stahelski) abbia calcato la mano sull'esagerazione stilistica, svariati virtuosismi e cambi di tono interessanti. Si dimostra già notevole, ad esempio, la sequenza con Harley vestita e truccata come Marilyn Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde (o Madonna in Material Girl, che comunque citava la mitica icona), ma anche la presenza di una iena come animale da compagnia e tutta una serie di dinamiche tra Harley, Black Mask e lo scagnozzo Victor Zsasz (Chris Messina), che potrebbe regalare dissacranti scintille di satira sociale di stampo femminista.

Il sottotitolo del film è comunque preciso: si parla della rinascita in quanto personaggio e in quanto donna di Harley Quinn, nel mentre di un'unione di caratteri e intenti di un gruppo di ragazze pronte a divertirsi insieme sfasciando musi e muri in qualunque occasione. Per quanto ci riguarda, siamo caduti preda del loro fascino rapace e stravagante.

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