Venezia 72

Biennale College, i tre film finalisti della terza edizione

Presentati alla 72.esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia i tre film finalisti della terza edizione del progetto promosso dalla Biennale in collaborazione con Gucci.

Biennale College, i tre film finalisti della terza edizione
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La terza edizione di Biennale College - Cinema, laboratorio di alta formazione ideato dalla Biennale di Venezia con lo scopo di produrre lungometraggi a microbudget, realizzato in partnership con Gucci, si è conclusa con la presentazione ufficiale dei tre film selezionati in anteprima mondiale durante la 72.esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica: Baby Bump, diretto da Kuba Czekaj e prodotto da Madgadalena Kaminska; Blanka di Kohki Hasei e prodotto dall'italiano Flaminio Zandra; e The Fits della regista Anna Rose Holmer e prodotto da Lisa Kjerulff.
Tutti e tre i film ruotano intorno a degli adolescenti che intraprendono il percorso che li porterà a diventare adulti, in modi e spazi molto diversi tra loro.

Baby Bump

Scritto e diretto da Kuba Czekaj, Baby Bump ha come protagonista il giovane Mickey House (Kacper Olszewski), che, a undici anni, inizia a non sentirsi più a suo agio in un corpo che cambia. La sua immaginazione e una nuova prospettiva alla quotidianità lo portano ad affrontare un periodo di passaggio in modo veramente unico. Con un approccio a metà tra generi diversi, utilizzando anche sequenze animate, Baby Bump affronta l'adolescenza con originalità, spesso però esagerando toni e situazioni.
Il regista cerca di puntare l'attenzione prevalentemente sul rapporto tra Mickey, interpretato con grande bravura da un interessante Kasper Olszewski, e sua madre, ruolo affidato ad Agnieszka Podsiadlik, perdendo però in più passaggi il controllo della situazione, cercando forse di stupire eccessivamente nella rappresentazione surreale e onirica della storia.
Pur possedendo sicuramente spunti e scelte stilistiche intelligenti e particolari, il lungometraggio non trova sempre il giusto equilibrio che permetterebbe al racconto di mantenersi ben ancorato in una dimensione in grado di mantenere alta l'attenzione e la curiosità degli spettatori.

Blanka

Il regista giapponese Kohki Hasei ha realizzato, grazie al progetto Biennale College, il commovemente Blanka, ambientato nelle strade di Manila.
Blanka (Cydel Gabutero) è orfana e sopravvive chiedendo la carità e derubando i turisti. Quando scopre che una famosa attrice ha adottato un bambino cresciuto in povertà proprio come lei, la ragazzina decide di raccogliere i soldi necessari a "comprare" una madre, grazie anche all'aiuto del musicista cieco Peter (Peter Millari).
Il racconto ideato da Hasei propone con grande delicatezza una storia semplice e dalla struttura lineare, tuttavia in grado di convincere con una trama a sfumature universali che segue i giorni in cui la protagonista affronta, forse veramente per la prima volta, la dura realtà del mondo degli adulti, rischiando anche di rimanere coinvolta, in modo inconsapevole, in situazioni molto pericolose. La bravura degli interpreti, l'intensità del legame che si forma tra Blanka e Peter, la rappresentazione colorata ma mai edulcorata di Manila, e un approccio molto realistico al mondo attraverso gli occhi innocenti di una bambina che sogna un futuro migliore apparentemente irraggiungibile, permettono all'opera di coinvolgere lo spettatore fin dai primi minuti, proponendosi a un pubblico molto vasto che ne potrebbe apprezzare senza difficoltà il messaggio positivo.
Blanka, nonostante il budget limitato e un cast non di professionisti, è un'opera di ottimo livello, che non sfigura a fianco di produzioni ben più prestigiose.

The Fits

Anna Rose Holmer è la regista di The Fits, film scritto insieme a Saela Davis e Lisa Kjerulff. Come gli altri titoli selezionati in occasione della terza edizione, il lungometraggio affronta il delicato passaggio dall'infanzia all'età adulta, puntando in particolare l'attenzione sull'importanza metaforica del movimento, grazie alla collaborazione con il Queen City Boxing Club e il Q-Kidz Dance Team. L'esperienza nel campo dei documentari permette alla filmmaker di addentrarsi nella realtà psicologica dei teenager della città di Cincinnati, mantenendo alto il grado di realismo e l'intensità emotiva di quanto accade alla giovane Toni (Royalty Hightower) quando decide di abbandonare la squadra di boxe per provare a entrare nel team di danza. Pochi giorni dopo, però, le ballerine iniziano ad avere attacchi isterici inspiegabili, una dopo l'altra. Toni è l'unica che non viene colta da spasmi e movimenti incontrollabili.
The Fits è un racconto in cui ritmo, tensione e approfondimento psicologico della giovane protagonista sono gestiti nel migliore dei modi, valorizzando le coreografie ideate da Mariah e Chariah Jones con la collaborazione di Celia Rowlson-Hall. La regista ha infatti saputo trovare il giusto stile per avvicinarsi all'originale storia, sottolineando ogni movimento del corpo e ogni espressione della protagonista, ruolo affidato alla talentuosa Royalty Hightower, attrice esordiente dalla carriera sicuramente promettente.
Il lungometraggio statunitense è un'esperienza cinematografica affascinante e coinvolgente, in grado di offrire una narrazione equilibrata e ideata con sapienza, valorizzata da un'ottima fotografia, dal montaggio ben costruito e da una colonna sonora composta in grande armonia con la narrazione visiva.