Ben Affleck davanti alla macchina da presa: le sue migliori interpretazioni

Regista, sceneggiatore, produttore e... grande attore, con il ruolo e il progetto giusto. Andiamo a vedere le migliori interpretazioni di Ben Affleck.

Ben Affleck davanti alla macchina da presa: le sue migliori interpretazioni
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Creare una lista delle migliori prove attoriali di Ben Affleck non è facile. Sia perché il caro Ben ha inanellato una serie prolifica di interpretazioni (e film) dalla dubbia valenza artistica, sia perché lui stesso ci ha messo un po' a capire quale fosse la sua vera vocazione - probabilmente quella di fare un passo indietro e mettersi dall'altra parte della macchina da presa. Il Ben Affleck regista giganteggia spesso sull'attore, riuscendo a creare veri e propri gioielli come Gone Baby Gone, The Town e Argo, con mano sapiente e ferma, capace di un'autorialità sicura e silenziosa.
Davanti alla macchina da presa invece Ben è un altro di quegli attori, un po' come Nicolas Cage, che ha bisogno di qualcuno che sappia come dirigerlo alla perfezione. Qualcun altro o sé stesso, funziona in entrambi i casi. Perciò tuffiamoci assieme nelle migliori interpretazioni del Batman più sfortunato di sempre, ricordandoci il Sad Affleck e volendogli tanto bene.

In cerca di Amy - Kevin Smith (1997)

Ben è un nerd di quelli veri, almeno, lo è nell'anima, visto che potrebbe tranquillamente aprire in due a mani nude un elenco del telefono. Quindi Kevin Smith gli cuce addosso il ruolo di Holden McNeill, autore di fumetti che una sera si innamora di Alyssa (Joey Lauren Adams): bella, bellissima, da perderci la testa e... lesbica. Mai friendzone fu più perfetta. Eppure Holden non riesce a sopprimere il suo sentimento e stare lontano da lei gli sarà impossibile. Ben Affleck riesce a essere "grande e grosso, ciula e goffo", come recitava un vecchio adagio. Un adorabile mascellone impacciato con un amore folle per Alyssa e per i fumetti, incapace di vedere oltre il suo naso perché spesso troppo chiuso nella sua testa. Ma alla fine vorrete solo abbracciarlo e correre con lui in cerca di Amy.

Will Hunting - Gus Van Sant (1997)

Ben, zitto zitto, si è portato a casa, con il suo partner-in-crime Matt Damon, l'Oscar alla Migliore sceneggiatura originale. Merito di un film che è diventato sia un cult, sia un patrimonio del grande pubblico, con un Robin Williams totale (Oscar anche a lui) e un Ben Affleck che sì, in sordina, riesce a tirare fuori una delle sue migliori interpretazioni. Ben è l'amico del genio, quello che sa che non potrà mai avere nulla di più della grigia vita di periferia, perché quel mondo l'ha ormai avviluppato in modo talmente stretto da non permettergli di andarsene. Però sa che Will deve scappare, e anche se questa cosa lo farà soffrire, spera sempre che il suo migliore amico capisca che il cervello, a volte, è meglio della pancia. Dopotutto, è proprio lui ad "allontanarlo", con quel suo sorriso benevolo e malinconico, che sa di avercela fatta, pur perdendo la (sua) persona migliore al mondo.

The Town - Ben Affleck (2010)

Boston e adrenalina. Rapine e costumi da suora. Degrado di provincia e action come si deve. Ben si costruisce perfettamente il suo film, rovistando nel torbido della sua città, dove si fa di tutto per sopravvivere. Anche imbracciare un fucile e mettersi una maschera. Innegabilmente superato dalle interpretazioni di Jeremy Renner e Jon Hamm, Ben sa benissimo come starsene in disparte pur essendo il protagonista. Accoglie sulla sua faccia tutto lo sporco, la speranza e la rabbia, la consapevolezza e gli errori di una generazione, schiacciata a terra dal proprio Paese, per il quale ha soltanto un proiettile in canna, anche se dovesse essere l'ultimo.

Argo - Ben Affleck (2012)

Qui c'è la consacrazione vera. Un film enorme per la sua portata storica e per la sua commistione con la macchina cinematografica e una storia così intima e personale. Ci basta quel sorriso del Tony Mendez di Ben Affleck a fine pellicola per regalarci tutto il senso del film. L'unico sorriso che Tony si concede veramente, un po' come la rottura della diga psicologica di Jessica Chastain alla fine di Zero Dark Thirty. Qui Ben è un agente della CIA che si inventa un piano folle e geniale per salvare i rifugiati nell'ambasciata canadese di Teheran durante la rivoluzione islamica del '79. Affleck sa benissimo come impersonare qualcuno che mente per vivere, eliminando ogni emozione dal suo volto, restando piatto e basico ma capace di accendersi solo quando il momento lo richiede. O quando nessuno lo sta guardando.

Gone Girl - David Fincher (2014)

Probabilmente la miglior interpretazione di Ben Affleck in assoluto. Una commistione perfetta tra attore e personaggio interpretato, perché Ben riesce a creare sulla faccia del suo Nick Dunne tutto quello che Fincher, sapientemente, gli comanda. Un uomo a cui sparisce la moglie e che viene inesorabilmente accusato del suo omicidio, massacrato da un'opinione pubblica che vuole solo il mostro in prima pagina. Apatico, continuo produttore di dubbi che alimentano la macchina mediatica sempre pronta a gettare fango addosso a chi non è ancora stato ritenuto colpevole in modo ufficiale. Affleck centra il ruolo alla perfezione, facendoci amare e odiare il suo Nick scena dopo scena, lasciandoci in quel bilico di incertezza che un grande autore come Fincher sa giostrare alla perfezione.

Sarebbe stato bello aver potuto aggiungere un Batman alla lista. In tanti volevamo vedere Ben Affleck dietro la macchina da presa per uno dei suoi supereroi preferiti, quello su cui ha investito tanto (forse, a livello emozionale, tutto) e che è crollato sotto il peso del DCEU, sacrificato sull'altare del pubblico, per un Bruce Wayne che aveva ancora tantissimo da dire. Peccato non sia riuscito a farlo, schiacciato da film scritti forse come non meritavano, in cui la sua personale visione del Pipistrello (che piacesse o no) era una delle poche note positive. Ma voler bene a Ben Affleck, dopo questa lista, è fisiologico, anche se spesso sbaglia a scegliere le battaglie da combattere. L'importante è non mollare mai.

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