Batman Returns compie 25 anni: il racconto dei protagonisti

Il 19 giugno 2017 Batman Returns ha compiuto 25 anni: i protagonisti raccontano il set di un film ormai diventato cult, immortale.

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Cosa accade quando un film cult compie 25 anni? Dipende, se sei l'Hollywood Reporter e hai un potere immenso nel settore puoi anche chiamare a raccolta il cast originale del film in questione e chiedere aneddoti sparsi, per creare così un articolo epico. Il gigantesco magazine californiano lo ha fatto davvero con Batman Returns, che il 19 giugno 2017 ha celebrato i 25 anni dall'uscita nelle sale. All'epoca non esisteva ancora il Batman cupo e riflessivo di Christopher Nolan, quello kitsch di Joel Schumacher, vi era forse l'uomo pipistrello più "fumettoso" di sempre, ironico e oscuro al punto giusto, affiancato da villain alla sua altezza rimasti - a ragione - nel cuore degli appassionati. Protagonisti del miracolo Batman Returns, seguito del primo Batman del 1989, sono stati Michael Keaton, che forse ha saputo bilanciare meglio di chiunque altro la testa, l'eleganza e i muscoli, la donna-gatto Michelle Pfeiffer, che in quanto a classe ha solo da insegnare, e Danny DeVito, il Pinguino più fedele, goffo e spaventoso che avremmo potuto desiderare all'epoca (e non solo). A tenere insieme questi immensi talenti Tim Burton nel periodo di suo massimo splendore - non a caso Batman Returns è arrivato fra due capolavori come Edward Mani di Forbice (1990) e Ed Wood (1994), forse l'opera più sottovalutata dell'autore americano. Cosa ricordano a proposito di quel film indimenticabile questi quattro artisti chiave?

Costumi senza tempo

Sembra che il primo scoglio di Michael Keaton siano stati i troppi dialoghi presenti all'interno della sceneggiatura firmata Daniel Waters. Sia Batman che Bruce Wayne erano dei gran chiacchieroni, "io preferivo molto più i silenzi, che fossero le ambientazioni e i personaggi a parlare. Sono rimasto incredibilmente colpito dal costume di Batman, ho voluto usarlo all'estremo, quando lo indossavo non volevo parlare troppo." Costume che era sì eccezionale da guardare, ma poco pratico da indossare. Alcune giunture non erano ottimizzate per i movimenti, le difficoltà dunque non sono state poche, soprattutto i primi tempi. "All'inizio non riuscivo a girare la testa, ho dovuto imparare a fare movimenti più decisi, più forti, soprattutto con la parte superiore del corpo. Poi tutto ha funzionato alla perfezione." In quanto a bellezza anche il costume di Michelle Pfeiffer non era da meno, era essenziale e sexy al punto giusto, forse superato soltanto dalla mise e dal portamento di Anne Hathaway in The Dark Knight Rises (Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno), ma qui entriamo nel campo dei gusti personali. Anche in questo caso, indossare il costume non è stato affatto facile, "è stato l'abito di scena meno confortevole che abbia mai indossato" ha confessato Michelle Pfeiffer. "La sua finitura lucida era data da una vernice a base di silicone che soffocava, indossare il cappuccio è stato terribile".

Gatti e canarini

A Danny DeVito non è andata meglio: il suo costume non era poi troppo difficile da indossare, i problemi erano tutti relativi al pesante trucco sul volto e ai rigonfiamenti artificiali sul corpo. "Avevo addosso chili e chili di trucco sulla faccia, inoltre le protesi sulle mani mi hanno dato molto fastidio. Le ho indossate la metà del tempo, quando il set lo richiedeva. Erano necessarie quattro ore e mezza di trucco per poter entrare nel costume, a fine riprese invece ci volevano tre ore per togliermi tutto di dosso." Passano dunque gli anni, le ere e le tecnologie, ma il trucco continua ancora oggi a richiedere molti sacrifici - chiedere a Dave Bautista cosa comporta trasformarsi in Drax per i Guardiani della galassia, ad esempio.
Interessante anche l'opinione di Tim Burton sul film. Oggi ogni cosa si trasforma in un Franchise con estrema facilità, mentre ai tempi di Batman Returns non esisteva ancora nessun meccanismo simile. "Ai tempi del primo Batman non avevamo mai sentito la parola Franchise. Abbiamo iniziato a sentirla soltanto con Batman Returns, la gente ha iniziato a pensare al film come a un prodotto nato dal marketing, abbiamo inaugurato una nuova era senza volerlo" ha raccontato il regista. Nel 1992 poi non esisteva neppure la CGI che esiste oggi, o almeno la si chiamava in causa molto raramente. Per realizzare la scena del canarino vivo nella bocca di Catwoman non è stato usato alcun trucco infatti, "era tutto vero, Michelle aveva un canarino vivo in bocca mentre girava, il take durava solo 4-5 secondi. All'epoca non c'era la CG, il digitale non era ancora sviluppato, eppure sembrava un effetto speciale". Chissà il sapore, però.

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