Batman, i cinque film più riusciti sul personaggio DC Comics

Scopriamo insieme quelli che sono - a nostro avviso - i migliori lungometraggi dedicati al Cavaliere Oscuro di Gotham.

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Batman è l'eroe di cui abbiamo sempre avuto bisogno. Nato sulle pagine di Detective Comics nella golden age del fumetto, creato da Bob Kane e Bill Finger, l'eroe mascherato DC è stato presentato subito come personaggio tormentato e oscuro, con trame persino inquietanti e molto lontane dal cugino Superman. Da una parte un piccolo provinciale che si scopre essere alieno dai poteri sconfinati, dall'altra un miliardario e playboy che sceglie di declinare la propria fortuna e il suo ego in atti di giustizia, addestrandosi fino a divenire "il più grande detective del mondo" - come d'altronde veniva presentato all'epoca. Anche se straordinariamente ricco e affascinante, pieno di fantastici gadget, muscoloso e con una forza di volontà encomiabile, Bruce Wayne resta un essere fragile e mortale dentro un costume, senza poteri speciali.

Non è comunque sempre facile empatizzare con lui, essendo quanto di più distante dalla normalità e sotto certi aspetti persino più esagerato di supereroi alieni o terrestri con abilità incredibili. Questo perché è inserito spesso in contesti assurdi in cui le logiche del corpo al corpo e dell'Uomo solo contro tutti superano per il personaggio un certo grado di credibilità, raggiungendo molte volte una complessità narrativa e fumettistica comunque eccellente. Batman è noir e azione, giallo e fantasia, imitato e mai raggiunto (forse solo da Iron Man) da tanti altri colleghi, con il cinema che gli ha dedicato diverse trasposizioni - e oggi siamo qui a elencare proprio i film che a nostro avviso sono i 5 migliori sul personaggio DC.

Batman (1989)

Senza nulla togliere all'iconico Batman di Adam West trasposto dalla tv al cinema nel 1966, il primo, più fedele e riuscito adattamento cinematografico del personaggio è quello di Tim Burton del 1989. Intitolato semplicemente Batman, il film vede Michael Keaton nei panni di Bruce Wayne e Jack Nicholson in quelli di Joker, il Clown Criminale precedentemente interpretato da Cesar Romero. Burton esce dall'esperienza di Beetlejuice e confeziona il suo primo, vero film gotico-fiabesco senza rinunciare a venature noir e thriller delle storie originali. Gotham è una cartolina da favola nera e fumosa, Batman un eroe impassibile, Joker un villain formidabile interpretato da un Nicholson mai così maniacale (forse in Shining). Autoriale, tra anima blockbuster e cuore ed estetica quasi art-house: un Batman semplicemente indimenticabile.

Batman - Il ritorno

Nella storia del cinema, i numeri due sono spesso i film meno riusciti di una trilogia o di una saga. Tra quelli che ce l'hanno fatta, a cavallo tra gli anni '70, '80 e '90, possiamo comunque elencare Il Padrino - Parte II, Terminatore 2 e anche Batman - Il Ritorno, sempre diretto Tim Burton e uscito nel 1992. Il lavoro su Edward Mani di Forbice trascina lo stile di Burton sempre più verso quell'anima gotica e fiabesca di cui abbiamo parlato in precedenza, anche se il secondo capitolo di Batman è più grande, ricco e ambizioso.

Si perde in verità un profondo senso del confronto tra eroe e nemesi, una dicotomia bene e male decisamente più marcata e interessante, eppure il ritorno di Burton al Cavaliere di Gotham è persino più inquietante e macchiato per certi versi di orrore, se non disgusto, guardando al Pinguino di Danny DeVito. La fotografia appare più cupa, la città più trasandata e corrotta, i protagonisti tutti affascinanti. Impossibile non citare la Catwoman di Michelle Pfeiffer, anche'essa divenuta iconica nel tempo e finora eguagliata solo - per meriti diversi - da quella di Anne Hathaway, pur essendo due take sul personaggio radicalmente differenti.

Batman Begins

Dopo il mediocre ed esagerato Batman Forever e il disastro gender-kitsch di Batman & Robin, l'eroe DC ha bisogno di una boccata d'aria buona, limpida e diversamente autoriale. Ci pensa Christopher Nolan, che fresco dei successi di Memento e Insomnia propone alla Warner Bros. una visione più verosimile e moderna di Batman, lavorando gomito a gomito con David S. Goyer alla sceneggiatura e confezionando un film semplicemente straordinario. Non solo applica il suo stile narrativo a piani temporali alternati a un cinecomic, andando a elaborare un racconto profondo ed estremamente complesso sulle origini del personaggio, fatto di crescita, sfida, confronto e presa di coscienza, Nolan rende Batman nuovamente noir e sofferto, scavando nel cuore dei suoi tormenti.

I fallimentari Val Kilmer e George Clooney vengono sostituiti da un eccellente Christian Bale, un Bruce Wayne di bella presenza e di fisico tonico, un Batman assolutamente magnifico. Un risultato complessivo entusiasmante, quello del fantastico Batman Begins, blasonato in lungo e in largo dalla critica, che Nolan è persino riuscito a superare con il sequel.

Il Cavaliere Oscuro

A dodici anni dalla sua uscita in sala, Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan è ancora oggi considerato il miglior film sul personaggio, e un motivo ci sarà. Anzi, diversi motivi. The Prestige convince l'autore a prendersi una pausa dalla narrazione sfasata, optando insieme al fratello Jonathan Nolan per qualcosa di più lineare ma ugualmente d'impatto. Non è lo stile del racconto a dettare la qualità del sequel, insomma, quanto il suo intero e sorprendente contenuto, la scrittura intelligente e riflessiva, la regia di Nolan e l'interpretazione del compianto Heath Ledger dell'incarnazione cinematografica del Joker più amata di tutte.

Torna inevitabilmente la dicotomia bene e male, eroe e nemesi, in una storia dove si parla di libero arbitrio e anarchia, di scelte e pesi da sopportare, scritta in modo brillante, seminale per il genere, assolutamente impareggiabile.Un film, Il Cavaliere Oscuro, che racconta in modo preciso e sistematico l'evoluzione di Batman mettendo al centro della narrazione una vera e propria sfida ideologica tra due poli opposti, prendendo come ispirazione Heat di Michael Mann.

Per questo Joker è tanto protagonista quanto Batman, se non addirittura di più, dando il contraltare tematico a un racconto che altrimenti non avrebbe avuto la stessa intensità, sicuramente non lo stesso impatto. Ed è proprio quando forma, contenuto, concetto e spettacolarità si incontrano e si stringono la mano che un film assurge a cult inarrivabile.

Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

E arriviamo infine al quinto film in elenco, che è Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno, capitolo finale della trilogia di Nolan. In un moto di originalità avevamo pensato di inserire almeno Batman v Superman: Dawn of Justice in classifica, anche perché, a prescindere da critiche più o meno infervorate, il film di Zack Snyder ha diverse qualità intrinseche non di poca importanza. Nel dubbio, abbiamo rivisto il terzo film di Nolan e ogni nube di pensiero si è diradata, essendo la partita davvero scontata.
Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno è il film "peggiore" della trilogia, dove peggiore significa comunque ottimo. Per la terza volta, i fratelli Nolan si addentrano nell'evoluzione etica (e morale) del personaggio cambiando modo e moto del racconto. C'è sempre una sfida, ma questa volta tutta in senso fisico a causa di villain muscolare come Bane, che spezza infatti Bruce senza però romperlo del tutto.
Al villain viene data una connotazione caratteriale molto più intensa e stratificata di quella a fumetti, che pur apparendo in parte di natura anarchica come il Joker in realtà non lo è. Nell'idea dei Nolan, che guardava a Dickens e al Racconto di Due Città, Bane è la personificazione negativa della voce del popolo, degli ultimi, che devono eradicare l'establishment di ricchi e potenti e cambiare il volto della città.

Crea una rivolta di classe che si trasforma presto in guerra civile, dove lui è capo del cambiamento, della distruzione mediante l'inganno di una città corrotta come Gotham, mentre Batman diventa finalmente lo Spirito della Città (citando anche Will Eisner), alla guida dei ribelli e infine persino martire, con il suo presunto sacrificio. Lungo tutto il film, Nolan spiega come Batman sia più un'idea da indossare che uno sforzo del singolo, aprendo a un nuovo ciclo con l'ascesa (in inglese il titolo è The Dark Knight Rises) di una seconda e nuova personificazione, rimessa all'immaginazione di tutti.

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