Basic Instinct: riviviamo la scena cult dell'interrogatorio

La scena dell'interrogatorio con protagonista Sharon Stone è probabilmente una delle sequenze più famose del cinema anni '90. Scopriamo perché.

Basic Instinct: riviviamo la scena cult dell'interrogatorio
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Come spesso abbiamo raccontato nei nostri speciali, ci sono scene particolarmente riuscite capaci di sedimentarsi in maniera indelebile all'interno della cultura pop, basti pensare agli iconici momenti finali di Blade Runner, o alla sequenza dello sbarco in Normandia di Salvate il soldato Ryan, che hanno legato in maniera indelebile un attore a uno specifico ruolo, diventando un metro di paragone per tutti i film dello stesso genere.
Nel caso di Sharon Stone, possiamo affermare senza troppi problemi che la scena più famosa a cui è rimasta legata è quella dell'interrogatorio presente in Basic Instinct, capace di donarle la consacrazione definitiva presso il grande pubblico per poi diventare una delle dive più famose del circuito hollywoodiano, anche grazie ai numerosi premi conseguiti durante tutta la sua carriera.
Ma quali sono gli elementi caratteristici della scena dell'interrogatorio? In questo speciale proveremo ad analizzarli cercando di contestualizzare il tutto anche al periodo di uscita del film.

Istinto di base

Basic Instinct, diretto da Paul Verhoeven con protagonisti Sharon Stone e Michael Douglas, si inserisce nel filone del thriller erotico, in grado di amalgamare in maniera soddisfacente varie influenze stilistiche differenti, cercando comunque di non dimenticarsi della parte puramente investigativa.
L'opera, che di certo non nasconde la sua propensione nel puntare su una forte carica erotica/morbosa, trova proprio nella scena dell'interrogatorio la sua sequenza più famosa e iconica, spesso conosciuta anche da chi non ha mai visto il film.
Ma come è stato possibile arrivare a un tale livello di popolarità, nonostante nella scena, tolto un breve momento in cui vediamo che la scrittrice Catherine Tramell non indossa biancheria intima, non ci sia nulla di particolarmente osceno e morboso?
La sequenza risulta in realtà estremamente iconica per il pathos che via via è stato costruito durante l'interrogatorio, dove vediamo la scrittrice in una posizione di potere, capace di giocare con i suoi interlocutori come se fossero dei burattini.
Di grande importanza sicuramente l'anno dell'uscita del film, visto che probabilmente la sequenza, se osservata per la prima volta oggi in sala, forse non creerebbe una tale eco mediatica così incredibile come all'epoca, tanto da bastare a rendere l'intero film uno dei più famosi cult anni '90.

La stessa diffusione del porno tramite internet nell'ultimo decennio ha inevitabilmente desensibilizzato tutti, e di molto, riguardo il lato puramente sessuale legato alle nudità, seppur negli anni '90 una sequenza del genere poteva avere un appeal assolutamente diverso, soprattutto se inserito all'interno di una cornice da film hollywoodiano.
Nel momento iniziale della scena, Catherine (sospettata dell'omicidio del cantante rock Johnny Boz) dimostra una grande sicurezza di sé, prendendo il suo interrogatorio come una semplice formalità scegliendo oltretutto di non farsi difendere da alcun avvocato.
I silenzi all'interno della scena sono stati gestiti molto bene, caricando i vari momenti di dialogo tra la scrittrice e gli agenti di una notevole tensione che via via scaturirà verso un'evoluzione di stampo erotico, prima a livello implicito e poi esplicito.
Catherine, seduta e con davanti i suoi interlocutori, non dimostra in alcun modo di essere intimidita dalla situazione, come testimoniato dall'accendersi e fumare una sigaretta nonostante non sia consentito farlo.

Nessun problema

Catherine Tramell risulta una persona profondamente disinibita, che parla della sua sfera sessuale senza alcun problema di sorta, risultando addirittura divertita da tutto ciò che la circonda
Gli agenti la osservano in silenzio in un velato imbarazzo, non sapendo fino a che punto stare ad ascoltare la sospettata, capace in ogni caso di emanare un fascino magnetico che porta gli stessi detective a venirne in un certo senso stregati.

Comunque, dopo alcuni momenti di calma, uno degli agenti prova a chiedere direttamente alla scrittrice se sia stata lei a compiere l'omicidio, portando a una serie di primi piani in cui ancora una volta vengono messi a confronto i numerosi personaggi in campo, con Catherine che non mostra alcun segno di cedimento ma solo un lieve sorriso, al contrario dei suoi interlocutori che si fanno via via più seri.
La scrittrice e sessuologa, oltretutto, sembra voler portare il dibattito verso una dimensione smaccatamente personale, chiedendo addirittura al detective Nick Curran (interpretato da Michael Douglas) se abbia mai fatto sesso sotto cocaina.

La celeberrima scena dell'accavallamento delle gambe, dove scopriamo che la protagonista non indossa la biancheria intima, risulta il momento culminante dell'interrogatorio, in cui vediamo un personaggio estremamente sicuro di sé non farsi alcun problema riguardo le proprie gesta sconsiderate, lanciando verso tutti i presenti un vero e proprio guanto di sfida.
Lo stesso momento in cui uno dei detective fissa morbosamente la scrittrice, per poi ritrarsi indietro capendo di essersi spinto troppo oltre, racchiude in breve l'enorme grado di tensione sessuale fin lì generato (costante dell'intera pellicola).
Catherine, già solo con la sua presenza, è stata in grado di prendersi gioco di tutti senza sforzi apparenti, continuando oltretutto a stuzzicare il detective Nick anche nella parte finale dell'interrogatorio.

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