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Avengers Infinity War, il Titano che venerava la Morte: alla scoperta di Thanos

È il giunto il momento di approfondire uno dei villain più distruttivi e meglio scritti dell'interno Universo Marvel, tra follia e sete di potere.

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Tra le sue innumerevoli leggende, i suoi canti, tra muse e guerre, la mitologia greca tentava di impartire lezioni etiche e morali, alla ricerca di analogie e similitudini che potessero condurre l'uomo sulla retta via. Non a caso dava voce o forma a divinità o concetti che impattassero decisi con la mente del lettore/ascoltatore, così da catturarne l'attenzione e accompagnarlo in un mondo di miti che potesse essere a lui vicino e riconoscibile. E tra Minotauri e odissee, ruolo centrale in queste opere tramandate soprattutto oralmente (almeno agli inizi) lo aveva Thanatos, personificazione della Morte. Come si dice, "tutto si rifà all'Antica Grecia", ed in parte l'affermazione sembra vera anche per il mondo del fumetto, dove tutto torna. Prendiamo ad esempio lo speciale su Steppnewolf di pochi giorni fa: parlavamo del villain DC specificandone la creazione da parte di Jack Kirby e la sua appartenenza ai Nuovi Dei, una razza aliena e superiore. Super-umanità e immortalità sono di per sé nozioni provenienti già dalla cultura greca, ma è curioso notare come tutto questo si protragga in una contaminazione continua, persino tra rivali come la Casa di Superman e la Marvel. Sì perché il distruttivo e temibile Thanos trova le sue origini proprio nel lavoro di Kirby, anche se a creare il personaggio fu il brillante Jim Starlin. Ispirandosi infatti a una lezione di psicologia al college e al look di Darkseid, l'autore inventò un villain dalla corporatura massiccia, alieno e dalla mentalità spaventosa, assuefatto alla Morte e alla continua ricerca di una sua venerazione che possa dirsi degna. È quindi stata la DC a ispirare ancora una volta la Marvel, anche se poi la Casa delle Idee ha saputo valorizzare e sviluppare meglio il nemico, che vedremo presto in Avengers: Infinity War dei Fratelli Russo, interpretato da Josh Brolin. Ma chi è in definitiva Thanos?

Una vita al servizio della morte

Appartenente alla razza degli Eterni, introdotta successivamente alla venuta di Thanos nel mondo Marvel, il nemico è forse il più potente di questa specie sovrumana di esseri spaziali. Nacque su Titano, in orbita attorno a Saturno, figlio dei primi due colonizzatori della luna, Mentore e Sui-San. Thanos venne al mondo affetto da una malattia deformante conosciuta come "Sindrome Deviante", che gli rese la pelle del corpo spessa e violacea, un mento vicino a quello degli Skrull, un corpo dalla massa sproporzionata e un calvizie perenne. Gli altri abitanti di Titano non erano come lui e anzi lo tenevano a debita distanza, preferendo ad esempio il bel fratello, Eros. Ma come spesso accade, la ghettizzazione fisica porta a spalacare le porte di un'intelligenza superiore, dono che a Thanos non manca. Nonostante nel tempo e col passare degli anni abbia infatti sviluppato una forza incredibile grazie a impianti cibernetici, la sua arma principale, quella più pericolosa, resta la sua mente. Crescendo come outsider, il Titano decise di abbracciare totalmente la sua natura di reietto, avvicinandosi alle arti oscure proibite sulla luna. Crebbe in un lui una follia controllata che lo portò a divenire un Adoratore della Morte, tanto che la sua prima vittima fu la madre, che aprì con un bisturi dalla gola all'inguine. Per lui il sacrificio della madre sarà in futuro un vanto, segno di completa e totale devozione all'unica verità per lui perseguibile. Fu presto esiliato da Titano per i sui crimini e ormai senza-patria, possessore solo della sua intelligenza e della sua follia, Thanos cominciò a vagabondare per l'Universo a bordo della nave Santuario II, commettendo atrocità inenarrabili per impressionare la Morte. Arrivò a formare anche un esercito per conquistare la sua ex-patria. Conquistò spesso un potere assoluto, prima grazie al Cubo Cosmico e successivamente con le Gemme dell'Infinito, ma lo perse sempre scontrandosi con gli Avengers, uniti o sperati. Specie nel caso delle Gemme, uscendo da una sconfitta, Thanos pensò di aver perso la stima della Morte dopo una serie di delusioni, e alla riconquista del suo consenso si ripropose di riunire le potenti pietre con l'obiettivo di spegnere tutte le stelle dell'Universo.

Starlin declinò così intelligentemente le pene d'amore in una totale e incontrollata pazzia, invertendo i topoi della narrazione romance per adattarla alla Morte stessa, priva (per definizione) di vita e passione, un'entità da conquistare spegnendo solo l'esistenza. Fu Adam Warlock (unico super considerato amico dal villain) a sconfiggere e pietrificare (non uccidere) Thanos, che però venne poi liberato dalla Morte stessa, in pena per uno squilibrio tra il mondo dei vivi e quello dei dipartiti che doveva essere colmato. Utilizzò nuovamente le Gemme dell'Infinito per creare il Guanto dell'Infinito e sterminare metà degli esseri viventi dell'intero Universo, divenendo un vero e proprio Dio. Fu questa, probabilmente, la vetta più alta di potere raggiunta grazie alla sua ambizione, tanto che prima di essere sconfitto riuscì a tenere testa a entità come Galactus, i Celestiali, Cronos e persino Eternità. Nebula gli sottrasse poi il Guanto, scomparendo tra le stelle. Thanos si sentì quindi tradito dalla Morte stessa, ritirandosi in un pianeta disabitato.

L'antagonista per eccellenza

Ovviamente sono molte le versioni del Titano Folle apparse negli albi Marvel nel corso degli anni, dalla Ultimate alla What If, ma la storia biografica del personaggio, quella importante che lo rese un così grande e temibile villain, si trova tutta nella Saga dell'Infinito, totalmente curata da Starlin. Qui l'autore ne tratteggiò le caratteristiche fondamentali, come poteri e abilità impressionanti e una spietatezza accomunabile con pochi altri nemici della Marvel. Come dicevamo, la sua intelligenza è la sua arma più portentosa, ma a questa si uniscono una resistenza fuori dal comune, riflessi, velocità e agilità impareggiabili. È in grado di modifcare la massa del suo corpo e resistere per molto tempo senza cibo ne acqua, inerme anche allo scorrere del tempo. Può comunicare a distanza mentalmente, anche a livello inter-galattico, ed è sostanzialmente immortale, in quanto discepolo e Adoratore della Morte. Sembra inoltre che Thanos sia l'unico in grado si sconfiggere sé stesso, in quanto (nonostante la sua grande intelligenza) è sempre lui a fornire incosciamente i mezzi che condurranno poi alla sua disfatta. Questo perché, forse, brama egli stesso la Morte, unico punto per avvicinarsi spiritualmente e fisicamente alla sua adorata a venerata Musa. Insomma, Thanos è senza ombra di dubbio una delle nemesi più viscerali, affascinanti e ben strutturate dell'intero mondo fumettistico, forse l'unico in grado di cambiare l'andamento dei villain Marvel al cinema. Parliamo infatti di un essere spaventoso che a differenza di molti altri ha un background solido e importantissimo, assolutamente necessario da approfondire anche nel film dei fratelli Russo, dato che più e più volte gli stessi registi hanno anche dichiarato che "Thanos sarà il vero protagonista". Fosse vero, anziché ritrovarci ad assistere all'ennesimo piano di una macchietta nemica senza verve, a maggio 2018 potremmo assistere alla genesi cinematografica di uno dei più grandi personaggi antagonisti mai stati concepiti. E se i Russo manterranno anche solo la metà della profondità narrativa e dialogica delle opere di Starlin, allora la speranza sarà davvero l'ultima a morire... sempre dopo Thanos!

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