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Avengers: Infinity War, i rapporti al centro del conflitto

Iron Man e Doctor Strange, Thanos e Gamora, Wanda e Visione: rivalità, famiglia e amore muovono i fili psicologici del cinecomic dell'anno

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Per i Marvel Studios questo 2018 si è rivelato l'anno delle scommesse vinte. A febbraio, infatti, il Black Panther di Kevin Feige ha lanciato sul grande schermo il primo cinecomic standalone dedicato interamente a un supereroe di colore, richiamando non solo l'attenzione delle numerose comunità afroamericane sparse per gli Stati Uniti, ma ricevendo anche un generale e composto plauso della critica. Da lì, poi, il passaggio al ben più colossale ed epico Avengers: Infinity War, il crossover che ha chiuso in modo coraggioso ed emozionante i primi dieci anni del Marvel Cinematic Universe, regalando al pubblico il perfetto mix di profondità narrativa e spettacolarità che ha reso tanto amati i cinefumetti della Casa delle Meraviglie.
Di Thanos e della Guerra dell'Infinito abbiamo ampiamente parlato nei mesi precedenti, approfondendo diversi aspetti del film come l'epica supereroistica al suo interno o le colpe imputabili al Thor di Chris Hemsworth, ma oggi vogliamo tornare a discutere di quello che è in parte uno dei motori che muovono l'intero impianto narrativo del progetto: i rapporti. Scoprire come alcuni nuovi legami e altri creatisi nei precedenti film dell'Universo Narrativo si siano evoluti, raggiungendo il culmine in Infinity War e contribuendo attivamente allo sviluppo della storia, fino all'ormai iconico Schiocco delle Dita.

[ATTENZIONE, SPOILER A SEGUIRE]

Feelings

Il film dei fratelli Russo è certamente uno studio movie, ricco di sofisticati effetti speciali, scene d'azione piene di dettagli e personaggi, distruzione e combattimenti mozzafiato, ma dietro a un'estetica CGI rifinita al meglio si nasconde -come più volte detto- un grande cuore. Infinity War perfeziona infatti al massimo delle sue capacità la formula Marvel per come oggi la conosciamo, lavorando quindi sul bilanciamento effettivo di elementi quali ironia, dramma e coreografie live-action o CGI, portando infine su schermo un prodotto estremamente virtuoso ed equilibrato, studiato in ogni suo dettaglio.
Esattamente come per tutto l'impianto dell'epica greca traslata in canoni supereroistici, allora, la sceneggiatura di Christopher Markus e Stephen McFeely si fregia anche del compito di lasciar progredire le relazioni instauratesi nel passato tra i vari protagonisti, mettendole però al centro della trama, lasciandole fluire e partecipare al racconto, attivamente e in modo diverso. In questo senso, si creano più fronti narrativi interpersonali, con coppie che rappresentano diversi spettri emotivi o sentimentali che vanno tutti a collidere infine nell'inaspettata conclusione, dove a vincere è il Titano Folle, discepolo della morte, nemico della vita in senso incondizionato, senza vincoli.
È così che Iron Man (Robert Downey Jr) e Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) ci mostrano lo spettro umano della rivalità positiva, che sprona al confronto anche se questo si rivela difficile, che accresce entrambe le parti e che, eventualmente, potrebbe fiorire in un'amicizia sincera e critica. Differente, quindi, tra quella di Star-Lord (Chris Pratt) e Rocket Raccoon, la cui rivalità negativa insiste e perdura nonostante il finale di Guardiani della Galassia Vol. 2, come a voler sottolineare che certe cose non possono cambiare anche dopo una profonda presa di coscienza di se stessi.
In due ore e mezza, invece, l'orgoglioso antagonismo da camerati tra l'Uomo di Ferro e lo Stregone Supremo raggiunge il suo culmine e si trasforma, per necessità ma anche perché imparano a riconoscersi come alleati e con scopi non solo comuni, ma anche giusti. E infatti il loro rapporto contribuisce non poco alla conclusione del film, esattamente come gli altri quattro rapporti invece legati all'amore declinato nelle sue varie forme, paterno, fraterno o romantico.
Partiamo dal primo, incarnato da Thanos (Josh Brolin) e Gamora (Zoe Saldana), che però ha qui una valenza contraddittoria. Il Titano Folle, a modo suo, prova un affetto intenso per la figlia acquisita, che a sua volta invece detesta quello che non considera neanche un padre, ma il suo carceriere. E questo è, in effetti, solo che nella sua deviata forma d'amore Thanos vede in Gamora la parte migliore di sé stesso, tanto che prima di ucciderla e quindi rinunciare alla parte più sana della sua anima lo vediamo esitare. È una scelta difficile: sopprimere definitivamente i sentimenti per diventare lo strumento primo della morte.

Sono momenti intensi, forse i più intensi del film, perché in poche lacrime e in una frase strozzata di scuse Thanos adempie al suo destino uccidendo non solo la figlia, ma anche l'ultimo barlume di umanità (o Titaneità) ancora presente nel suo cuore. Il crocevia definitivo per l'attuazione del suo scopo è proprio questo. Il punto di non ritorno, così fondamentale che, alla fine, la Gemma dell'Anima lo mette davanti all'unica scelta costatagli davvero tutto.
In Thor (Chris Hemsworth) c'è invece l'amore fraterno, l'ultimo vero legame con la sua famiglia, spezzato dal Titano Folle. Dopo la morte di Loki (Tom Hiddleston), il Dio del Tuono resta l'ultimo degli Asgardiani, corroborato da una sete di vendetta che deve estinguere a tutti i costi. E lo fa, spinto da mille rammarichi, da un dolore immortale come il suo corpo, senza pensare alle conseguenze ma assecondando una furia cieca che non conosce perdono e che brama solo giustizia. Quando Thanos si inginocchia sotto la potenza della sua Stormbraker, Thor lo fissa negli occhi, gli stessi che lo hanno visto uccidere suo fratello, come a voler avere la certezza che il nemico comprendesse il suo errore. Ma ormai il Titano ha rinunciato alla sua anima e gli resta solo il suo destino, che infatti porta a compimento nonostante le ferite mortali.
A Thanos si lega anche l'amore sentimentale tra Star-Lord e Gamora, con il primo che -esattamente come Thor- si lascia guidare dal dolore della perdita, l'unica forza in grado di smuoverlo dall'apatia della sofferenza per la morte dell'unica persona che avesse mai amato dopo suo madre. L'amore tra Peter e Gamora è nato in modo naturale, cresciuto lentamente, forte e sano, come una pianta verdeggiante e in salute, pronta a germogliare. Eppure, come un perfido dio malvagio, Thanos è intervenuto a troncare l'idillio come fredde cesoie, distruggendo non solo se stesso, ma anche Star-Lord e un sentimento autentico, sincero.

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