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Avengers: il film su Thanos che desideriamo e che non arriverà mai

Il miglior villain finora concepito dal Marvel Cinematic Universe dovrebbe essere raccontato ancor più nel profondo.

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Nella lunga e prolifica produzione dei titoli Marvel Studios, che hanno brillantemente superato il primo decennio di vita programmando con lungimiranza e capacità i prossimi dieci, se dovessimo trovare un elemento in continuity tra i vari villain sarebbe l'insofferenza qualitativa. Partendo dal Iron Man di Jon Favreau e arrivando fino a Thor: Ragnarok, infatti, ogni nemico del Marvel Cinematic Universe non hai mai totalmente brillanto né per entusiasmo interpretativo (si salva solo il finto Mandarino di Ben Kingsley) né per le motivazioni che lo guidavano come nemesi del protagonista, tanto che la necessità di avere un cattivo degno di questo nome tra le fila del MCU era quasi diventata un ritornello tra i fan.
Forse il Loki di Tom Hiddleston è stato l'antagonista più complesso e meglio tradotto sul grande schermo, questo almeno fino allo scorso aprile, perché a imporsi con il suo trascinante carisma e la sua colossale stazza è arrivato Thanos, il Titano Folle che ha scosso le fondamenta stesse del MCU in Avengers: Infinity War, trascinando l'universo tutto nella disperazione, tanto esasperante quanto bilanciata.
Non è ancora chiaro come, ma lo rivedremo sicuramente in Avengers 4, in quella che sarà la vera battaglia finale tra i Vendicatori e il Discepolo della Morte, ma dopo quell'apice che segnerà quasi certamente la fine di questo imponente nemico, quasi certamente il Titano Folle scomparirà dai rader cinematografici per sempre, in un atto dovuto sia alla vita che alla scrittura stessa del personaggio, che non può conoscere redenzione perché fin troppo convinto del suo necessario intervento nell'equilibrare un caos ormai dilagante. Se il futuro di Thanos è però necessariamente buio, il suo passato è ricco di luce e spunti interessanti per sviluppare un film stand-alone a lui dedicato.

Guardare indietro per andare avanti

È vero: il discorso "pescare dal passato" potrebbe essere esteso a innumerevoli progetti, come ad esempio al Silmarillion per il Signore degli Anelli, in riferimento soprattutto a Sauron, ma forse oggi i tempi sono maturi per osare in questa direzione. In realtà la DC lo sta già facendo con il The Joker di Todd Phillips e con protagonista Joaquin Phoenix, attingendo fortemente dal lavoro di Alan Moore nel seminale The Killing Joke, anche se il discorso è abbastanza differente rispetto a quanto stiamo provando a preventivare.
Nel caso di The Joker, infatti, il budget di produzione è davvero molto basso per un blockbuster -si aggira intorno di 50 milioni di dollari-, con un'attenzione ai VFX quindi ridotta in virtù di un live-action in senso stretto. La mossa è quella che contraddistingue ormai diverse produzioni dello studio guidato da Walter Hamada, quali IT o il The Conjuring Universe, ma in territorio Marvel Studios c'è un valore produttivo decisamente più elevato, anche dettato dal puntuale successo di ogni film uscito in sala. In un presumibile solo movie, invece, Thanos sarebbe protagonista assoluto della storia delle sue "origini", se così vogliamo chiamarle, e ci sarebbero diverse criticità da affrontare, come il differente rendering del personaggio col passare dell'età e la costruzione dell'ancora fiorente Pianeta Titano, tutto da realizzare in CGI. Ci sarebbe poi il problema di riuscire a convincere Josh Brolin a interpretare nuovamente e interamente in Performance Capture il personaggio, cosa che se accadesse farebbe lievitare ancora di più i costi di produzione.
In ogni caso sì, stiamo parlando proprio del desiderio di ammirare sul grande schermo un film che racconti la formazione di Thanos, che riduca la narrazione alla forza caratteriale ed emotiva del personaggio, dalla sua infanzia alla presa di coscienza della propria posizione nell'Universo. Il tutto ovviamente basandosi sempre sul grande lavoro di Jim Starlin, adattandolo alle linee future impostate in Infinity War, dove il passato di Thanos viene a galla solo sporadicamente, certo con forza ma mai in modo approfondito a causa di necessità narrative insovvertibili.
Un simile prodotto, teoricamente parlando, è oggi più che possibile in termini di investimento e di riscontro del grande pubblico, ma dovrebbe incontrare la volontà di molte persone, in primis quella di Kevin Feige e Bob Iger, poi quella di Brolin.

Impossibile produrlo con soli 50 milioni di dollari, ma con 150 il discorso potrebbe farsi reale, contando un paio di star secondarie di valore per interpretare i genitori, Mentore e Sui-Sun, e il fratello Eros, non per forza di cose da creare in CGI. Non tutti i Titani hanno infatti la stazza e le sembianze di Thanos, che ricordiamo è affetto dalla cosiddetta Sindrome Deviante sin dall'infanzia, motivo poi della sua segregazione sociale nella gioventù, della sua enorme forza fisica e del mento simile a quello degli Skrull.
Una storia più intima che non dovrebbe mostrarsi per forza di cose spettacolare nella sua interezza, per dimostrarsi invece coraggiosa nelle intenzioni di affrontare in territorio cinecomic il tema dell'emarginazione, del diverso, anche con tocco mite ed elegante nella scrittura, che dovrebbe comunque convivere con determinate esigenze di botteghino produttivamente insuperabili. Dopo il successo della Formula Marvel e l'affermarsi del sottogenere supereroisitico, però, si avverte oggi l'esigenza di un passo in più, che vada oltre quanto già mostrato, che sappia superare le barriere che recludono questi blockbuster nel solo ambito commerciale agli occhi di molta, moltissima critica mondiale.
Quale momento migliore di questo, poi, per dimostrare anche in territorio mainstream come la società possa radicare nella coscienza di un'individuo certezze fallate, rancore, risentimento, rabbia e disperazione? La risposta è "nessuno", e la DC, per una volta, ci è arrivata prima della Marvel.

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