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Avengers: Endgame, cosa rivela lo spot del Super Bowl?

Breve ma intenso, di una potenza emotiva devastante. Parliamo del nuovo spot di Avengers: Endgame, che ha rivelato anche diverse curiosità.

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Ci si aspettava forse qualcosa di più, dallo spot del Super Bowl dedicato ad Avengers: Endgame, e invece è arrivato un insieme di frame che condensano in neanche 30 secondi tutto il senso del film. Poche parole (sei, contate), ma di una potenza emotiva devastante: "Alcuni se ne vanno. Noi no". C'è tutta la disperazione e il tormento dell'aver fallito contro Thanos (Josh Brolin), ma anche la volontà di non arrendersi nel momento di massima difficoltà, quando tutto sembra ormai perduto, in un mondo alla deriva, più vuoto, più solo.
Non viene rivelato nulla di eclatante e lo spazio all'azione viene sapientemente relegato in disparte, senza neanche pensarci, perché Endgame sarà la fine dell'inizio, probabilmente il capitolo più drammatico e sofferto dell'intero Universo Condiviso. Per ora è necessario promuovere Endgame nel suo taglio più doloroso e umano, con dei protagonisti ossessionati dalla sconfitta e dai propri demoni, ma anche in scelte simili i fratelli Russo e la Marvel non risparmiano qualche piccola sorpresa.
[ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER A SEGUIRE]


Guardare avanti

Lo spot del Superbowl si apre mostrandoci la desolazione del mondo dopo lo Schiocco di Dita di Thanos, sprofondato in un silenzio assordante. I grattacieli delle grandi metropoli (in questo caso New York) sono ancora lì, intatti e inanimi. A differenza del trailer vero e proprio uscito a dicembre, qui si avverte proprio l'esigenza della produzione di raccontare in appena due sole immagini la solitudine della Terra e dei sopravvissuti.
Dopo i palazzi, lo stacco si sposta su Liberty Island, invasa da imbarcazioni di ogni tipo, forse perché divenuta presidio per un centro di ricollocamento o di primo soccorso. È un clima freddo e inospitale, quasi post-apocalittico.
Anche lo stadio di Baseball di Manhattan si erge solitario, circondato da una devastazione che trova forma in centinaia di migliaia di automobili ammassate o distrutte nei parcheggi circostanti, si direbbero abbandonate.

Il montaggio ci trasporta poi all'interno di un edificio dove è evidente si stia tenendo una riunione di un gruppo di sostegno. Niente droghe o alcool, però, perché il conforto di sconosciuti si cerca per liberarsi del proprio dolore legato alla perdita improvvisa e inaspettata dei propri cari, in alcuni casi - probabilmente - dell'intera famiglia. Non viene inquadrato nessuno, ma la telecamera si sposta verso un poster: "Dove andare, ora che loro sono scomparsi?", dove l'immagine ritratta mostra un uomo di spalle osservare le sole ombre degli affetti decimati. Sorpresa: il più grande patriota d'America, Cap (Chris Evans). esempio di integrità morale e fisica, è lì, a parlare.
Lo vediamo sconvolto, visibilmente arrabbiato a causa della sua impotenza in una situazione tanto grave, impossibilitato a compiere il suo dovere e deciso a condividere con qualcun altro le sue paure e le sue angosce.

Perché loro sono ancora lì? C'è un motivo? Si tratta di pura imparzialità o è un piano più grande?
Da questo momento si inizia a viaggiare attraverso i volti di altri Vendicatori. Si parte con Tony Stark (Robert Downey Jr.), che viene mostrato in compagnia di Nebula (Karen Gillan) intento a costruire qualcosa, forse lo strumento che li porterà in salvo dalla deriva spaziale dopo aver lasciato Titano. Il gruppo formato da Cap, Vedova Nera (Scarlett Johansson), War Machine e Bruce Banner (Mark Ruffalo) viene inquadrato al di fuori del quartier generale degli Avengers, mentre fissa il cielo, sbalordito. Qui in realtà è abbastanza evidente la rimozione in post-produzione di qualche altro membro dei Vendicatori, perché lo spazio tra War Machine e Banner è decisamente troppo ampio e poco cinematografico. Ci sarà sicuramente qualche protagonista che per il momento la produzione vuole tenere nascosto, forse perché tra i deceduti, adesso è però impossibile capire di chi si tratti.
Lo spot ci mostra poi Rocket Raccoon aprire la porta di una baita situata lungo una scogliera, forse suo luogo personale di ritiro. Indossa gli abiti dei fumetti, con tanto di bandana legata al collo, ma non è assolutamente chiaro quale sia il motivo.
Veniamo poi trasportati da Vedova Nera, impegnata in una sessione di tiro al poligono che viene tagliata per lasciare spazio ad Ant-Man (Paul Rudd) e War Machine mentre finiscono di indossare le loro tute, chiudendo i rispettivi caschi per recarsi chissà dove.

È il turno di Thor (Chris Hemsworth), che sembra essere lontano dalla Terra in una struttura aliena, sempre in fedele compagnia della sua Stormbraker. Che stia girando per il cosmo alla ricerca di Thanos, così da avere vendetta?
Infine lo spot ci mostra Occhio di Falco (Jeremy Renner) in versione Ronin, con tanto di cresta ben visibile. Sta osservando qualcosa che emana una forte luce rossa che copre il suo viso, ed è basito, si direbbe persino un po' spaventato.
In conclusione, le due immagini più emblematiche e forti del filmato: Captain America che si allaccia lo scudo, forse durante il suo ultimo combattimento, quello dove potrebbe trovare la morte, nobilitando però il suo sacrificio, i suoi ideali e l'insieme dei Vendicatori superstiti.
Questi sembrano pronti a scendere nuovamente in battaglia contro Thanos o per affrontare una nuova minaccia, forse alla ricerca della prima parte della soluzione alla decimazione (non indossano le nuove tute). La sola cosa certa è che sono insieme, uniti, per ostacolare ancora una volta l'impossibile mentre altri si fanno da parte. Loro no!

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