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Avengers: Endgame, un anno esatto dalla fine dei giochi

Cos'è cambiato dopo La fine dei giochi della Saga dell'Infinito? Cosa rimane di quel maestoso spettacolo? Come lo percepiamo oggi?

Avengers: Endgame, un anno esatto dalla fine dei giochi
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Fa paura pensare a quanto sia cambiato il mondo rispetto a un solo anno fa. E a quanto ancora cambierà. Siamo fermi, in attesa, esattamente come lo erano i Vendicatori sopravvissuti alla Decimazione di Thanos in Avengers: Endgame. Si tenta di trovare una quadra che non arriva, chiudere definitivamente un cerchio di dolore e morte ogni giorno sempre più difficile da accettare. Nella realtà non esistono supereroi, purtroppo, e chi mette in gioco la propria vita come i personaggi più straordinari dell'Epica Greca, quelli disposti a sacrificarsi per un bene comune, più nobile, più alto, non sono Dei, multi-miliardari, playboy filantropi o spie. Sono donne e uomini come noi, lavoratori fatti di carne e ossa e con le nostre stesse debolezze, il che è un po' retorico da ricordare ma essenziale per sottolineare come oggi la realtà stia superando la fantasia, quella dei cinecomic e di tutto il cinema, arte che sta pagando come molti altri settori uno scotto immenso.

Fa allora riflettere come appunto un solo anno fa gli Avengers sopravvissuti alla Decimazone unissero le forze per tornare indietro e riportare in vita i caduti, per "ripartire", dato che anche noi adesso dobbiamo guardare al passato per non ricadere negli stessi errori, abbattere pattern che in un modo o nell'altro - almeno nel breve periodo - non possono più essere ripetuti.

L'inizio del giochi

La cosa più triste e infima di tutto questo è che la Pandemia sta andando a intaccare aggregazione e contatto sociale, e ricordare le urla di gioia dei fan del MCU al cinema, uniti sotto la bandiera dell'hype e dell'entusiasmo, insieme, fa male. Fa davvero male. Un ricordo ancora caldo e vivo nella mente degli appassionati che tale rimarrà a lungo, divenendo presto nostalgia e desiderio di ritorno a quegli eventi, a quei momenti passati uno accanto all'altro, tra una lacrima e una risata.
Endgame ha radicalizzato la formula dell'Universo Cinematografico Marvel, al contempo metacinematografico e auto-citazionista ma anche liberale e innovatore, coraggioso, capace di annullare una scelta difficile prendendone subito un'altra. L'ultimo capitolo degli Avengers al cinema - almeno per come eravamo abituati a conoscerli - è stato un viaggio lungo i tasselli più importanti dell'ultimo decennio cinematografico dello studio, un time-road trip movie di proporzioni monumentali che non aveva l'obbligo di settare il futuro del MCU ma il raro onere di portarlo definitivamente fuori dalla sua adolescenza e renderlo adulto, pronto a una nuova esistenza.

È così che Christopher Markus e Stephen McFeely hanno creato un prodotto retcon dedicato alla memoria dello stesso Universo Marvel, in grado di umiliarne con intelligenza alcuni standard ormai superati (Thor, l'intoccabile Iron-Man, Captain-Marvel) e condurlo verso lo showdown finale contro Thanos, tra bene e male, forze della luce e dell'oscurità. Il più classico dei cliché che all'interno del sistema metrico cinematografico dei Marvel Studios è divenuto un sontuoso e indimenticabile spettacolo, dove persino il fan service si è rivelato perfettamente in linea con la grammatica narrativa e action del film.

Ha riordinato le fila dei Vendicatori, unendone i membri in una catena di amicizia, rispetto e lealtà quasi indistruttibile, permettendo agli anelli più solidi e resistenti della stessa di dimostrare il proprio valore sul campo di battaglia. Li ha messi contro un nemico comune da abbattere a qualunque costo, un villain deciso a ri-plasmare a suo piacimento l'universo, cancellando dall'esistenza ogni forma di vita incapace di cambiare, di non ricadere negli stessi sbagli di sempre.

Quando un anno fa dicevamo che Avengers: Endgame parlava di noi, non pensavamo potesse farlo con una tale e inconsapevole lungimiranza. Rivederlo in questi giorni apre a una serie di analogie impossibili da ignorare, che rendono il cinecomic Marvel ancora più prezioso e significativo.

È carico di emozioni e virtù importanti da fare proprie, per giunta consapevoli del messaggio che veicolano ed estremamente virtuose, in grado di parlare a tutti. Si tratta di unione, aiuto, onore e forza di volontà, della capacità di affrontare il peggiore dei mali con le migliori intenzioni. E quell'iconico, memorabile e immacolato momento in cui un Captain America mai così fragile si rialza in piedi per combattere ancora, circondato infine dai suoi compagni, deve essere oggi fonte d'ispirazione a resistere e guardare in faccia il nemico, certo tutti distanti ma in armonia d'intenti. È anche così che l'unione fa la forza. Assemble!

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