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Avengers: Endgame, l'analisi del primo trailer ufficiale

Dopo tanta attesa, il primo footage ufficiale del quarto crossover Marvel Studios è qui, ed è un trailer dall'atmosfera disperata e dai toni sofferti.

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"Signorina Potts, se trovi questa registrazione non rattristarti: la fine è parte del viaggio". Abbiamo atteso mesi, prima di poter dare un primo sguardo ufficiale ad Avengers 4, ma dopo settimane di troll marketing insistito e posticipi all'ultimo secondo, finalmente abbiamo un teaser trailer e un titolo ufficiale, Avengers: Endgame - che era tra i più rumoreggiati. Le parole in apertura sono l'incipit del filmato, che quadrano il cerchio chiusosi con il finale di Avengers: Infinity War in modo perfetto, dando al contempo significato al nome scelto per questo quarto crossover e anche un profondo senso di conclusione al franchise dei Vendicatori.
In questi primi dieci anni di Marvel Cinematic Universe, i titoli che sono andati a comporlo sono infatti stati pensati e poi sviluppati con criterio per arrivare esattamente a questo Endgame, alla "fine dei giochi", la resa dei conti finale non soltanto con una delle creature più forti di sempre, Thanos, ma anche con la sconfitta e un senso di impotenza che mai aveva finora toccato così nel profondo le anime degli Avengers. Un trailer che anticipa con taglio drammatico e dall'epica appena accennata le due grandi chiavi di lettura emotiva del film più atteso del 2019: disperazione e speranza. Vediamo come.

[ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER A SEGUIRE]

Alla deriva

Il primo filmato di Avengers: Endgame ci svela innanzitutto dei personaggi in profonda crisi con se stessi, che nulla hanno potuto pur dando tutto contro la caparbietà e la forza distruttrice del Titano Folle, il cui obiettivo ha portato alla Decimazione, la scomparsa cioè del 50% di ogni essere vivente dell'Universo. Tutto con un semplice Schiocco delle Dita, un gesto che nella sua praticità ha paradossalmente significato anche per Thanos la perdita di ogni cosa: di uno scopo nella vita, del suo esercito, dell'adorata figliastra Gamora. Il teaser trailer ci mostra insomma eroi e villain alla deriva, alcuni sulla Terra e soprattutto emotivamente, altri invece anche fisicamente, nello spazio.

Stiamo parlando del Tony Stark di Robert Downey Jr, l'unico sopravvissuto insieme a Nebula alla battaglia su Titano e alla conseguente Decimazione. Come sappiamo ormai per certo - dato anche il titolo -, la sopravvivenza di Tony si deve interamente a Doctor Strange, che visionando gli ormai celebri 14 milioni e 605 mila futuri possibili, ha intercettato in uno soltanto la vittoria dei buoni: quello dove a vincere era Thanos. Prima di essere cancellato dalla Decimazione, purtroppo, il Dottore ha soltanto avuto modo di spiegare la sua resa al Titano Folle come "l'unico modo possibile", essendo ormai arrivati "alla fine dei giochi", lasciando Tony completamente spaesato, distrutto ancor più nel profondo dal vedere i suoi compagni spazzati via come polvere al vento dal terribile gesto di Thanos.
Lo incontriamo probabilmente a qualche mese di distanza dagli eventi di Infinity War nella Milano dei Guardiani della Galassia, in pessime condizioni. Non soltanto appare fisicamente e psicologicamente debilitato, ma persino il suo carisma e il suo storico sarcasmo sembrano essere svaniti, forse l'unica parte di Tony a essersi tramutata in polvere, una Decimazione che ha intaccato la sua anima anziché il corpo. Non è neanche più Iron Man in senso stretto, a dirla tutta, perché l'armatura è stata distrutta all'infuori del casco, con il quale registra probabilmente giorno dopo giorno un diario di bordo.
Ci viene presentato in apertura, quando lascia un messaggio per l'amata Pepper Potts, specificando di "essere alla deriva nello spazio senza possibilità di salvezza, senza più cibo né acqua e con l'ossigeno ormai quasi finito". La fine non è soltanto parte del viaggio, però, perché è anche una profonda spinta emotiva per mettersi in contatto con i propri sentimenti, che infatti Tony rilascia a briglia sciolta, dicendo in sostanza che in questa fine, per lui, c'è sempre e soltanto lei a dominargli cuore e anima. È un incipit che un po' tutti ci aspettavamo, ma la drammaticità conseguente alla Decimazione è molto più forte e dirompente di quanto preventivato.

Anche da parte di Tony, nonostante un qualche tipo di appoggio da parte di Nebula, che è con lui nella Milano e ugualmente ferita (la vediamo mettergli una mano sulla spalla), il senso di rassegnazione e sconfitta è forte e imbattibile, esattamente come per Captain America, Vedova Nera e gli altri sopravvissuti alla Decimazione.
La disperazione sembra la guida emotiva e narrativa centrale di Avengers: Endgame, che non si prefigge infatti soltanto l'imponente obiettivo di regalare una conclusione al franchise profondamente spettacolare e sorprendente, ma anche di tirare le fila del più tragico evento ma accaduto nel Marvel Cinematic Universe. L'ironia macchierà con costanza il film, altrimenti non sarebbe un titolo Marvel Studios (lo vediamo anche alla fine con Scott Lang), ma l'impressione è che la serietà della situazione in cui verte l'intero Universo lasci meno spiragli aperti - ovviamente inizialmente - per intrusioni commediate, dando molto più spazio a tempi drammatici prima di cominciare a squarciare il velo nero di disperazione con la luce della speranza.

Armature al chiodo

Se l'intera prima parte del teaser trailer è dedicata a un Tony Stark alla deriva, che a nostro avviso verrà salvato da Captain Marvel, l'unica in grado di raggiungere luoghi lontani in poco tempo volando nello Spazio, la seconda parte vede i Vendicatori sulla Terra nella stessa condizione emotiva del collega disperso. Prima, però, una chicca: l'armatura di Thanos appesa in mezzo a dei campi a mo' spaventapasseri, richiamo diretto a Il guanto dell'Infinito di Jim Starlin, dove il Titano, ormai ritiratosi dalla battaglia, passa il tempo con lavori contadini. I segni della guerra restano ancora impressi sul suo corpo, specie il Guanto stesso con le Gemme, che vediamo distrutto dopo la Decimazione ma ancora ben saldo al suo braccio. Le Gemme, per chiarezza, sono ancora tutte intatte e inserite nell'Arma, come si vedeva già benissimo nel finale di Infinity War. Su Thanos poco altro, purtroppo, perché si passa immediatamente a un Cap con il viso solcato dalle lacrime, che sembra invecchiato nonostante il taglio della barba e il ciuffo perfetto. È il più amareggiato, quello che sente la sconfitta più vicina.
Un gemito di rassegnazione sembra imporsi nel suo cuore stanco, ma prima di appendere lo scudo al chiodo e accettare il nuovo status quo imposto da un essere che ha voluto atteggiarsi a giudice, giuria e carnefice, il nostro Cap sa che dev'esserci qualche modo per rimediare alla Decimazione, a costo di sacrificare la sua stessa vita. Vedova Nera è sempre con lui, e anzi la vediamo anche recarsi in Giappone alla ricerca dell'amico Clint Barton, che ha ormai abbandonato i panni di Occhio di Falco per vestire quelli di Ronin, sicuramente dopo che la Decimazione ha spazzato via la sua famiglia.

"È tempo di rinfoderare la spada e tornare all'arco e alla frecce", sembra dirgli dopo il nuovo incontro Vedova Nera, probabilmente giunta da lui dopo un valido piano per salvare l'Universo.
In fondo vediamo un Bruce Banner demoralizzato scorrere le foto degli amici decimati (tra cui Shuri, che non era confermata) e anche un Thor in borghese visibilmente sconfortato, ma la voce di Cap verso la fine del trailer pronuncia questa frase: "Abbiamo perso. Tutti. Abbiamo perso amici, familiari e una parte di noi stessi. Combattiamo per la sopravvivenza". Combattiamo contro chi? Combattiamo contro cosa?
Beh, a tal proposito, proprio sul finire del trailer, dopo che la polvere della Decimazione si ricompatta a formare il titolo Avengers: Endgame, ecco che la parole di abnegazione di Cap trovano un senso in Scott Lang (Paul Rudd), che alla fine di Ant-man and the Wasp restava bloccato nel Regno Quantico, mentre Hank Pym e madre e figlia Van Dyne cadevano vittime del piano di Thanos. La domanda sorge quindi spontanea: come ha fatto Scott a uscire da solo dal Regno Quantico?
E mentre tutti i rumor e le teorie degli ultimi mesi sembrano trovare conferme e una direzione ben specifica, ecco che dal più piccolo eroe arriva la più grande speranza di salvezza. I giochi, a dispetto del titolo, sono appena iniziati.

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