Attori e registi: i migliori sodalizi di sempre al cinema

Ricordiamo le più grandi collaborazioni attore-regista nella storia del cinema attraverso alcuni magnifici film.

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La storia del cinema è stata letteralmente scolpita intorno alle collaborazioni fra registi e attori, che spesso e volentieri, attraverso legami duraturi sia professionali che personali, sono stati in grado di realizzare alcuni dei film più amati e premiati di tutti i tempi.
È una tradizione che va avanti da sempre, praticamente ogni generazione di pubblico ha avuto la sua coppia di registi e attori feticci, un fenomeno che ha travalicato sesso, differenze culturali e correnti cinematografiche, perfino nazioni e industrie.
Dalla Francia agli Stati Uniti, dall'Italia al Giappone, il cinema tutto fin dai suoi albori è pieno di esempi in tal senso, coppie di artisti che per una ragione o per l'altra sono diventate indissolubili, spesso portando avanti un vero e proprio discorso narrativo fatto di tematiche e tropi.
In questo speciale vogliamo prendere in esame e celebrare alcune delle accoppiate regista-attore più celebri, ma consci dell'incredibile vastità degli esempi a nostra disposizione abbiamo deciso di applicare due metodi di selezione, rifacendoci solo al cinema "moderno" e a un numero minimo di cinque collaborazioni.

Steven Spielberg e Tom Hanks

Il nome di Steven Spielberg potrebbe essere immediatamente legato al nome di Harrison Ford, grazie ai quattro film della saga di Indiana Jones, ma il concetto di collaborazione al centro di questo articolo esula da quello di saga.
Allora è Tom Hanks la star in assoluto più riconducibile all'opera di Spielberg, entrambi sono i più amati nei rispettivi campi e ce lo hanno ricordato in ogni singola collaborazione delle cinque in totale.
A partire da Salvate Il Soldato Ryan e proseguendo con Prova a Prendermi, The Terminal, l'eccezionale e spesso dimenticato Il Ponte delle Spie e The Post, Spielberg ha usato il corpo e il volto di Hanks per uno dei temi più cari del suo cinema, quello della dignità e della forza dell'uomo comune in situazioni straordinarie, e senza dubbio il risultato non sarebbe stato lo stesso con un altro attore davanti alla cinepresa.

Leos Carax e Denis Lavant

Il sodalizio tra Leos Carax e Denis Lavant inizia nel 1984 con Boy Meets Girl, folgorante esordio dietro alla cinepresa per il primo e davanti per il secondo.
Sarebbe proseguito con lo sconcertante Rosso sangue (1986) e l'affascinante e disastroso Gli amanti del Pont-Neuf (1991), film che li ha legati sul set per una lunghissima e travagliata produzione durata oltre due anni per la quale Lavant sopportò anche un gravissimo infortunio al ginocchio.
Forse è per questo che la coppia si prese una lunga pausa durata fino al 2008, quando Lavant tornò a farsi dirigere da Carax nel film Tokyo!, che a sua volta li portò nel 2012 a realizzare uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, Holy Motors.
Insieme Carax e Lavant hanno creato un cinema libero, volitivo e trasformista, che ha segnato l'arte europea e che rimarrà come esempio per le generazioni future.

Paul Thomas Anderson e Philip Seymour Hoffman

La più triste collaborazione di cui parleremo oggi è quella che c'è stata tra Paul Thomas Anderson e Philip Seymour Hoffman, amici prima che colleghi e adesso ricordo agrodolce per tutti gli appassionati del cinema indipendente americano.
Fu l'attore a debuttare per primo (nel 1991 con Triple Bogey on a Par Five Hole) ma il vero ruolo rivelazione arrivò non a caso col lungometraggio d'esordio di Anderson, Hard Eight (noto in Italia col titolo di Sydney).
Il successo planetario per entrambi grazie a Boogie Nights, che consacrò l'attore ed elesse il regista a nuovo grande autore della scena statunitense, e successivamente si consolidò col capolavoro Magnolia e l'acclamata commedia Ubriaco d'Amore con Adam Sandler.
Purtroppo, non essendo Anderson un autore prolifico come altri, il duo si interruppe per dieci anni prima del grande ritorno con The Master, che valse ad Anderson il premio per la miglior regia a Venezia e a Seymour Hoffman quello della Coppa Volpi (ex aequo col protagonista del film Joaquin Phoenix), ma due anni dopo ebbe definitivamente fine a causa della tragica morte dell'attore.
Ancora oggi, sebbene The Master non sia stato l'ultimo film di Seymour Hoffman prima di quel maledetto 2 febbraio 2014, rimane sicuramente il titolo per cui è maggiormente ricordato.

Pedro Almodovar e Penelope Cruz (e Antonio Banderas)

Penélope Cruz ha iniziato il suo sodalizio con Pedro Almodóvar con il piccolo ruolo di una prostituta che partorisce un bambino su un autobus: è la primissima scena di Carne Tremula, la giovane attrice era già richiestissima ma fu chiaro fin da subito che fra lei e quello che sarebbe diventato il più grande regista vivente di Spagna c'era qualcosa di speciale in potenza.
Arrivarono poi Tutto su mia madre, Volver, Gli abbracci spezzati e Gli amanti passeggeri, ognuno a molti anni dal precedente come se le loro carriere fossero destinate a un eterno rincontrarsi.
L'apice è stato raggiunto con Dolor y Gloria, capolavoro del regista che fa l'en plein grazie alla sua altra grande collaborazione, quella con Antonio Banderas: l'attore di Malaga aveva esordito proprio grazie ad Almodovar nel 1982 con Labirinto di Passioni, dopo il quale i due continuarono a lavorare insieme altre sei volte.

Wong Kar-wai e Tony Leung (e Maggie Cheung)

A proposito di "ménage-à-trois", spingiamoci dall'altra parte del mondo per parlare della triplice collaborazione fra il regista Wong Kar-Wai, peso massimo dell'industria cinese, e le star Tony Leung e Maggie Cheung, due aspetti ambivalenti dell'anima dell'autore, più che semplici attori feticcio.
Mr. Leung e Ms. Cheung hanno lavorato praticamente in tutti i più importanti film del regista, dei dieci titoli diretti da Wong Kar-wai in ben sette compare Tony Leung e in cinque la Cheung, attrice a dir poco prolifica che in base ai ritmi esagitati dell'industria cinematografica cinese è apparsa in ben ottantacinque pellicole dal 1984 a oggi.
Insieme, Tony Leung e Maggie Cheung hanno dato vita al prototipo di amanti tormentati del cinema del nuovo millennio, e Wong Kar-wai ha saputo usarli per costruirsi una delle più grandi e venerate carriere della settima arte.

Martin Scorsese e Robert De Niro

Probabilmente il sodalizio più famoso e osannato della storia del cinema è quello che lega il regista Martin Scorsese alla superstar Robert De Niro.
Iniziato nel 1973 con Mean Streets, ai due si devono una serie di successi incredibili considerati oggi non solo come le migliori opere di entrambi ma come alcuni dei più grandi esempi del cinema americano di ogni tempo.
Dopo la Palma d'Oro a Cannes con Taxi Driver, infatti, impressero il loro marchio di frenesia e ossessione nel musical con New York New York, nel biopic sportivo con Toro scatenato, nella commedia nera con Re per una notte, nell'horror con Cape Fear e ovviamente nel cinema gangster col trittico composto da Quei Bravi Ragazzi, il capolavoro Casinò e il più recente The Irishman.
Torneranno a lavorare insieme nel prossimo, attesissimo film del regista di New York, Killers of the Flower Moon, che per giunta avrà per protagonista Leonardo DiCaprio fondendo passato e presente dell'autore.

Werner Herzog e Klaus Kinski

Della storia da Carme 85 tra Werner Herzog e Klaus Kinski non si può dire nulla nel 2020 che già non sia stato detto.
L'imprescindibile regista di Monaco di Baviera, ispirazione di centinaia di autori, e l'estremo interprete tedesco sono indissolubilmente legati da una storia che li trova agli inizi come coinquilini negli anni giovanili e infine come acerrimi nemici, addirittura diventata il soggetto di un clamoroso documentario intitolato non a caso Kinski, il mio nemico più caro.
Herzog l'avrebbe diretto per commemorare il rivale fraterno scomparso a 65 anni per un infarto dopo una vita di eccessi, e il consiglio è di recuperarlo insieme ovviamente alle cinque opere che lo hanno ispirato come Aguirre, furore di Dio (1972), Woyzeck (1979), Nosferatu, il principe della notte (1979), Fitzcarraldo (1982) e Cobra Verde (1987).