Speciale Asterix e il Regno degli Dei

Le origini di Asterix e del suo mondo, dai fumetti al merchandise

speciale Asterix e il Regno degli Dei
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

È da oggi nelle sale Asterix e il Regno degli dei, nono lungometraggio animato tratto dalle avventure di Asterix e dei suoi amici Galli, protagonisti dei celebri albi a fumetti di René Goscinny e Albert Uderzo. Un universo fumettistico che ha colpito l'immaginario mondiale negli ultimi cinquant'anni, ispirando non solo la prolifica serie a fumetti ma anche cartoni animati, film in live action e l'immancabile merchandise, come vi mostriamo, in minima parte, nel video unboxing che vi presentiamo, in maniera assolutamente goliardica, nel nostro player a centro pagina. Ma come nasce questa storica saga?
Le avventure di Asterix hanno inizio nel 1959, quando fanno la prima comparsa nel numero zero della rivista Pilote. Albert Uderzo ricorda: “Quando incontrammo François Clauteaux, lui voleva creare un giornale per i bambini francesi. All’epoca, fatta eccezione per i belgi Tintin e Spirou, i giornalini erano infarciti di fumetti americani. In un dopoguerra che scontava l’influsso della cultura d’oltreoceano, il suo desiderio era dare ai bambini la possibilità di leggere storie in cui la cultura predominante fosse quella francese”. Mancano, quindi, poche settimane al 29 ottobre e gli autori René Goscinny e Albert Uderzo sono sotto pressione. Devono raccogliere, infatti, una sfida formidabile: dar vita a un fumetto originale radicato nella cultura francese. Hanno studiato il Roman de Renart ma hanno scoperto, purtroppo, che un altro fumettista si è già ispirato a quella storia. Restano loro soltanto tre settimane per creare un personaggio. Si domandano a lungo, allora, quale dovesse essere l’immagine del loro eroe ideale: aspetto, personalità, origini... ci voleva un anti-eroe. Non forte, non muscoloso, non troppo alto, non troppo intelligente, ma sicuramente astuto.
Al termine di lunghe riflessioni, passano in rassegna la Storia di Francia. Tutto a un tratto, il periodo dei Galli - con i suoi nomi orecchiabili e divertenti - prende il sopravvento.

Sono Pazzi Questi Romani

René Goscinny racconta: “Questi galli, curiosamente un po’ dimenticati in Francia, ci sembravano un soggetto ricco di possibilità! Ispirandoci al nome di Vercingetorige (Vercingétorix, in lingua francese), reminiscenza delle prime lezioni di storia della nostra infanzia, battezziamo dunque i personaggi: Asterix, Obelix, Panoramix e così via, col suffisso -ix. I nomi dei nostri romani, invece, termineranno in -us, come 'Selavessisaputus'. Le città, invece, in -um: 'Babaorum, Aquarium, Petibonum'.”
Così nacque Asterix. Doveva essere un solitario, perché al giornale non volevano creare per lui una spalla. Albert Uderzo, tuttavia, con caparbietà disegna comunque un Gallo grande e grosso come piacciono a lui: Obelix! Presto la serie a fumetti Le Avventure di Asterix il Gallico riscuote un successo straordinario: il primo albo, pubblicato nel 1961, vende 6.000 copie. Dieci anni più tardi, il 17° albo Asterix e il Regno degli dei vende più di un milione di copie, un successo esorbitante. I fumetti, ormai un cult, fanno di Asterix il Gallo più famoso del mondo. Il 1977 segna la tragica scomparsa di René Goscinny, curatore dei testi, ma Albert Uderzo, dietro richiesta dei lettori, decide di proseguire la serie. Nel 2013, Uderzo ripone nel cassetto le sue matite e affida i suoi personaggi a un nuovo duo: Jean Yves Ferri e Didier Conrad, che insieme realizzano Asterix e i Pitti. Tradotto in 24 lingue, si rivela un successo internazionale.
Nel 1959, due autori geniali hanno dato vita a un fenomeno editoriale. Nel 2014, a 55 anni di distanza, Asterix continua a piacere a grandi e piccini. Oggi, la serie a fumetti conta 35 albi, tradotti in più di 110 lingue e dialetti, e 335 milioni di copie vendute in tutto il mondo. L’equivalente di 13.000 tonnellate di fumetti, ossia 13 milioni di cinghiali... l’appetito di Obelix avrebbe sicuramente di che saziarsi!

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