Aspettando Tenet: Christopher Nolan, lo spy-thriller e i palindromi

Il regista di Dunkirk torna ancora una volta ai fasti dell'azione, questa volta macchiata dallo spionaggio, con un cast eccezionale.

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A Christopher Nolan sono sempre piaciuti i titoli brevi e ad effetto. Following, Inception, Dunkirk: sono solo tre tra i citabili della filmografia di un autore che ha costantemente cercato di rinchiudere anche nel nome l'essenza stessa del film, il suo nucleo tematico. Una volta tiratosi fuori dalla Trilogia del Cavaliere Oscuro, di anno in anno, la scoperta del "nuovo progetto" di Nolan è sempre stata una delle parti preferite dell'attesa dei fan: capire cosa il regista abbia da regalare, tentare di anticiparne il genere, studiare le sue precedenti produzioni.
Dopo la folgorante sortita in campo war movie con la sua visione Terra, Acqua e Cielo dell'Operazione Dynamo, costruita peraltro interamente sull'illusione uditiva della Scala Shepard, il regista di Interstellar e The Prestige è adesso pronto a iniziare le riprese del suo nuovo film, di cui conosciamo finalmente titolo e cast. Poco, a dire il vero, ma la data d'uscita è ancora lontana e un film di Nolan non sarebbe tale se non fosse avvolto da un po' di mistero.
Quello che abbiamo, però, vogliamo metterlo in tavola e analizzarlo con voi, anche per capire cosa aspettarci dalla storia e quale genere affronterà adesso il cineasta con questa sua nuova e intrigante sfida.

Se la montagna non va da Maometto...

Dicevamo del titolo dunque, cuore del film, infatti il regista inglese non delude e trova un nome evocativo, curioso e sofisticato per la sua opera: il titolo Tenet. Visto così potrebbe non dire nulla ma in realtà nasconde molto più di quello che vorrebbe dare a vedere, partendo ad esempio dalla sua natura di parola palindroma (letta al contrario, dà sempre lo stesso risultato).
Da sinistra a destra o viceversa, Tenet resta Tenet, immutabile e dunque ciclico, a ripetersi. Forse una coincidenza, quando parliamo di Nolan però l'elemento casuale va lasciato da parte, perché si parla di una mente brillante e calcolatrice, che non scade mai nel superficiale.
Tenet ha anche un significato, visto che dall'inglese si traduce con "principio". Non si intende però il principio in quanto inizio, origine, perché è un termine strettamente legato alla cultura e all'ideologia. È un principio inteso come fondamento, cardine di qualcosa (di una teoria, di una formula matematica), ma è anche dottrina o canone, il che rende tutto molto più interessante, visto che Tenet è, nella sua essenza, un action movie ambientato nel mondo dello spionaggio internazionale.
Avete capito bene: Christopher Nolan ha ideato la sua personalissima spy story, che pare non rinuncerà all'elemento action, anzi questo sarà centrale e molto importante, visto che si parla del film come di un evento cinematografico di grandi proporzioni, innovativo soprattutto nel genere dell'azione. È così però che lavorano i curiosi e le firme rilevanti: guardando oltre e dentro, nel profondo.

Nel caso in questione, l'autore ha probabilmente scelto di addentrarsi in un territorio a lui meno conosciuto, così da approfondirlo e manipolarlo a suo piacimento, cercando di costruire qualcosa di unico e originale, si spera addirittura spiazzante. Al contempo, Nolan ha come visto il riflesso dei suoi interessi, dando ascolto a quella vocina che ormai da anni gli sussurra di provare a interessarsi a 007; quel ronzio insistente che tra media e fan lo ha sempre messo in prima linea come possibile regista di un nuovo capitolo di James Bond, in quanto inglese, stimato e amato dal grande pubblico.
Il problema è che il regista non voleva saperne, interessato com'è a raccontare le sue, di storie, ma il gusto di inventarsene una sullo spionaggio di proprio pugno lo deve forse aver spinto a scrivere un racconto "irreale e sontuoso", almeno stando alle dichiarazioni di Robert Pattinson, uno dei protagonisti del film.

... Maometto va alla montagna

Non potendo o, più credibilmente, non volendo dirigere un film di 007, Christopher Nolan ha creato una spy story da zero, che di questi tempi è sempre un atto divino nel mondo del cinema. Come sarà allora il suo spy-thriller? Difficile a dirsi ma l'idea è che possa miscelare diversi elementi del suo cinema, dalla narrazione sfasata e irregolare fino all'uso diegetico della musica, senza contare l'elemento temporale che potrebbe essere nuovamente significativo.
Qui torna anzi in gioco il titolo, che dà anche un senso di protrazione all'infinito, di un'impossibilità a finire pur nella sua brevità, perché la T è conclusione e inizio. Quel "principio" che potrebbe poi legarsi al pensiero di uno dei protagonisti o a chissà quale agenzia, magari segreta e con agenti indottrinati, ma qui stiamo andando oltre e scadendo nella speculazione più astratta.
È certo invece che ad affiancare Pattinson (forse anche nuovo Batman) troveremo un cast di prim'ordine, in cui scorgere John David Washington, Elizabeth Debicki, Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh e il ben ritrovato Michael Caine. I loro ruoli sono strettamente tenuti sotto chiave, ma sappiamo che le riprese di Tenet inizieranno tra qualche settimana e si sposteranno in ben 7 diversi Paesi, in un tour intorno al globo che già da solo dà il senso alla portata davvero immensa del progetto.
Quasi certamente due delle location saranno l'America e l'Inghilterra, di sicuro al momento però c'è solo l'India, tanto che è stata anche scelta un'interprete di origini indiane, Dimple Kapadia. La presenza di Clémence Poésy, inoltre, suggerirebbe un'incursione anche in territorio francese, magari proprio a Parigi. Non è chiaro se si tratti di spie, sicari o personaggi minori in rappresentanza delle varie nazioni, e purtroppo non possiamo neanche tentare di esplorare a fondo le ipotesi perché non abbiamo neanche una sinossi tra le mani (e probabilmente non l'avremo fino a cinque o sei mesi prima dell'uscita nelle sale).

Il ritorno di Nolan con Tenet porterà comunque alcune novità nel modus operandi e nella crew dell'autore. A mancare saranno in particolar modo due artisti che hanno collaborato a lungo con il cineasta: Hans Zimmer alla musiche e Lee Smith al montaggio. Al loro posto troveremo invece Ludwig Goransson (Black Panther, Creed) e Jennifer Lame (Hereditary, Manchester by the Sea), due nomi molto apprezzati della cinematografia internazionale che non vediamo l'ora di vedere all'opera sul film del regista.

Vada come vada, senza sapere ancora cosa aspettarci, siamo completamente fiduciosi delle competenza del filmmaker e della sua squadra. Crediamo fortemente nel progetto e siamo curiosi come non mai di conoscerne ogni dettaglio e scoprirlo passo dopo passo nei mesi a venire, aspettando l'uscita prevista per il 17 luglio 2020.
La fede è da sempre il principio cardine che ci lega al cinema di Christopher Nolan, immutabile e ciclica, così come l'interesse e la gioia della scoperta di un qualcosa di tanto atteso e a suo modo imperscrutabile. Anche questo è in fondo parte della magia della Settima Arte.

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