Aspettando House of the Dragon: i migliori film con i draghi

La bestia mitologica per eccellenza eleva al quadrato il fattore spettacolarità di tutte le pellicole fantasy che la utilizzano come protagonista.

Aspettando House of the Dragon: i migliori film con i draghi
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Il caldo soffocante di questa estate non è che un prologo afoso delle fiamme sputate dalle fauci di un attesissimo ritorno, perché è ormai tutto pronto per l'approdo sui piccoli schermi di House of the Dragon - che trovate tra le serie tv su Sky e Now di Agosto 2022 -, il prequel di quel Game of Thrones che ha cambiato le regole della serialità televisiva facendo registrare indici di ascolto stratosferici. La guerra intestina che scoppia tra i fratellastri Targaryen ha come scopo la successione al Trono di Spade, con le leggi medievali che prevedono l'incoronazione di un successore maschio a discapito della principessa Rhaenyra, la quale non intende però sottostare alle regole del patriarcato e cercherà di rovesciare l'ordine precostituito con l'aiuto del suo fedele destriero mitologico.

La degna discendente del casato Targaryen è infatti una domatrice di draghi, e il trailer di House of the Dragon non può che soffermarsi sull'emozione che solo questo animale mitologico riesce a regalare alle storie fantasy: abbiamo dunque deciso di raccogliere i migliori film nei quali sono presenti i lucertoloni sputafuoco, per gustarceli come sfizioso antipasto e accrescere la voglia di fiamme e volo in attesa della nuova serie HBO.

La Storia Infinita

Impossibile non cominciare con il classico del cinema per ragazzi datato 1984, perché il FortunaDrago visto nella pellicola di Wolfgang Petersen ha segnato l'infanzia di numerose generazioni di ragazzi con il suo aspetto armonioso e la dolce allegria che tanto lo allontanano dai canoni classici dei draghi della tradizione, rendendolo unico ed inimitabile all'interno del vastissimo compendio di bestie violente e mangiauomini.

La trama del film riprende il soggetto creato da Michael Ende con il suo romanzo La Storia Infinita, distaccandosene però in fretta e creando quasi un racconto diverso, descrivendo le peripezie di un giovane ragazzino amante delle storie di avventura improvvisamente immerso nel mondo di un libro che ha trafugato in biblioteca. Il cuore della pellicola risiede nel potere sovrannaturale della fantasia, valore da coltivare in ogni momento possibile e capace di sconfiggere ogni tipo di malvagità presente nel nostro cinico mondo.

La Storia Infinita è un'opera imprescindibile per ogni appassionato di fantasy, consigliatissimo ad un pubblico di bambini perché insegna l'importanza dell'immaginazione e dell'amicizia, ma anche gli adulti potrebbero trovare qualche ottimo spunto di riflessione guardando Bastian volare sul suo amorevole drago.

Shrek

Da un classico "antico" ad uno contemporaneo, perché solo un alieno proveniente da una dimensione triste e senza speranza non ha mai visto il capolavoro d'animazione targato DreamWorks del 2001, pioniere di una comicità sopra le righe e a tratti nonsense, capace di trasformare un film per ragazzi in un'esilarante avventura che dissacra l'immaginario fiabesco creato da Andersen e i fratelli Grimm.

La storia di un orco incastrato nell'armatura scintillante del principe per salvare una principessa mette a fuoco tutta la puerile superficialità delle persone, mentre un asino parlante accompagna l'improbabile eroe innamorandosi della terribile dragonessa che fa la guardia alla torre di Fiona. Gigantesca e mostruosa, la bestia mitologica divora tutti gli spavaldi che sognano di poter sposare la principessa servendosi di lei per arrivare al trono, ma si scopre tenera ed amorevole in brevissimo tempo capovolgendo le aspettative del pubblico con l'affettuosa ironia che ha reso Shrek una delle saghe più importanti della comicità animata. Doppiatori eccellenti, valori produttivi fuori scala e una colonna sonora strabiliante incorniciano un film da vedere e rivedere decine di volte, vincitore del primo Oscar in assoluto per miglior film d'animazione.

Harry Potter e il Calice di Fuoco

Quarto capitolo della fortunatissima serie di film dedicata al giovane mago interpretato da Daniel Radcliffe, il Calice di Fuoco introduce finalmente nel contesto fantasy della sua scuola di magia gli esseri mitologici protagonisti del nostro approfondimento, piazzandoli sullo schermo dopo averli soltanto accennati nei capitoli precedenti. Incuranti dello spauracchio di un Voldemort tornato a seminare il terrore, ad Hogwarts decidono di riprendere la scintillante competizione del Torneo Tremaghi, che porterà allo scontro gli esponenti delle tre scuole di magia europee in altrettante prove di abilità.

Al giovane Potter è proibito partecipare perché ancora minorenne, eppure dal Calice viene sputato fuori anche il suo nome, nello sgomento e perplessità generali, nonostante il campione di Hogwarts fosse Cedric Diggory (interpretato da Robert Pattinson, che abbiamo elogiato nella sua versione del Cavaliere Oscuro nella recensione di The Batman). La prima prova del torneo è, a dispetto delle apparenze, un test di intelligenza per l'esaminando, perché i quattro esponenti delle scuole devono rubare un uovo d'oro dal nido di un drago spietato che non lascia avvicinare nessuno: il mago legato a Voldemort da una profezia evita lo scontro con l'Ungaro Spinato richiamando a sé la scopa volante che usa per giocare a Quidditch, scampando alle fauci della bestia mitologica che lo separava dalla vittoria.

Mulan

Il capolavoro Disney datato 1998 non avrà portato sullo schermo il drago più temibile che esista, ma sicuramente Mushu è l'aiutante squamato che tutti noi vorremmo al nostro fianco nei momenti difficili. La leggenda cinese di Hua Mulan viene riproposta dall'animazione di Tony Bancroft e Barry Cook per tratteggiare una spettacolare rivalsa al patriarcato (lontana anni luce dal remake live-action che vi abbiamo descritto nella recensione di Mulan), nella quale la giovane protagonista si arruola nell'esercito fingendo di essere un uomo per onorare la sua patria ed evitare al tempo stesso che l'anziano padre accolga la chiamata al dovere.

Il draghetto che la accompagna non è esattamente lo spirito guida invocato dagli antenati della sua famiglia, perché a causa di alcuni vecchi errori è stato degradato a suonatore di gong, ma con un colpo maldestro ha distrutto la statua del drago che avrebbe dovuto aiutare Mulan, perciò si finge il protettore della ragazza per evitare ulteriori punizioni. Mushu è ancora acerbo nell'arte del supporto e si dimostra spesso più impaurito di Mulan nel corso dell'avventura, ma il percorso di crescita che eleva la protagonista coinvolge anche lui rendendolo coraggioso e mettendo in luce il suo buon cuore, qualità che lo faranno riaccogliere a braccia aperte tra gli spiriti guida della famiglia Fa.

Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug

Secondo capitolo della trilogia prequel de Il Signore degli Anelli (a proposito, non perdete la nostra analisi del trailer de Il Signore degli Anelli Gli Anelli del Potere), liberamente tratta dalle Appendici del classico fantasy e dal piccolo libricino scritto da Tolkien, la Desolazione di Smaug inserisce un vero e proprio drago all'interno del suo classico contesto fantasy, mettendolo a guardia di un tesoro immenso e soprattutto dell'Archegemma, un cimelio con il quale poter riunire tutti i sette regni dei nani e che Gandalf invita a recuperare.

Alla spedizione guerriera viene aggiunto anche il piccolo hobbit Bilbo Baggins, proprietario momentaneo dell'Unico Anello di Sauron, incaricato di sgattaiolare nel covo del drago e recuperare il tesoro senza svegliarlo. Una volta giunto nella tana, però, i passi felpati del piccolo abitante della Contea non sono abbastanza silenziosi, perché il possente Smaug si desta dal suo sonno accorgendosi immediatamente della presenza di un intruso, nonostante Bilbo indossi l'Anello e sia dunque invisibile. La bestia mitologica vista nel film rientra perfettamente nei canoni del genere fantasy: è gigantesca, spietata e a guardia di un tesoro immenso che nessun umano potrà sottrarle.

Il Regno del Fuoco

È un b-movie senza infamia e senza lode quello diretto da Rob Bowman nel 2002, da guardare senza aspettarsi grosse sorprese in termini di sceneggiatura ma capace di regalare un'ottima prospettiva di come sarebbe il mondo se i draghi esistessero davvero. Durante il prologo ambientato in età contemporanea, infatti, una delle bestie mitologiche viene risvegliata dal suo letargo a causa degli scavi per la metropolitana di Londra: vent'anni dopo la Terra è un pianeta arido e desolato dove la vegetazione è appassita ed ogni specie animale si è estinta, perché i draghi sono tornati a dominare la catena evolutiva scoprendosi anche gli artefici, nella preistoria, della scomparsa dei dinosauri.

La visione da disaster movie è l'esagerazione necessaria a tratteggiare una pellicola che cerca di reinterpretare i draghi come dei semplici, ma quasi indistruttibili, predatori animali, portati sullo schermo da effetti visivi molto curati sulla cornice di un immaginario fantascientifico interessante. La critica ed il pubblico non hanno gioito della visione, a giudicare dal tono delle recensioni e dall'incasso registrato al botteghino, probabilmente perché traviati dalle aspettative che vorticavano intorno al nome Christian Bale, scelto come protagonista di un film capace di intrattenere solo se si è disposti a spegnere per un po' il cervello.

Dragonheart

Aspettative rovesciate anche per la pellicola prodotta dalla Universal nel 1996, perché sulla carta questo fantasy aveva un tasso di banalità altissimo, incentrandosi sul racconto di cavalieri e draghi in un'epoca medievale, eppure il film diretto da Rob Cohen è diventato un cult assoluto del genere proprio grazie alla semplicità di una storia che nasconde un cuore vivo e pulsante da cui poter attingere anche ai nostri giorni. Esattamente come erano solite fare le grandi epopee fantastiche dell'antichità, Dragonheart eleva i concetti di bene e male per materializzarli attraverso personaggi facilmente inquadrabili, ma sempre in grado di sorprendere in positivo come in negativo.

In seguito ad un increscioso incidente, il principe Einon rischia la morte a causa del suo cuore malandato, ed è per questo che il mentore Bowen conduce il ragazzo nella tana di un drago, il quale decide di aiutarlo in cambio di un giuramento a governare in futuro con saggezza e pietà. Il possente animale mitologico dona quindi metà del suo cuore al principe, che purtroppo diventa col tempo ancor più spietato del padre, rinnegando la promessa fatta sul punto di morte.

Bowen si convince che il cuore dell'animale abbia avvelenato l'anima del ragazzo, per questo vota la propria esistenza allo sterminio della sua specie diventando un cacciatore di draghi. Come nella migliore delle favole però, in un capovolgimento che abbiamo visto anche nella recensione de Il Mostro dei Mari, la realtà si scopre molto più cruda di quanto sogniamo, e il male di cui è capace una persona non si spiega con ingenuità accusando un vecchio drago morente.

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