Aquaman e il Regno Perduto: un flop annunciato?

Il primo trailer di Aquaman e il Regno Perduto è arrivato, ma il potenziale perché il film si riveli un flop purtroppo c'è: scopriamo insieme perché.

Aquaman e il Regno Perduto: un flop annunciato?
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Il primo trailer di Aquaman e Il Regno Perduto è arrivato, finalmente. La pubblicazione del video, che finisce su YouTube a poco più di tre mesi dall'uscita al cinema del film, non fa ben sperare circa lo stato di salute della pellicola diretta da James Wan. Non fraintendeteci: non è la qualità della messinscena, della trama o della regia di Aquaman e Il Regno Perduto a preoccuparci (di quelle ci sarà tempo di parlare nella recensione). Al contrario, sono le dinamiche dietro alla (non) pubblicazione del trailer, alla commercializzazione del film e al finale dell'Universo Esteso DC in generale a spaventarci. Per esempio, il trailer di Aquaman è arrivato in fortissimo ritardo rispetto alla media degli altri cinecomic: superato persino il record negativo di The Flash, a confermare che Warner non crede minimamente nel film e non vuole investire nel marketing e nelle pubblicità, al punto da trattenere fino all'ultimo i video promozionali.

Ancora peggio, il breve teaser sembra riciclare delle scene del primo film di Aquaman: uno scivolone così plateale da aver portato alcune "gole profonde" dello showbiz a riportare che Warner avrebbe preparato il trailer in tempo record solo per accontentare i fan dell'Atlantideo, che proprio la scorsa settimana hanno iniziato a temere la cancellazione del film o il suo posticipo a causa dello sciopero degli sceneggiatori e degli attori di Hollywood.

Ritorno ad Atlantide

Prima di analizzare le meccaniche industriali e di mercato dietro al secondo (e ultimo?) film di Aquaman, lasciateci spezzare una lancia (ehm... un tridente) in favore del trailer. Si tratta infatti di un prodotto tutto sommato ben confezionato, soprattutto se davvero si tratta di un video messo insieme in pochi giorni da Warner.

Il trailer fa tutto ciò che ci si aspetterebbe da uno spot promozionale di un cinecomic: esso ci svela che fine ha fatto Arthur Curry, che ormai ha accettato il ruolo di sovrano di Atlantide e che è riuscito a (ri)costruirsi una famiglia, riparando la relazione tra i suoi genitori e dando alla luce un figlio insieme all'"amore della sua vita". Con queste parole, presumibilmente, si parla di Mera, interpretata ancora una volta da Amber Heard ma che ha avuto solo un cameo nel primo trailer di Aquaman 2 - forse per evitare la pubblicità negativa collegata al volto della Heard. Al contrario, invece, viene dedicato ampio spazio ad Atlanna, madre di Arthur e regina di Atlantide, interpretata da Nicole Kidman, che vediamo in scena in diverse occasioni, quasi come se si trattasse di una vera e propria co-protagonista del film insieme ad Aquaman e al posto di Mera. Clamorosa invece l'assenza del Vulko di Dafoe in Aquaman 2: il mentore di Arthur Curry, interpretato da Willem Dafoe, non solo non si è fatto vedere nel trailer, ma non avrà neanche un secondo di screentime nel girato finale del film. Un vero peccato, anche perché il vuoto, ha spiegato James Wan, non sarà motivato a livello narrativo, ma dipenderebbe solo da precedenti impegni da attore di Dafoe con altri film non targati DC.

Il trailer, inoltre, conferma che Orm/Oceanmaster di Patrick Wilson tornerà: il vero villain del primo film della serie, infatti, verrà liberato dalla sua prigione di sabbia proprio da Aquaman, che necessiterà del suo aiuto per combattere un nuovo nemico, ancora più pericoloso del suo stesso fratellastro. Quest'ultimo è ancora una volta Black Manta, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II: quello che era solo un rivale secondario nel primo film sull'Atlantideo diventa ora un villain fatto e finito, persino più potente di quanto non lo fosse in passato grazie all'artefatto di cui è entrato in possesso, il Tridente Nero. Per la verità, Aquaman 2 doveva essere un altro film, ovvero lo spin-off su Black Manta intitolato "The Trench", annunciato nel 2018 sulla scia dell'enorme successo del primo film sull'eroe DC.

In effetti, Black Manta è una presenza preponderante fin dal primo trailer di Aquaman e il Regno Perduto, la cui seconda metà è interamente dedicata al nuovo villain della pellicola, forse l'elemento narrativo che più di tutti sta in piedi, a fronte di una trama che, almeno per ora, non sembra presentare particolari guizzi creativi. L'inclusione del Tridente Nero nell'arsenale di Black Manta, in particolare, rende il nemico il più temibile mai affrontato da Aquaman: con i suoi poteri sovrumani, un esercito di ibridi tra uomo e squalo martello e un artefatto magico risalente alle origini di Atlantide, è possibile che la storia di Arthur Curry sia destinata a concludersi con una cocente sconfitta?

Un flop già annunciato?

Al di là del confezionamento del trailer e della bontà delle scene che esso contiene, però, è ovvio che Warner si stia preparando ad un flop clamoroso con Aquaman e Il Regno Perduto. D'altro canto, dopo la doppietta di insuccessi di The Flash e Blue Beetle, le nuove avventure di Arthur Curry non sembrano essere destinate ad andare tanto meglio al box-office.

Anzi, già da tempo sappiamo che della trilogia del "canto del cigno" del DCEU Aquaman 2 è il film in cui Warner ha sempre creduto meno, sia in termini qualitativi che di riscontro di mercato. E se le due pellicole in cui riponeva più fiducia sono stati dei colossali fallimenti, il brutto anatroccolo del terzetto sembra già destinato a fare la stessa fine. Ciò dipende ovviamente dal fatto che l'arrivo del DCU di James Gunn ha improvvisamente fatto perdere interesse ai fan in un DCEU che non solo è ormai in stato comatoso, ma che non si collegherà al nuovo Universo Condiviso in alcuna maniera. Come abbiamo già detto più volte, ciò che attira il pubblico dei cinecomic in sala non è solo la pellicola in sé (a parte rari casi, vedi The Batman), ma la sua appartenenza ad un ciclo narrativo più ampio in cui i fan hanno già investito diverse ore del loro tempo: per questo, storicamente, anche i cinefumetti di qualità più bassa o con protagonisti eroi meno accattivanti (Ant-Man su tutti) se la sono comunque cavata bene al box-office, almeno fino ad un paio d'anni fa.

Con Aquaman e il Regno Perduto, invece, DC si è messa da sola i bastoni tra le ruote: non solo il suo protagonista è uno degli eroi meno interessanti della Distinta Concorrenza - pettorali a parte - ma ora le sue avventure sono destinate a non influire in alcun mondo sul futuro del mondo in cui vive, che proprio con le sue avventure avrà definitivamente fine. Insomma, in termini narrativi, almeno su scala macroscopica, Aquaman 2 sarebbe potuto non esistere e nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.

Forse, viene da pensare, persino Warner non sarebbe stata scontenta se il film fosse caduto nell'oblio delle pellicole mai realizzate sui supereroi, un po' come è successo per il film cancellato di Batgirl. In questo modo, l'azienda non avrebbe dovuto investire nulla nelle spese di marketing, che per un blockbuster (o presunto tale) come Aquaman 2 possono facilmente superare il costo di realizzazione della pellicola stessa. In effetti, i ritardi del trailer sono imputabili alla decisione della compagnia che lo ha realizzato di tagliare il più possibile sui costi promozionali della produzione.

Lo stesso vale per gli errori e le sviste di montaggio, nonché per la mancanza di interviste, di campagne social o di buzz mediatico attorno alla pellicola. Il problema, però, è che così facendo Warner pregiudica anticipatamente la reazione del pubblico: poco marketing significa che in molti non sapranno nemmeno dell'esistenza del film o non ne conosceranno la data d'uscita.

Chi sarà informato dell'arrivo al cinema di Aquaman e il Regno Perduto, poi, sarà ancora più scettico all'idea di recarsi in sala a vederlo, mentre i fan di lunga data si sentiranno traditi dalle mosse della major, che di fatto viene già accusata di aver piegato un amatissimo eroe DC a esigenze commerciali dettate dalla transizione verso il nuovo DCU.

Certo, chi ancora prevede un buon riscontro commerciale per Aquaman 2 c'è, ma le stime si basano tutte sul poderoso successo del primo capitolo della serie: vero è che il primo Aquaman ha superato il miliardo di dollari al box-office, ma negli ultimi anni il settore è profondamente cambiato. Con un mercato dei cinecomics in evidente affanno, una campagna marketing che potrebbe non iniziare mai e un DCEU ormai agli ultimi istanti di vita, pensare che Aquaman 2 possa bissare il successo del predecessore è pura utopia. Addirittura, forse, è fin troppo ottimista credere che il film possa raggiungere anche solo la metà degli incassi del predecessore.

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