Anthem si fa cinema con Conviction, il trailer di Neill Blomkamp

Il nuovo e atteso videogioco targato BioWare trascende in territorio live-action in uno spettacolare corto firmato dal regista di District 9.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La carriera di Neill Blomkamp non è certamente decollata come sperato. Passato agli onori della cronaca di settore dopo il suo meraviglioso District 9 del 2009, folgorante opera prima, il cineasta sud africano ha inanellato una serie di progetti molto discutibili, per l'esattezza due: Elysium e Humandroid. Il campo d'azione è sempre quello dello sci-fi, declinato dal punto di vista narrativo per esplorare la tematica del conflitto sociale classista, tra alta borghesia e popolazione più povera, sempre attuale nei territori a sud dell'equatore che interessano il regista.
    Ha sempre dimostrato una libertà creativa invidiabile, che però non è riuscita a sfruttare a dovere dopo il suo incredibile esordio, passando dalla cima dell'Olimpo dei registi più apprezzati della sua generazione a lodevole maestrante. Da amante della tecnologia e della fantascienza, comunque, sfruttando anche il suo buon nome e allontanandosi dal sistema Hollywood, Blomkamp ha scelto la via dell'auto produzione di cortometraggi, fondando la sua Oats Studios, una piattaforma dedicata allo sviluppo di progetti a base sci-fi e horror (quindi di genere).

    Al momento sono quattro i corti usciti e largamente apprezzati (disponibili sul canale YouTube), gli stessi che hanno permesso al regista di essere chiamato poi a dirigere questo spettacolare Conviction, trailer live-action dedicato alla promozione dell'attesissimo Anthem, nuovo videogioco a firma BioWare (Mass Effect, Dragon Age).

    Un passato, una storia

    È bene specificarlo: meglio considerare Conviction un vero e proprio trailer e non un corto, perché al suo interno non è presente come dovrebbe un tessuto narrativo reale. L'idea della storia passata è più una sorta di escamotage per raccontare parte del mondo che fu, lo stesso di cui nel videogioco si potranno poi esplorare le rovine. Le connessioni sono semplici ma efficaci.
    Una madre racconta al bambino di quando il suo popolo era schiavo di Urgoth, tiranno poi caduto dopo enormi sacrifici e una lunga ribellione. Salvatisi, questi schiavi liberati eressero delle alte mura e rafforzarono le proprie convinzioni, trovando un modo per vivere in un mondo selvaggio e inospitale. Si presume stia parlando anche della nascita delle armature tecnologiche conosciute come Strali, che permettono agli Specialisti di muoversi nelle zone esterne di Fort Tarsis, roccaforte e crogiolo principale del videogioco. Il mondo di Anthem è descritto come "pieno di pericoli", tanto che la donna spiega quanto sia "impossibile sopravvivere lì fuori per molto tempo, specie da soli".
    Si trova qui il raccordo tematico di Conviction, che riguarda questa misteriosa figura femminile trovata dagli Specialisti in pattuglia all'esterno, sola, dispersa e spaventata. A quanto pare, qualcuno è riuscito a sopravvivere da solo in un ambiente tanto ostile per diversi anni, almeno stando a quanto dichiarato dal bambino (che tra l'altro, sembrerebbe malato).
    Da qui si passa a un montaggio più serrato dove una degli Specialisti spiega come sia giunto il tempo di una nuova era, con nuovi nemici, nuove battaglie da combattere. Vediamo allora in azione gli specialisti con tanto di Armature, ricreate in un mix spettacolare di live-action e CGI, così maestoso da far sperare in un futuro adattamento cinematografico.

    Ci viene presentata anche una figura nemica in una gigantesca armatura cromata metallica con LED blu, forse uno dei nemici del videogioco a capo di chissà quale fazione. E poi guerra, scontri a fuoco, frange militarizzate intente a combattersi, esplosioni.
    Un Guardiano e un Colosso (due diversi Strali) si azzuffano prima in volo e poi a terra: si conoscono, erano amici ma ora uno accusa l'altro di tradimento, senza accettare dialogo ma passando direttamente all'attacco, mentre in sottofondo la voce della donna trovata nella giungla spiega come "le voci le parlino".

    Si passa proprio a lei, poi, all'interno di un comparto grafico magnifico che si apre davanti ai nostri occhi, ricostruendo il mondo di gioco con un occhio persino migliore della lettura che ne dà il comunque potentissimo Frostbite 3 (motore grafico). La ragazza è all'interno di un cratere, circondata da una sorta di turbine d'acqua: "L'Anthem nuota nella tua mente... ti conosce" dice. La vediamo nel passato, piangere con strane pitture blu in faccia, prima che il cut ci riporti al presente, con lei all'interno di uno Strale: "Conosce tutti noi", conclude.
    La visione di Blomkamp è fuori canone anche per un trailer live-action dedicato a un videogioco, soprattutto perché si nota una cura maniacale per il dettaglio e una produzione solida alle spalle. Il montaggio è avvincente, il crescendo musicale funzionale alla narrazione per immagini, il fil rouge emotivo cristallino.
    È un trailer, sì, e non un corto, ma proprio per questo dispiace non poterne avere di più in questo formato, anche se il prossimo 22 febbraio, chi vorrà, potrà godere appieno dell'esperienza videoludica di Anthem su PC, PS4 e Xbox One. E chissà che un giorno, se il titolo si dimostrerà all'altezza della aspettative e ne nascerà un franchise, non potremo avere una trasposizione cinematografica di Anthem diretta proprio da Neill Blomkamp.

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