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Un anno senza Marvel Cinematic Universe: un 2020 da cancellare

La Pandemia da Coronavirus e i numeri preoccupanti dei contagi hanno infine costretto i Marvel Studios a eliminare il 2020 dal calendario uscite.

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Ubi maior minor cessat, dicevano i latini, e infatti alla fine nulla ha potuto la volontà positiva dei Marvel Studios di fronte all'inarrestabile Pandemia da Coronavirus e alle sue tragiche conseguenze. Ci hanno provato, Kevin Feige e soci, a mantenere salde le speranze di un'uscita autunnale del Black Widow di Cate Shortland, ma una forte recrudescenza dei contagi in molte zone d'Europa e una preoccupante situazione americana, che va ormai avanti da mesi, hanno infine costretto i dirigenti Marvel e Disney a posticipare il film con Scarlett Johansson. Prevedibile, date le notizie relative ai pessimi incassi di Tenet di Christopher Nolan e guardando anche ai molti cinema ancora blindati negli Stati Uniti, che resta ancora oggi (pur senza contesto specifico rispetto al recente passato) il mercato cinematografico più importante al mondo, specialmente per il cinema mainstream.

Impensabile, dopo i recenti sviluppi ai botteghini americani, distribuire un film commercialmente tanto importante come Black Widow a distanza di appena due mesi dal flop dell'unico blockbuster estivo, con l'aggiunta poi della prospettiva di un aumento dei contagi dovuto alle influenze stagionali. La decisione non è stata facile ma si è rivelata necessaria, soprattutto riflettendo sui grandi sacrifici compiuti dagli esercenti, che in contesto sono i soli ad averci rimesso in modo diretto e che purtroppo continueranno a farlo. È così che la recente storia del cinema d'intrattenimento vede comunque per la prima volta dopo ben 11 anni il fermo (quasi) totale del Marvel Cinematic Universe, una macchina miliardaria veloce e di grande successo che ha infine incontrato un ostacolo invalicabile, quanto meno nell'immediato.

Pausa forzata

In via ormai ufficiale, il 2020 sarà un intero anno senza MCU. I fan di tutto il mondo se ne sono già fatti una ragione ma la notizia non diventa certamente più digeribile. Sia per questioni etiche/deontologiche, sia per motivazioni legate alle politiche family friendly di casa Disney (oltre che ovviamente a ragioni meramente economiche), i Marvel Studios si sono visti costretti a rinviare il cinecomic d'apertura della Fase 4 e a cascata l'intero calendario d'uscite, da gli Eterni e Shang-Chi, ritardando la ripresa dell'Universo Cinematografico più amato e seguito della storia del cinema. Non si è nemmeno pensato per un solo attimo a una distribuzione di Black Widow su Disney+ per motivi d'organizzazione concettuale delle produzioni Marvel, per non tradire l'esperienza ormai pluri-decennale della sala a cui sono profondamente legati i film dello studios. D'altronde l'arrivo del titolo in streaming avrebbe creato un precedente molto importante, che se accolto positivamente sia per strategia che per profitti avrebbe in qualche modo suscitato molto più interesse nell'audience in uscite mirate sulla piattaforma streaming anche per progetti futuri. Diciamo che avrebbe spianato la strada a quella che sarà da qui a qualche anno l'inevitabile fruizione della maggior parte delle produzioni cinematografiche, sempre che la sala non riesca a rialzarsi da questa tremenda crisi economica, culturale e concettuale in cui versa (ma la realtà dei fatti parla di una tendenza contraria).

Non è detto neanche che Black Widow avrebbe incassato cifre simili a quelle dei colleghi usciti al cinema. Alcune analisi americane hanno parlato di un ottimo riscontro del Mulan di Niki Caro (si dice sopra ai 250 milioni), ma purtroppo al momento non c'è nessuna conferma ufficiale da parte di Disney, che proprio come Netflix non rivela i dati di visualizzazioni o introiti generati dai singoli prodotti della piattaforma - solo se di ampio successo, il che lascia dubitare sull'effettività dei numeri dell'analisi.

Conti e conferma alla mano, l'unica soluzione valida era quella di cancellare definitivamente il 2020 dalle carte distributive Marvel Studios e guardare oltre, a una ri-pianificazione dell'intero calendario della Fase 4, che al momento attuale è tornato più o meno simile a quello originale del primo anno, con Black Widow rimesso a maggio e gli Eterni affidato nuovamente a uno slot novembrino. Sembra una mossa da tabula rasa ragionata proprio per tornare a una sperata efficacia della sala, a cui Feige ha sempre detto di non voler rinunciare per questo tipo di produzioni, così da non farle nemmeno scontrare con le serie live-action sviluppate per Disney+.

Due mondi narrativamente uniti che devono però restare fisicamente distanti per motivi di linguaggio e piani di rientro economico, ragionati su basi produttive differenti che se mischiate andrebbero a intaccare nel profondo la linea programmatica e formale del Marvel Cinematic Universe, in pausa forzata dopo ben 11 anni di immarcescibile stacanovismo distributivo.

Lo studio ha però voluto dare un messaggio di speranza molto forte con la decisione di pubblicare su Disney+ a dicembre 2020 quella che è a tutti gli effetti la prima serie live-action della compagnia, WandaVision, che parlando di realtà fittizie create per sfuggire a realtà invece tragiche, è sicuramente un progetto adeguato, puntuale e coerente rispetto ai tempi che corrono. Quindi sì, un pizzico di Marvel - immaginiamo almeno due o tre episodi della serie - ci sarà anche in questo purtroppo indimenticabile 2020, come grande, elegante e sofisticata forma di resilienza.

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