Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, teorie sul futuro della saga

Ipotesi e previsioni sul prosieguo della saga di Animali Fantastici, dopo i mille interrogativi posti dal secondo episodio.

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Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald è un film controverso, capace di dividere la fanbase e di suscitare pareri contrastanti sia nella critica che nel pubblico. Una cosa, però, è certa: il secondo episodio della pentalogia diretta da David Yates e scritta da J.K. Rowling è un capitolo di transizione, capace di lasciare in sospeso una serie di domande in vista degli sviluppi futuri.
Congetture, ipotesi e teorie che attanaglieranno gli appassionati per i prossimi due anni, interrogandosi su quelli che potrebbero essere i risvolti che la creatrice della saga di Harry Potter ha in mente per raccontare la guerra contro il malvagio Grindelwald sul grande schermo. Con il film nelle sale, ormai, da un po' di tempo, è giunto quindi il momento di teorizzare alcuni spunti forniti dalla nuova avventura di Newt Scamander e soci, in modo da capire insieme fin dove potrebbe portarci la trama a partire dal terzo capitolo, che uscirà nel 2020.
Di seguito andremo ad analizzare diversi aspetti della trama o dei personaggi di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, per cui riteniamo sia giusto allertarvi del fatto che, da qui in avanti, incontrerete una serie di spoiler a tutto spiano sul film, da evitare nella maniera più assoluta in caso non abbiate ancora visionato la pellicola e non desideriate ricevere alcuna anticipazione.

Da Albus ad Ariana: la saga dei Silente

Jude Law, il "giovane" Albus Silente, ha bucato lo schermo sin dai primi minuti del secondo capitolo di Animali Fantastici. L'attore è sembrato sin da subito ben calato nei panni di una figura enigmatica e misteriosa come il futuro preside di Hogwarts, riuscendo a trasmetterne tutto l'eclettismo e la personalità sopra le righe, capace di nascondere - a chi gli sta vicino così come a se stesso - alcuni dei più grandi segreti che lo hanno accompagnato durante la sua vita.
Retroscena che, in questa saga così come in quella di Harry Potter, continuano a tormentare tanto i fan quanto i protagonisti. Se nel primo episodio la figura di Dumbledore era stata appena accennata - ma sufficiente a incutere nei fan un brivido di profondo rispetto e riverenza - mentre quella di Grindelwald incombeva minacciosa come un'ombra su tutta l'avventura newyorkese di Scamander e dei suoi compagni, il dualismo tra i due maghi più potenti della loro epoca accompagna l'intera sceneggiatura, nonostante i due siano lontani centinaia di chilometri.

A tal proposito, I Crimini di Grindelwald sembra comunicare tutto e niente, raccogliendo le informazioni che i fan già conoscevano (grazie ai riferimenti presenti nella saga letteraria o nell'universo espanso creato dalla Rowling) e convogliandole in una sceneggiatura che ha gettato chiari indizi verso il futuro: Animali Fantastici vedrà nella famiglia Silente una delle colonne portanti di tutto il racconto.
Se il giovane Albus ha già accennato della morte di sua sorella Ariana, così come l'abbiamo visto scorgere nello Specchio delle Brame alcuni scampoli del suo passato, la sensazione è che nei prossimi episodi assisteremo in maniera chiara e distinta alle vicende che hanno segnato la vita del personaggio interpretato da Law e che vedremo anche le versioni giovanili degli altri membri della famiglia Silente: è indubbio che, tramite l'espediente del flashback, ammireremo prima o poi il duello a tre che coinvolse Albus, Aberforth e Grindelwald, in seguito al quale la povera Ariana Silente perse la vita, così come è possibile che un giovane Aberforth faccia la sua comparsa per fornire ulteriori spunti alla fanbase.

La dicotomia tra Silente e i crimini compiuti da Grindelwald, insomma, passa per i segreti sulla famiglia di Albus e su quello che, siamo sicuri, sarà il culmine di questa pentalogia: il confronto finale tra i due ex amici, così leggendario da essere scritto negli annali, e che nel cuore della Seconda Guerra Mondiale portò alla definitiva sconfitta di uno dei maghi oscuri più potenti di tutti i tempi.

Il patto di sangue

Ciò, quindi, ci ricollega a un'altra delle rivelazioni de I Crimini di Grindelwald, altro perno attorno a cui ruotano tutte le novità sviscerate dall'immaginario di Animali Fantastici: Silente e Grindelwald non possono affrontarsi. O, perlomeno, non possono uccidersi a vicenda. Ciò perché, come ha modo di spiegarci la scena in cui Albus guarda all'interno dello Specchio delle Brame - puro espediente votato allo "spiegone facile", poiché lo Specchio dovrebbe mostrare i desideri più reconditi, e non scene concrete del proprio passato - in gioventù i due amici/nemici strinsero un Patto di Sangue, sancito da un ciondolo indossato dallo stesso Grindelwald anche in età adulta. Le regole di questo particolare legame magico tra i due ragazzi imponevano, per l'appunto, di non combattersi mai più.

Una delle incongruenze del film riguarda, però, proprio il problema di questo patto: se i due giovani Albus e Gellert avevano giurato di non affrontarsi, come si spiega la morte di Ariana? Ciò è presto detto: è semplicemente possibile che I Crimini di Grindelwald non ci abbia ancora svelato tutto ciò che è necessario sapere sul Patto di Sangue, sul suo funzionamento e sui paletti imposti dall'incantesimo.
La teoria più accreditata, e a cui ci sentiamo di dare adito, riguarda il fatto che il Patto di Sangue sia scaturito proprio in seguito al celebre duello che portò alla morte della giovane Silente: un evento terribile, che segnò tanto Dumbledore quanto Grindelwald, in seguito al quale i due decisero di giurarsi che non sarebbero mai più sfociati nell'odio reciproco. Il fatto che, in seguito, il futuro mago oscuro abbia continuato a perseguire la malvagità, è una storia ancora tutta da raccontare, così come le conseguenze che deve aver avuto sulla psicologia di Albus.

Aurelius: la maledizione dei Silente?

L'avevamo detto in apertura che Animali Fantastici prospetta di essere una saga fortemente incentrata sullo svelare i misteri (vecchi e nuovi) della famiglia Silente. Il grande colpo di scena della pellicola è arrivato proprio nei minuti finali: le parole che Grindelwald ha riservato al giovane Creedence hanno risuonato più forti di un tuono e hanno investito i fan della lore di Harry Potter più violentemente di una maledizione Cruciatus.
"Aurelius Silente". Il (presunto) vero nome del giovane Obscuriale sembra far luce finalmente sulle sue origini: un fratello perduto di Albus, Aberforth e Ariana, strappato in tenera età dalla sua culla in seguito allo scambio di una piccola Leta Lestrange, desiderosa di liberarsi di suo fratello Corvus.

Lo scioccante plot twist del film non è però da prendere per assodato al cento per cento: d'altronde, una parte fondamentale della trama dei primi due film di Animali Fantastici è stata incentrata sull'identità di Creedence. Da orfano No-Mag apparentemente innocuo a possessore di un feroce Obscurus, da presunto rampollo perduto del casato Lestrange a membro di una delle famiglie di maghi più importanti ed enigmatiche di tutto l'universo potteriano.
Seppur si rivelerebbe l'ennesimo raggiro, una trovata di sceneggiatura poco originale a questo punto, Grindelwald potrebbe aver manipolato consapevolmente Creedence attribuendogli un'identità fallace: è opportuno ricordare, infatti, che lo stesso Grindelwald (quando agiva sotto le mentite spoglie del capo Auror di New York Percival Graves) sembrava ignorare le origini del giovane orfano, servendosi inizialmente di lui per scoprire proprio l'identità del bambino obscuriale.
In caso Gellert non stia giocando nuovamente coi sentimenti di Creedence, le soluzioni sono due: il villain ha scoperto, non si sa come, soltanto durante gli eventi del secondo episodio che il ragazzo è in realtà Aurelius Silente, oppure che lo sapesse sin dall'inizio e - già nel primo capitolo - abbia volutamente finto di ignorarne la natura da Obscurus per permettergli di emergere naturalmente secondo il regolare svolgersi degli eventi. Non bisogna dimenticare, poi, l'apparizione della Fenice, la quale - come viene spiegato da Albus a Newt - fa la sua comparsa soltanto di fronte a un Dumbledore bisognoso d'aiuto. Ma quali potrebbero essere le conseguenze del fatto che un Silente sia una creatura così potente e oscura?

I risvolti possibili conducono nuovamente all'eredità dei Dumbledore: l'Obscurus è in qualche modo legato al dualismo tra Albus e Gellert e potrebbe essere una manifestazione dello spirito inquieto di Ariana. Ariana stessa, inoltre, era a sua volta un probabile Obscuriale, che si manifesta quando giovani maghi (prevalentemente bambini) non sono in grado di controllare la magia dentro di loro: sappiamo che la sorella minore di Albus era caduta in uno stato di infermità mentale e depressione in seguito a delle violenze subite da un gruppo di babbani, una vicenda che l'ha resa incapace per l'appunto di utilizzare la magia. Il possibile legame di sangue di Creedence con i Silente, e il fatto che il suo Obscurus potrebbe collegarsi alla morte di Ariana, è di sicuro uno spunto che verrà spiegato e analizzato nei restanti tre episodi di Animali Fantastici.

Nagini

Abbiamo ottimi motivi per credere che la saga di Animali Fantastici potrebbe terminare con il declino di Grindelwald e con... la genesi di Voldemort. Il personaggio di Nagini, dopo aver provocato le ire dei fan visto il colpo di scena che dipinge l'animale da compagnia del Signore Oscuro come una creatura che un tempo era umana, si è poi fatto conoscere nel corso della pellicola: Nagini era un Maledictus, cioè un'umana capace di trasformarsi in animale che, progressivamente, non sarebbe stata più capace di tornare alla sua forma originale.

Il ruolo di Nagini viene asservito prevalentemente alla scoperta delle origini di Creedence, dal momento che la ragazza lo accompagna per gran parte del suo vagabondaggio tra le strade di Parigi, alla ricerca di sua madre. La comparsa di Nagini è chiaramente un indizio che strizza l'occhio al futuro, poiché la Maledictus sembra apparentemente passare dalla parte degli Auror e, come se non bastasse, la vediamo visitare il castello di Hogwarts, dove sul finale avviene l'incontro tra Scamander e il professor Silente.

Da Grindelwald a Voldemort?

Dunque, quale potrebbe mai essere il ruolo di Nagini, se non quello di unirsi prima o poi all'uomo che diventerà Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato? La ragazza potrebbe venire accolta tra le mura della Scuola di Magia e Stregoneria britannica, così che molti anni dopo abbia l'occasione di incontrare per la prima volta il giovane Tom Riddle - e, chi lo sa, magari per allora la mutazione in serpente sarà totalmente completata: non dimentichiamo, poi, che il villain di Harry Potter era capace di comunicare con i serpenti.
Un dettaglio che potrebbe divenire centrale nella psicologia di questa "nuova" Nagini, la quale potrebbe trovare in Voldemort l'unico e ultimo scampolo di umanità e affetto, dal momento che diventerebbe l'unico essere umano in grado di comunicare con lei in forma di serpente.

A nostro parere, il finale della saga di Fantastic Beasts dovrà in qualche modo collegarsi in maniera esplicita con Harry Potter: possiamo dirlo perché in più occasioni I Crimini di Grindelwald ha giocato con le suggestioni, mettendoci davanti agli occhi easter egg e citazioni di ogni tipo, delineando una certa propensione al fan service. Se, poi, ci si fa due conti sul periodo storico in cui si ambienta la nuova serie cinematografica, tutto torna: Tom Riddle nacque nel 1926, ciò significa che durante gli eventi della pellicola il futuro Voldemort è poco più di un neonato.

Facendo ulteriori calcoli in base a questa data, e tenendo a mente che Harry (negli anni Novanta) tornò indietro nel tempo di 50 anni per conoscere i retroscena del giovane Riddle legati alla Camera dei Segreti, a metà degli anni Quaranta Tom frequentava ancora la Scuola di Hogwarts. Gellert Grindelwald, stando alle informazioni in possesso del fandom, fu sconfitto da Silente nel 1945 quando era all'apice del suo potere. Quando Voldemort era uno studente, dunque, il mago oscuro si trovava al vertice della sua carriera da criminale e le sue azioni potrebbero aver influenzato in qualche modo la mentalità del giovane Riddle. D'altronde, pur differendo nelle motivazioni, l'odio dei due villain nei confronti dei babbani è simile: certo, in Grindelwald subentra un sottotesto politico secondo il quale i No-Mag rappresentano una minaccia per l'equilibrio della pace mondiale, mentre per Voldemort i non-maghi non sono nient'altro che esseri inferiori e indegni di vivere.

Parliamo di due antagonisti figli di due tempi diversi: il mago di origini tedesche ha vissuto le due grandi guerre e conosciuto l'era delle discriminazioni razziali e dei totalitarismi, mentre il futuro omicida dei Potter è cresciuto e ha agito in contesti politici del tutto diversi e privi di grandi conflitti. Due figure che, in ogni caso, dovrebbero essere collegate a doppio filo: nella saga principale non vi è alcun riferimento chiaro e distinto a un possibile incontro tra Grindelwald e Voldemort se non ne I Doni della Morte, quando il nemico di Harry costrinse un anziano Gellert a rivelargli l'ubicazione della bacchetta di sambuco. Gli spunti per approfondire liberamente un legame che potrebbe diventare centrale per la saga, insomma, ci sono tutti.

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