Andy Serkis, l'attore senza volto che ha incantato Hollywood

Recita sempre dietro le quinte, è colui che ha rivoluzionato il Motion Capture, parliamo di Andy Serkis, l'eroe senza volto.

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Caso curioso, quello di Andy Serkis. Una carriera costellata di successi al botteghino, interpretazioni talmente riuscite da esaltare la frangia della critica più aperta alle sperimentazioni, personaggi e battute entrati nella Storia del cinema... Eppure, siamo sicuri che gran parte di coloro i quali abbiano amato i suoi personaggi, non riuscirebbero a riconoscerlo se dovessero incrociarlo per strada. Serkis nasce in uno degli infiniti sobborghi di Londra nell'aprile del 1964. Figlio di una assistente sociale inglese e di un medico iracheno di origini armene, l'infanzia del futuro attore vedrà molti viaggi in Medio Oriente al seguito delle attività lavorative del padre. Prima studente di grafica, Serkis scopre il proprio talento in giovane età, abbandonando gli studi di design per concentrarsi interamente sulla recitazione. Come tantissimi attori inglesi, gli anni di gavetta si dividono fra teatro e televisione. La prima esperienza sul grande schermo è datata 1997, quando viene diretto Mike Leigh in Ragazze (Career Girls), commedia agrodolce tipica del cinema made in UK. Prende parte ad altri due film (Fra i Giganti e Soho) prima di poter cogliere l'occasione che vale una vita. Peter Jackson, regista neozelandese, aveva accarezzato il sogno di una trasposizione cinematografica de Il Signore degli Anelli per vent'anni. Andy Serkis avrà l'onore (e l'onere) di partecipare ad una delle saghe più importanti nella storia della Settima Arte. Ispirandosi, come avrà modo di dichiarare in diverse interviste, ai versi dei propri gatti, Serkis presta la propria voce e il proprio corpo alla realizzazione di Gollum, l'essere immondo corrotto nell'anima e nel fisico dal potere dell'Anello. La performance attoriale di Serkis è fra i maggiori punti di svolta della cinematografia mondiale.

Il Motion Capture sulla pelle

È l'esperienza che sdogana definitivamente il motion capture, la prova di come un attore possa diventare qualsiasi personaggio per foggia e dimensioni, se accuratamente supportato dalla tecnologia. Infoderato in una tutina azzurra e con la faccia coperta da una varicella di elettrodi e sensori, Serkis dona spessore al personaggio, creando personalissime movenze e un linguaggio del corpo unico. A nulla valgono, però, gli elogi di gran parte della critica. L'Accademy è sorda da quell'orecchio e, nella pioggia di nomination e statuette che l'intera trilogia porta a casa, Serkis non verrà mai inserito. Conclusi i tour promozionali attorno al globo, l'attore inglese può lasciarsi alle spalle la Terra di Mezzo e il groviglio di cavi, fili e telecamere facciali. Nel 2004 è accanto a Jennifer Garner nella commediola romantica 30 Anni in 1 Secondo, sostanzialmente una rivisitazione al femminile di Big, il film che diede il via alla carriera di un giovanissimo Tom Hanks. Il film non è esattamente un capolavoro, cosa che invece si può dire della successiva produzione a cui partecipa l'attore inglese. Nel 2005 Serkis torna a collaborare con Peter Jackson, focalizzandosi ancora una volta sul motion capture. È lui ad animare il volto, le braccia e l'incredibile massa muscolare del Re della Giungla, quel Kong protagonista del remake del classico degli anni '30, King Kong. In un certo senso, questa interpretazione è anche più importante di quella concessa alle telecamere in occasione de Il Signore degli Anelli: Gollum/Smeagol, per quanto piccolo, è un personaggio dalle fattezze e dalle dimensioni sostanzialmente umane; il gigantesco gorilla, invece, è qualcosa che supera in altezza anche i grattacieli della New York degli anni '30.


Alla corte di Peter Jackson

Riuscire ad interpretare un personaggio di questo tipo deve essere stato motivo di sacrificio e di sicuro orgoglio, per un attore alto poco più di un metro e settanta. È l'ennesima prova di come la motion capture possa aprire nuove porte e assicurare nuove sfide agli uomini di cinema, di come possa aiutare a raccontare storie in modi mai esplorati precedentemente. Anche questa volta, però, non arriva nessun premio per la sua interpretazione. Nel 2006 presta la propria voce per il doppiaggio originale del film d'animazione Giù per il Tubo, oltre a dividersi il palcoscenico con un cast di primissimo ordine in The Prestige. Nel film diretto da Christopher Nolan, interpretato da attori del calibro di Hugh Jackman, Christian Bale, Scarlett Johansson e Michael Cane, è il fedele aiutate di Nikola Tesla (un sempre convincente David Bowie), anche se il minutaggio a lui concesso dal regista inglese è ben poca cosa. Nel 2009 appare rasato e cattivissimo nell'ottimo fantasy per ragazzi Inkheart, dove è chiamato ad interpretare l'antagonista principale. Andy Serkis non conosce pause e torna sul grande schermo nel 2010, anno d'uscita di Ladri di Cadaveri - Burke&Hare. Nella commedia nera e grottesca che segna il ritorno di un maestro come John Landis, l'attore inglese è affiancato da uno dei comici britannici più quotati degli uomini anni: Simon Pegg, reso celebre dalla "trilogia del Cornetto" di Edgar Wright. Il film non sarà un successo al botteghino nonostante l'ottima realizzazione, sfortunato destino che spetterà anche al successivo film dell'attore. Le Avventure di Tintin - Il Segreto dell'Unicorno è uno spettacolare film d'azione realizzato interamente in motion capture. Diretto da Steven Spielberg e prodotto (ancora una volta) da Peter Jackson, il film può vantarsi della presenza di Andy Serkis nei panni e nel fegato ingrossato del Capitano Haddock, il mai sobrio compagno d'avventure del giornalista/esploratore belga. Il destino dell'attore è ormai segnato, è indiscutibilmente il maestro e il profeta di questa nuova tecnica di recitazione. Dalle parti di Hollywood devono essersene resi conto, dato che dal 2011 in poi Andy Serkis è chiamato ad indossare nuovamente la tutina e gli elettrodi per recitare la parte di una scimmia, anche se questa volta dalle dimensioni sicuramente più contenute.


Il re delle scimmie evolute

I fan del nuovo ciclo de Il Pianeta delle Scimmie, iniziato nel 2011 con L'Alba del Pianeta delle Scimmie, sapranno sicuramente che c'è l'attore inglese dai ricci brizzolati dietro le movenze e la voce di Cesare, il carismatico leader pronto a rovesciare l'ordine mondiale. Nel 2012 Jackson riunisce alcuni pezzi del vecchio cast de Il Signore degli Anelli per realizzare Lo Hobbit, la (traballante) trilogia prequel tratta dagli scritti di Tolkien. Quello di Gollum è poco più di un semplice cameo, ma la presenza di Andy Serkis sul set non si ridurrà alle riprese di quei pochi minuti. Sarà lui a dirigere, come regista, la seconda unità; il suo aiuto sarà inoltre fondamentale a guidare la performance di Benedict Cumberbatch, che prenderà in prestito la tutina e gli elettrodi di Andy per interpretare il drago Smaug. Dopo aver lavorato al secondo capitolo della saga scimmiesca, Apes Revolution, ed essersi concesso una piccola parte in Avengers: Age of Ultron, l'attore viene convocato da J.J. Abrams, intenzionato a garantirsi le sue prestazioni nel nuovo ciclo di Star Wars. È Serkis che anima il Leader Supremo Snoke, misterioso e ancora sconosciuto capo del Primo Ordine apparso finora soltanto come ologramma in Episodio VII. Sapremo sicuramente di più su questo personaggio nel prossimo capitolo della saga, Gli Ultimi Jedi, atteso per il prossimo Natale. Non ha più nulla da nascondere, invece, Cesare, il personaggio cardine della saga scimmiesca, attualmente nelle sale con il terzo capitolo, The War. Il film ha ottenuto ottime risposte da critica e pubblico, e continua a riempire le sale di tutto il globo mentre leggete questo articolo.

The War: Il Pianeta delle Scimmie Andy Serkis è stato un precursore e un profeta. Ha dato dignità alla motion capture, rendendola una tecnica utilizzata da un numero sempre maggiore di attori e registi. Fino a questo momento, l'attore inglese ha raccolto molto meno di quanto abbia seminato. Ostracizzato da una parte della critica fin troppo cieca ed ancorata a vecchi stilemi, Serkis ha continuato imperterrito nella sua personalissima battaglia professionale. Dopo essere entrato dalla porta principale nella Storia del cinema, accovacciato sulle ginocchia e ammirando il "tessssoro" stretto fra le mani, è arrivato il momento di glorificare questa lunghissima carriera. Chissà, magari sostituendo l'anello con una statuetta d'oro...

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