Andrew Garfield è stato il miglior Spider-Man e non ce ne siamo accorti

Andrew Garfield ha rappresentato la quintessenza di Peter Parker al cinema, ed è venuto il momento di rendergli onore come merita.

Articolo a cura di

È inutile girarci attorno. I due Amazing Spider-Man sono stati i più deludenti film sull'uomo ragno. Un'opinione largamente condivisa, che però si è trascinata dietro anche Andrew Garfield. Quello che doveva essere il volto del rilancio di Spidey al cinema è quindi associato ai film meno riusciti di sempre. Un marchio che il povero Andrew si è davvero portato dietro per tanti anni.

Ma siamo sicuri che il suo fosse un brutto Spider-Man? Perché se invece proviamo a separare la sua interpretazione dai film forse possiamo rivalutarlo, e non poco. Lui ha amato il personaggio, visceralmente, e allora vogliamo partire in questo viaggio per renderci conto del fatto che Andrew Garfield è stato un ottimo Spider-Man. Forse, alla fine, il migliore di tutti.

Il phisique du role di Andrew Garfield

Dopo il progetto dello Spider-Man 4 di Raimi mai realizzato, la Sony voleva ripartire. Ricominciare da zero e dimenticare in qualche maniera quello che era stato Tobey Maguire. Perciò si è deciso di optare per la versione Ultimate di Spidey. Più giovane, e molto più vicina alla controparte cartacea.

Andrew Garfield da quel punto di vista è semplicemente perfetto. Fisico snello e slanciato, sguardo sbarazzino e capello ribelle. Il Peter Parker di Andrew Garfield sembrava davvero uscito dai fumetti. Perciò da quel punto di vista la presenza scenica era incredibile, e la è tuttora. Garfield ha tentato in ogni modo di riprendere lo spirito del personaggio, ci ha messo anima e corpo nonostante una sceneggiatura povera di spunti. E infatti la sua dedizione attoriale è stata assoluta. Garfield non si è per nulla trovato bene sul set dei due Amazing, un luogo che ha sempre definito come una gabbia dorata, per un progetto che partiva già con basi poco solide. Ma ha tentato in ogni modo di porre rimedio. Si percepisce il suo attaccamento al personaggio, e una dedizione alla causa, nonostante tutto. Le pose, gli sguardi, la vena comica, tutto rimandava alla versione di Peter Parker che conoscevamo. Sembra quasi il giusto mezzo tra la versione di Tobey Maguire e quella attuale di Tom Holland. La sua comicità è proprio quella del Peter a fumetti: caustica, dark, ma capace di strappare sorrisi sempre e comunque, anche un po' sopra le righe. Ci sono alcune battute su cui Garfield si diverte proprio, mettendo tutto il suo volto al servizio del personaggio. Piccoli grandi momenti che lo hanno fatto rimanere nei cuori di tutti i fan.

Scienza e dedizione

Ed è proprio l'amore per il personaggio ad aver fatto breccia. All'audizione per la parte è arrivato con una sua foto, a 4 anni, con indosso il costume di Spidey. Una figura che l'ha sempre sostenuto visto che era un ragazzino magrolino e non proprio popolare. Ecco perché lo sentiva tantissimo nel profondo e voleva a tutti i costi che il suo personaggio riuscisse bene.

Per farlo ha anche studiato le movenze dei ragni, gettandosi letteralmente anima e corpo nel ruolo, per riportare il più possibile i frame action come nei fumetti. Aveva anche raccontato di aver girato le scene pensando a cosa significasse avere del dna di ragno nel proprio corpo, dicendo che gli aracnidi sono molto sensibili all'ambiente circostante, e che quindi ha provato a rendere il senso di ragno in quella maniera. Un mix quindi di leggerezza e movimento, che ha voluto riportare in ogni modo. Infatti nelle scene d'azione il suo fisico è sempre teso al massimo, così come nelle inquadrature delle pose iconiche. E poi c'è la parte del Parker scienziato. Garfield era estremamente credibile anche in quel ruolo, anche perché dopo le ragnatele organiche dello Spidey di Maguire c'era bisogno di cambiare. E Andrew si è lanciato a capofitto nella sua personale interpretazione del Peter Parker giovane genio della scienza. Facendo tutto da solo, e senza aiuti esterni da un Tony Stark, come può essere per la versione di Tom Holland. Lo vediamo quindi spesso alle prese con esperimenti scientifici, sia per creare la propria tuta, i lanciaragnatele, ma anche aiutando il Dr Connors con la chimica e usando le formule per risolvere la situazione, dimostrando il suo attaccamento ai fumetti.

Uno Spider-Man che avrebbe meritato di più

Alla fine dei giochi lo Spider-Man di Andrew Garfield avrebbe meritato di più. Cioè avrebbe meritato un comparto tecnico e di scrittura all'altezza dell'interpretazione e dedizione del suo attore protagonista. Visto anche come si è concluso The Amazing Spider-Man 2, e quanto il trasporto emotivo di Garfield si sia fatto sentire.

Resterà sempre un po' il dubbio di quello che avrebbe potuto fare con una sceneggiatura ben scritta. Dopotutto il rilancio non ha funzionato, ma la sua interpretazione è rimasta nei cuori dei fan. E qualsiasi spettatore vorrebbe riabbracciarlo ancora una volta per fargli sapere quanto ha amato il suo Peter, nonostante tutto. E chissà che, visti i recenti rumor, la Sony non decida di rilanciare la saga, visto che si sta parlando sempre di più di un possibile The Amazing Spider-Man 3. Un modo per avere un Garfield maturo e consapevole, soprattutto di quanto siamo lì ad aspettarlo mentre spicca un nuovo balzo tra i grattacieli di New York. E questa volta sì che ci afferrerebbe tutti al volo, sorridendo con gli occhi lucidi.

Quanto attendi: The Amazing Spider-Man 3

Hype
Hype totali: 41
67%
nd