Andrew Garfield è un grande attore e non serve Spider-Man per capirlo

Scopriamo assieme la top 5 dei migliori ruoli di Andrew Garfield, un attore bravissimo che sta giustamente tornando alla ribalta.

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È ormai chiarissimo che Andrew Garfield stia tornando alla ribalta. Non si fa che parlare di lui, e in tanti sperano di rivederlo nei panni di Spidey, magari in The Amazing Spider-Man 3 che non abbiamo mai visto. La cosa migliore di questa specie di revival affettivo è però rendersi conto di che grande attore sia in realtà Andrew Garfield. Non ha mai avuto una carriera sfolgorante o da primissima pagina, purtroppo anche per il flop dei due Amazing Spider-Man.

Eppure Garfield aveva già dimostrato le sue grandi doti attoriali, addirittura da Boy A, suo primo ruolo da protagonista per il quale ha anche vinto un premio BAFTA nel 2008. Da lì in poi il nostro Andrew ha lavorato con registi di calibro enorme, regalando splendide performance. Vogliamo quindi ripercorrere i suoi cinque ruoli migliori, sperando di rivederlo al cinema sempre di più.

The Social Network

Partiamo con un grande capolavoro di David Fincher: The Social Network. Il film del 2010 racconta la nascita di Facebook, con protagonista proprio il suo fondatore, Mark Zuckerberg, interpretato da Jesse Eisenberg. Andrew Garfield è invece Eduardo Saverin, cofondatore e amico del college di Zuckerberg.

Una storia affilata come la sceneggiatura di Aaron Sorkin e la regia di Fincher. Il racconto di Zuckerberg è senza sconti, graffia scena dopo scena e dipinge un ritratto onesto seppur impietoso. Travolto dall'onda è anche il personaggio interpretato da Garfield. Il suo Saverin è il socio iniziale che vede il potenziale di tutto: Andrew riesce a dargli uno spessore umano incredibile, in qualsiasi sfaccettatura. C'è l'amico del college che si trova davanti una cosa più grande di lui e la persona tradita che vuole portare via tutto a chi gli ha fatto così tanto male. E quel piccolo grande monologo in cui dice a Zuckerberg ciò che pensa è semplicemente poesia e bravura attoriale.

Spider-Man

Accorpiamo gli Spider-Man perché è il ruolo grazie al quale ci siamo innamorati di lui. Sappiamo quanti difetti avevano i due film, ma Andrew Garfield è stato uno Spider-Man perfetto.

Il suo Peter era letteralmente uscito dai fumetti: agile, scattante, con un phisique du role preso di peso dai disegni della versione Ultimate. Andrew era riuscito a mettere tantissimo di suo nel ruolo, studiando ragni e fumetti per rendere Spider-Man il più vivo possibile. Anche il suo Peter era fantastico, scienziato strano e outsider, un weirdo capace però di sopperire a una scrittura del personaggio non sempre a fuoco. Eppure l'amore che rimane per lui è così forte che vederlo ancora una volta con indosso il costume sta diventando una volontà popolare. Anche perché ora sarebbe uno Spidey più maturo, capace di portare ancora più densità a un ruolo che aveva soltanto scalfito.

La battaglia di Hacksaw Ridge

E ora arriviamo alla candidatura per l'Oscar. Nel 2016 esce La battaglia di Hacksaw Ridge, diretto da Mel Gibson.

Il film racconta la vera storia di Desmond Doss, obiettore di coscienza che durante la Seconda guerra mondiale decide di arruolarsi, da medico, per salvare vite. Ma tutto questo senza mai imbracciare un fucile o usare un'arma da fuoco. Andrew Garfield interpreta proprio Desmond Doss, ruolo per cui è appunto arrivata la candidatura come miglior attore protagonista. Un film spettacolare diretto in maniera magistrale da Gibson, che Andrew Garfield si carica letteralmente sulle spalle. La sua inflessibilità attraverso sangue e morte lo rende gigantesco ed empatico, un piccolo grande uomo che lotta in mezzo a una devastazione totale.

Silence

Dopo Mel Gibson è il turno per Andrew Garfield di lavorare con un mostro sacro del cinema: Martin Scorsese. Lo fa in Silence, una sorta di terzo capitolo di una immaginaria trilogia dedicata alla religione, dopo L'età dell'innocenza e Kundun.

La storia è quella di due giovani gesuiti portoghesi del 1633, interpretati da Andrew Garfield e Adam Driver. Vengono a sapere che il loro confessore, missionario in Giappone, ha abbandonato la fede per abbracciare la cultura giapponese. Decidono quindi di partire alla volta del Sol Levante per cercarlo, dato che non credono alla notizia.
Scorsese cuce addosso a Garfield un ruolo denso e complesso, quasi da antieroe. Ruolo per cui ha perso circa venti chili, per rendere al meglio l'astinenza fisica dei gesuiti. Garfield dona quindi il corpo al film, seguendo i dettami di Scorsese e immergendosi appieno in quello stile di vita. Una dedizione totale che traspare dallo schermo in continuazione, per un'interpretazione a togliere, che diventa sempre più profonda man mano che il film avanza.

Tick, Tick... Boom!

Chiudiamo allora con un film che ha conquistato Netflix e i cuori degli spettatori, anche grazie a Garfield. Stiamo parlando del musical diretto da Lin-Manuel Miranda, e infatti qua trovate la nostra recensione di Tick Tick Boom.

Il film è l'adattamento cinematografico dell'omonimo musical di Jonathan Larson, qui interpretato da Andrew Garfield. Larson racconta il suo tentativo di sfondare a Broadway scrivendo e musicando le proprie opere. E di quanto sia difficile farlo sulla soglia dei trent'anni, perché tutto sembra crollarti addosso. Andrew incarna in tutto e per tutto Jonathan Larson: lo fa cantando le sue canzoni, con una voce incredibile e piena di vita. Saltella ovunque, non sta mai fermo, vuole tutto senza perdere mai quella vena malinconica che ha sempre caratterizzato il vero Larson.
E infatti l'adesione di Garfield è totale, magnetica, compulsiva, quasi volesse ridare vita a una persona che ha cambiato per sempre il volto del musical. E con la potenza della sua interpretazione ci è riuscito, tenendo sempre accesa quella vena empatica che pochi attori hanno. Una connessione naturale con lo spettatore che Andrew Garfield riesce sempre a mantenere.

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