Alla scoperta di Morbius, il vampiro anti-eroe di casa Marvel

Addentriamoci nelle origini editoriali e biografiche dell'affascinante e romantico personaggio interpretato al cinema da Jared Leto.

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Esiste una creatura del buio più romantica di un vampiro? Non del folclore est-europeo, i cosiddetti strigoi o vrykolakas, ma quelli plasmati dalla letteratura gotica e dal tetro e drammatico passaggio ottocentesco, di matrice stokeriana e dunque nobili, intelligenti, umani intrappolati nella prigionia dell'eternità e tramutati in mostri assettati di sangue. Un richiamo irresistibile che da Dracula in poi ha sempre affascinato e conturbato l'immaginario popolare, revisionato o aggiornato di decennio in decennio lungo tutto il panorama multi-mediatico disponibile, anche fumettistico.

Rimanendo su quest'ultima piattaforma, una delle iterazioni vampiresche che più di tutte hanno saputo catturare l'attenzione dei lettori è stata senza dubbio quella di Michael Morbius, nemesi e poi anti-eroe di Spider-Man creato nel 1971 da Roy Thomas e Gil Kane partendo proprio dall'intrigante figura del Conte Impalatore. Molto interessante è la genesi embrionale del personaggio, richiesto dai piani alti dell'etichetta Marvel dopo che fu rivisto il codice di censura fumettistica, che al tempo rimuoveva il ban relativo alla rappresentazione di vampiri o creature soprannaturali.

Il gotico scientifico

Impegnato nello sviluppo di una science fiction mai prodotta, Stan Lee lasciò a inizio anni '70 la guida dei Spider-Man al suo braccio destro, Roy Thomas. Rimossa la censura, le discussioni cominciarono velocemente a muoversi verso la creazione di un Dracula dai tratti fumettistici, ma il consiglio di Lee fu quello di creare un villain più customizzato, originale, caratteristico ma comunque spaventoso. L'idea di unire soprannaturale e scienza nello sviluppo di un simile personaggio venne allora a Thomas da un film della sua infanzia, dove un uomo veniva trasformato in una creatura vampiresca attraverso le radiazioni e non grazie alla "magia". Seminale, al tempo, riuscire a dare connotazione comprensibile e quantificabile a un mostro della fantasia vissuto sempre - o quasi - in una dimensione ultraterrena, con poteri e abilità incomprensibili all'uomo, poste semplicemente in essere da fascinazioni folcloristiche o del gotico letterario.

Unite le forze con il disegnatore Gil Kane, Thomas provò dunque a basare il personaggio di Michael Morbius su di una realtà scientifica spiegabile anziché inserirlo in un contesto d'origini indecifrabile, dando vita a uno dei nemici più interessanti e visivamente attraenti del parterre di nemesi dell'Uomo-Ragno, con Kane che diede forma al volto di Morbius ispirandosi ai tratti dell'attore Jack Palance, scritto dallo sceneggiatore come un villain tragico e simpatetico.
Non poteva che avere origini greche, guardando proprio all'immaginario del folclore del sud-est europeo. Per accentuare il dramma romantico ed empatico intorno alla figura di Morbius, al personaggio venne donata una rara malattia del sangue, rinchiudendo il giovane protagonista in un corpo malato ma di geniale intelletto.
Esattamente come Venom, Mysterio o molte altre nemesi di Spider-Man, comunque, di Morbius non vennero rivelate immediatamente le origini, introducendolo invece a sorpresa in The Amazing Spider-Man #101 e facendolo incontrare con Lizard e lo stesso Uomo-Ragno. Venne spiegato poi che il suo aspetto orripilante, pallido e mostruoso era dovuto a un esperimento a cui si era sottoposto per curare la sua malattia, utilizzando - nel farlo - sangue di pipistrelli vampiro ed elettroshock, e che prima di trasformarsi in un Vampiro Vivente era addirittura stato un biologo Premio Nobel.

L'esperimento è un mezzo fallimento, perché pur guarendo la malattia precedente costringe Morbius a una stato "semi-vampiresco", imitando in sostanza il metabolismo e la natura dei pipistrelli vampiro, costretto a ingerire sangue per mantenere attivo il suo organismo e a rifuggire la luce del sole. Il suo morso non ha abilità particolari se non quelle di infettare le malcapitate vittime, che si ammalano dello stesso morbo (il nome del personaggio deriva proprio da questo vocabolo) del povero Michael, anche se questi possono essere curati da un'antidoto sintetizzato dallo scienziato e dalla ragazza, Martine Bancroft. Essendo Morbius il primo e unico Vampiro Vivente al mondo, connotazione che ne sancisce le origini scientifiche e non leggendarie, solo lui è in grado in utilizzare determinati poteri acquisiti dal sangue dei pipistrelli, come ad esempio il volo, la rigenerazione più veloce dei tessuti e forza e velocità sovrumane, letteralmente animalesche.

Un personaggio assolutamente intrigante che è pronto al suo debutto cinematografico il prossimo luglio nel film di Daniel Espinosa, interpretato per l'occasione da Jared Leto. Abbiamo già analizzato il trailer di Morbius discutendo anche delle connessioni con il Marvel Cinematic Universe, ma quello che preme sottolineare in queste righe, in conclusione, è la sfera drammatica del protagonista, quella di una mente brillante intrappolata prima in un corpo debole e malato e successivamente in uno forte ma condannato. Questa aura tragica che permea Michael Morbius è essenziale alla sua buona riuscita sul grande schermo ed è comprensibile la scelta di avere un attore mimetico e fortemente empatico come Leto nel ruolo, con la speranza che non esageri scadendo in un visibile overacting. Il trailer lascia presagire vibrazioni anni '90 che sapremo giudicare soltanto la prossima estate, una volta uscito nelle sale, ma per ora look e peso specifico del personaggio ci sembrano validi e calcolati, augurandoci che questa storia d'origini sappia essere al contempo efficace e avvincente. Forse chiediamo troppo ma è quello che merita Morbius.

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