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Alla scoperta del Black Knight di Kit Harington: storia, poteri e abilità

Black Knightè strettamente legato a Capitan Bretagna e al Ciclo Arthuriano, dal fascino medievale e presto nell'adattamento cinematografico de Gli Eterni.

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Lauren Ridloff (Makkari) ha definito Gli Eterni di Chloe Zhao come "uno dei progetti più complessi e internazionali del Marvel Cinematic Universe", e dal materiale e dalle informazioni trapelata finora online, non facciano fatico a crederlo. Insieme agli Avengers e ai Guardiani della Galassia, il nuovo cinecomic Marvel Studios è la terza produzione di natura corale del MCU, il che comporta delle elevate aspettative e una sorta di eredità qualitativa di gravosa presenza, considerando il successo che hanno avuto i film di Joss Whedon, dei fratelli Russo e di James Gunn.
Gli Eterni si prefigge anche l'arduo compito di trasporre in sala questi immortali, eterei e affascinanti personaggi creati da Jack Kirby con la volontà di approfondire attraverso le loro dinamiche la diversità in diverse sue forme, sia essa razziale, sociale o culturale.

È un calderone di etnie, minoranze e tendenze che la Zhao e Kevin Feige stanno mescolando per bene da anni, arricchendo mese dopo mese il parterre di protagonisti con nuove entrate nel cast, la cui ultima è rappresentata dal Black Knight interpretato da Kit Harington (Game of Thrones). Esattamente come molti altri dei personaggi de Gli Eterni, da Kingo a Gilgamesh, questo intrigante supereroe non è tra i più noti dell'universo fumettistico Marvel, ma chi lo conosce la sua storia sa quanto potenziale cinematografico nasconda e quanto, in verità, sia curioso il suo ingresso nel MCU proprio nell'adattamento dell'opera di Kirby. Per questo, oggi, vogliamo presentarvi il Black Knight, raccontarvi la sua discendenza, approfondirne i poteri e le abilità prima del suo arrivo negli Eterni.

Inglese fino al midollo

La domanda è molto semplice: chi è il Cavaliere Nero? Più precisamente, dovremmo chiederci chi siano in realtà i cavalieri neri, anche se è stata ufficializzata l'iterazione del personaggio che andrà a interpretare Harington nel film, ed esattamente quella di Dane Whitman, ultima incarnazione fumettistica del personaggio, la seconda scelta per agire nell'attualità dopo Nathan Garrett. Ma andiamo con ordine.
Il primo Cavaliere Nero è stato Sir Percy di Scandia, nel lontano VI secolo. Percy (diminutivo di Percival) era un fedele suddito di Re Artù, al servizio del suo sovrano nell'armatura del Black Knight, indossata solo dopo aver ottenuto dal mago Merlino la Lama D'Ebano, una spada incantata e molto potente forgiata dal metallo recuperato da un meteorite.

Il più grande nemico di Percy era la nemesi per eccellenza del Ciclo Arhuriano, Mordred, nipote del Re assetato di potere e accecato dalla rabbia e dall'invidia per la sua posizione. Questi riuscì a uccidere Percy in uno dei loro tanti scontri ma Merlino decise di legare lo spirito del primo Cavaliere Nero alla Lama d'Ebano attraverso un incantesimo, così da richiamarlo dall'oltretomba qualora i piani di Mordred fossero tornati a minacciare Camelot e il mondo intero.

Il suo ritorno non si fece attendere poi così tanto, visto che già qualche decennio dopo la sua scomparsa, il nipote Sir Raston di Scandia recuperò la spada e divenne il secondo Cavaliere Nero, addestrato a combattere il male direttamente dallo spirito dello Zio Percy.
Il problema con Raston è che non si sentiva all'altezza del compito e dell'eredità acquisita, avendo una moralità spesso traballante e una forza di volontà fin troppo grezza. Compì molte missioni viaggiando anche nell'Omniverso, dimostrandosi un degno paladino della giustizia e un combattente fidato del bene, eppure dopo la più grande sconfitta della sua breve ma intensa permanenza nei panni del Black Knight, contro Kang il Conquistatore, Raston decise di abbandonare la Lama d'Ebano e l'Armatura del Cavaliere Nero per unirsi agli Anacronauti dello stesso Kang, passando in sostanza al lato malvagio e appiattendo la sua moralità dalla parte sbagliata, tanto che questa scelta lo condusse presto alla morte.

Il terzo Cavaliere Nero fu poi Sir Eobar di Garrington, decisamente distante dai primi due personaggi, essendo vissuto nel XII secolo. Non c'è più Camelot e Re Artù è divenuto pian piano leggenda, ma a sostituire il Ciclo mitologico britannico arrivano le Crociate in Terra Santa, con i nemici Mussulmani da combattere.
Qui c'è però il ritorno dello spirito di Mordred e una spinta storico-revisionistica della battaglia interna al trono inglese tra Riccardo Cuor di Leone e il Principe Giovanni detto "Senza Terra", che esattamente come il nipote di Artù era roso dall'interno da una grande sete di potere e di invidia nei confronti del fratello.

Curiosamente, la più grande battaglia di Garrington non fu esattamente combattuta da lui, perché nel suo corpo venne inviato dal XX secolo proprio Dane Whitman, la quinta incarnazione del Cavaliere Nero rimandata indietro nel tempo da Merlino per aiutare il suo avo a sventare i piani di Mordred. Ci riuscì e, alla morte di Garrington, il suo spirito venne rimandato nel presente grazie ai poteri dell'Alchimista Amergin.
Prima dell'arrivo vero e proprio di Whitman, comunque, ci fu il turno di quello che è considerato il solo Cavaliere Nero totalmente malvagio tra le sue varie iterazioni, per la precisione quello di Nathan Garrett, combattuto anche da Capitan Bretagna (personaggio con cui in generale il Black Night condivide molte pagine a fumetti e gran parte della mitologia britannica). Sfidato dallo spirito di Percy - suo antenato - a diventare uno moderno paladino del bene, Garrett non riuscì a estrarre dalla roccia la Lama d'Ebano.

Dopo varie peripezie in giro per il mondo, specie come spia cinese in territorio americano, Natahn deciso di assumere con l'inganno l'identità del Cavaliere Nero per soli fini criminali. Nel corso della sua vita si unì al Barone Zemo, combatté contro Thor, Iron Man e i Vendicatori Uniti e in generale sfruttò i suoi poteri e le sue conoscenze soltanto per scopi malvagi, pentendosi però sul letto di morte, davanti all'esterrefatto nipote, Dane Whitman, a cui chiese di ridare prestigio al nome del Black Knight, facendogli promettere di indossare l'armatura e brandire la spada del Cavaliere Nero solo ed esclusivamente al servizio del bene. Finalmente Dane diventa il quinto Black Knight.

Il più grande di tutti

Dane è il più famoso e conosciuto Cavaliere Nero dei fumetti Marvel. Non è il primo ma attualmente è l'ultimo, la versione più consolidata all'interno delle pagine Marvel e infatti quella che sbarcherà al cinema. Il perché è molto semplice: è il discendente diretto di Percival ed è il solo ad essere riuscito a ripulire completamente la Lama d'Ebano da tutto il male accumulato. Sì perché sulla spada incantata c'è una sorta di maledizione correlata alla relazione tra lama e possessore.

Se chi brandisce la spada la usa infatti solo per fare del male e versare del sangue, questa malvagità andrà a contaminare l'oggetto, che conseguentemente reclamerà sempre più sangue dal possessore, in un circolo vizioso difficile da spezzare. Superato il limite, anzi, la spada "prenderà vita", impossessandosi di chi la brandisce e trasformandolo nella versione corrotta del Cavaliere Nero, il cosiddetto Bloodwraith.

Tale destino - dopo diverse peripezie - toccò proprio a Dane, che venne però intrappolato in una statua e rimase in questa condizione per anni. Fu più volte vittima della maledizione della spada, passò costantemente dal lato buono a quello cattivo della barricata fumettistica, dai Vendicatori alla Legione dei Non-vivi di Immortus, ad esempio, ed ebbe anche un triangolo amoroso tra Crystal degli Inumani e Sersi degli Eterni, che insieme all'Omniverso è il solo legame "reale" che il personaggio ha con le invenzioni di Kirby, il che lo rende comunque ampiamente introducibile nel film, come poi deciso dalla Zhao e da Feige.

Tra le sue abilità è annoverabile una grande conoscenza scientifica, essendo Whitman un fisico e grande conoscitore e appassionato di tecnologia. È tra le menti più brillanti del MCU insieme a Iron Man, Doctor Strange, Hulk ed Hank Pym, tanto per citarne alcuni. Oltre all'intelligenza, Dane è anche un ottimo spadaccino, addestrato come pochi alla scontro all'arma bianca nel MCU. È persino un abile combattente nel corpo a corpo, nello scontro ravvicinato, e le sue doti guerriere in termini di precisione e strategia sono paragonabili a quelle di Captain America, mentre parlando di brutalità è vicino a Wolverine.

Grazie alla Lama d'Ebano, in aggiunta, Whitman è immune a qualunque tipo di magia, al patto di brandire la spada durante lo scontro. Senza l'artefatto, il livello di forza di Dane è quello di un normale essere umana altamente addestrato, al pari di Vedova Nera, Occhio di Falco e molti altri. Per finire, anche l'armatura del personaggio è degna di menzione, essendo stata concepita dagli elfi e nascosta dentro una collana dalla quale Dane non si separa mai e dentro la quale sono contenuti anche lo scudo e la Lama d'Ebano.
Insomma, uno di quei protagonisti che vorremmo vedere in sala anche in un suo stand-alone, magari affiancato da Capitan Bretagna e introduttivo dell'Omniverso, e stando alle parole di Feige, letteralmente "affascinato da Dane Whitman, dal suo potenziale e dall'interpretazione di Harington", forse la Fase 5 potrebbe riservarci una gran bella sorpresa. Intanto lo aspettiamo negli Eterni il 6 novembre 2020.

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