Aldo, Giovanni e Giacomo: da Mai dire Gol a Odio l'Estate

La carriera del trio è segnata da un susseguirsi eclettico di sketch e partecipazioni tv, in quello che appare un vero e proprio compendio della comicità.

Aldo, Giovanni e Giacomo: da Mai dire Gol a Odio l'Estate
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Nella storia della sua millenaria cultura, che è antecedente rispetto all'unificazione tardiva e disomogenea arrivata nel 1861, l'Italia si è distinta per le gesta artistiche di alcuni tra i più grandi creativi di sempre. Dal teatro alla musica, passando per la letteratura e le arti figurative, la penisola a forma di stivale ha sfornato senza sosta dei geni operosi, entrati di diritto nell'olimpo dei più grandi grazie al loro sfaccettato contributo all'umanità. Il passaggio all'epoca moderna ha portato con sé l'evoluzione di nuove forme di comunicazione, e con esse sono arrivate puntuali i nuovi maestri italiani - perché Pasolini, Leone e Antonioni non hanno nulla da invidiare ai loro grandiosi predecessori - ed anche il mondo della televisione ha permesso l'ascesa di alcune gigantesche personalità artistiche.

Quel fantastico racconto che incornicia la carriera del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo trova le sue radici nel teatro, ma è grazie alla notorietà consentita dal piccolo schermo che oggi possiamo tributargli il giusto premio per le loro opere, le quali hanno segnato la storia della commedia italiana in forme sempre varie e sorprendenti. A due anni dalla loro ultima creatura - che vi abbiamo descritto nella recensione di Odio l'Estate -, mentre il tempo scorre inesorabile e ci separa dai loro umili esordi, abbiamo deciso di ripercorrere la loro vita artistica, un percorso complesso ed incidentato che li ha infine portati tra i migliori comici di tutti i tempi.

Aldo e Giovanni, Giacomo e Marina

Nonostante il fantastico sketch dei tre gemelli, bisogna purtroppo annunciare che Aldo, Giovanni e Giacomo non sono davvero nati insieme. Gli esordi nel mondo della comicità partono per tutti da Milano, ma mentre Aldo e Giovanni si conoscono al Teatro Arsenale verso la fine degli anni '80 cominciando da subito il loro sodalizio, Giacomino e sua moglie Marina Massironi fanno cabaret con il duo Hansel e Gretel senza incrociare i loro destini con gli altri due per molto tempo. I tre si incontrano soltanto nel 1991, l'anno zero del nuovo corso comico d'Italia, portando nei teatri la loro verve sotto la supervisione dei registi Paola Galassi, Flavio Oreglio e Giancarlo Bozzo (no, non hanno mai lavorato con l'irreprensibile Albertazzi, anche perché come tutti sanno si occupava raramente di teatro).

La partecipazione allo spettacolo corale Il Circo di Paolo Rossi è solo la premessa per una notorietà che scoppia con I Corti di Aldo, Giovanni e Giacomo, un viaggio verso lo zero comico che proietta il trio nel cuore e nella televisione di tutti gli italiani. Dopo brevi apparizioni negli show di Paolo Rossi e Claudio Bisio, è con la loro partecipazione a Mai dire Gol che i nostri diventano arcinoti al grande pubblico: il quadriennio 94-97 trascorso nella trasmissione della Gialappa's regala al mondo un numero spropositato di personaggi, molti dei quali verranno ripresi nei successivi spettacoli teatrali, e la carriera del trio decolla ad una velocità impressionante.

Storia del cinema

Dopo aver segnato per sempre la storia della televisione italiana, i tre moschettieri della risata decidono di fare una visitina al cinema nel 1997, tanto per stravolgere il corso della commedia e diventare delle icone indimenticabili. Tre Uomini e una Gamba è un esordio epocale, un amalgama di personaggi e situazioni incorniciate da una storia semplicissima, ma così incisiva da aver preso posto nell'immaginario comune del viaggio in auto (e perdonate il folle che non l'ha piazzato al primo posto della classifica dei migliori film di Aldo, Giovanni e Giacomo, evidentemente è caduto nell'inganno della cadrega).

La loro presenza sul grande schermo si rinnova in maniera costante fino al 2004, incasellando la commedia italiana grazie a continui capolavori diventati iconici, mentre si diradano le comparsate in televisione - al netto degli speciali Potevo Rimanere Offeso! e Pur Purr Rid! - e prosegue l'attività teatrale con il gigantesco Tel chi el Telùn e Anplagghed, che segna l'avvicendamento definitivo tra Silvana Fallisi (che ha sposato Haldo dopo essere stata salvata da una tegola caduta di fronte Al chicco D'Oro) a Marina Massironi.

Il declino e la rinascita

In seguito alla distribuzione di Tu la Conosci Claudia?, il trio si incammina lungo una lenta e triste china causata dalla mancanza di idee davvero innovative. Mentre gli spettacoli dal vivo giocano molto sui ruoli storici del passato, e sono inficiati da una stanchezza fisica che impedisce ai tre di essere agili e reattivi come il teatro comico obbliga da sempre, sono le successive iterazioni al cinema ad intristire i calorosi appassionati di Aldo, Giovanni e Giacomo. La rottura del sodalizio con Massimo Venier, che fino a quel momento aveva firmato la regia, il soggetto e la sceneggiatura della loro pellicole, porta a opere cinematografiche molto meno efficaci rispetto al loro glorioso passato, ma ancora abbastanza godibili per sbancare al botteghino.

Il vero e proprio errore arriva però con Fuga da Reuma Park, un film caratterizzato da una comicità effimera e dalla pochezza creativa, un rumoroso flop che separa i tre amici per quattro lunghi anni e ci obbliga a fare i conti con la loro assenza mediatica. Il grandioso ritorno del trio avviene nel 2020, con una pellicola che segna finalmente l'attesissimo ritorno di Massimo Venier alla regia e alla sceneggiatura: Odio l'Estate si configura come una sorta di testamento filmico per questi geni della comicità, un'opera che riprende gli stilemi classici dei loro capolavori per calarli in una modernità ancora bisognosa di storie semplici e affettuose.

Abbiamo già analizzato questa riproposizione della felicità andata, chiedendoci anche se Odio l'Estate fosse il film migliore di Aldo, Giovanni e Giacomo, e speriamo quindi che la pellicola non sia l'ultimo atto di una carriera stratosferica. Il mondo ha ancora bisogno di Ajeje Brazorv, del professor Helmut Alzheimer e di Tafazzi, perché solo questo camaleontico trio è stato capace di accompagnarci lungo trenta esilaranti anni, tra sketch e personaggi diventati iconici per l'intera cultura italiana.

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