Addio al sergente Hartman: quando Kubrick scoprì R. Lee Ermey

A pochi giorni dalla sua scomparsa ricordiamo l'ex marine che il regista di Full Metal Jacket lanciò nel suo capolavoro del 1987.

speciale Addio al sergente Hartman: quando Kubrick scoprì R. Lee Ermey
Articolo a cura di

"Dio è arrivato prima del Corpo dei Marines e quindi a Gesù voi potete offrire il cuore, ma il vostro culo appartiene alla nostra arma!". Una delle più celebri battute del sergente Hartman potrebbe essere il perfetto epitaffio per R. Lee Ermey, scomparso il 15 aprile all'età di 74 anni. Ermey era universalmente noto per il ruolo del sergente maggiore Hartman, che nello splendido affresco bellico di Stanley Kubrick, Full Metal Jacket, è personaggio fondamentale e centrale all'interno della narrazione. La storia dell'avvicinamento di Ermey al ruolo di Hartman è piena di colpi di scena, così come la sua esperienza sul set del film che gli regalò fama e notorietà in tutto il mondo.

Da consulente ad attore

Ronald Lee Ermey nel 1987 è un ex marine in congedo da quindici anni. Arruolatosi nel 1961 per tentare di correggere una vita che in gioventù stava prendendo una brutta piega, Ermey diventa Drill Instructor (istruttore) e viene mandato in missione in Vietnam. Nel corso della guerra riporta ferite che lo costringeranno al congedo, nel 1972. Nel frattempo era stato promosso al grado di sergente. Si stabilisce nelle Filippine per diventare pilota di elicotteri. Ed è proprio con questa mansione che Francis Ford Coppola lo ingaggia per la celebre scena di Apocalypse Now, quando si vede l'assalto degli elicotteri al villaggio vietcong sulle note della Cavalcata delle Valchirie. La macchina da presa si sofferma proprio su un soldato in particolare: Ronald Lee Ermey. Non è la prima volta che l'ex marine compare sullo schermo: l'anno precedente sembra concedergli le prove generali di quello che sarà il ruolo per cui verrà ricordato nei decenni successivi, in un film che ripercorre proprio il conflitto vietnamita: interpreta il ruolo di un soldato istruttore nel film The Boys in Company C. In Apocalypse Now non viene accreditato ma da quel momento, Ermey si ricicla per il cinema e la tv nelle vesti di caratterista. Il grande schermo gli propone una classica occasione da ‘sliding doors' qualche anno più tardi. Nel 1985 viene scelto da Stanley Kubrick per lavorare al suo prossimo film. Kubrick si sta occupando di un progetto incentrato sulla guerra in Vietnam che comprende il duro addestramento dei Marines e gli effetti di un processo bellico che infierisce sul destino delle persone.
Ispirato al romanzo Nato per uccidere di Gustav Harsford, il film viene intitolato Full Metal Jacket, un termine che si riferisce alla guaina in rame che riveste le pallottole blindate (o incamiciate), che in inglese vengono chiamati proprio Full Metal Jacket (FMJ), letteralmente ‘camicia totalmente in metallo'. La prima parte del film è ambientata nel 1967, nel campo d'addestramento dei Marines di Parris Island, in South Carolina. Per il ruolo del severissimo e spietato sergente maggiore Hartman, deputato alla trasformazione delle giovani reclute in macchine da guerra, viene inizialmente scelto l'attore Tim Colceri.
R. Lee Ermey viene preso come consulente militare e con questo ruolo presenzia sul set del film. Il primo ostacolo è proprio la sequenza che presenta il sergente alle reclute. Una sequenza piuttosto lunga che richiede un'intensità costante. Colceri si dimostra poco adatto già nel corso delle prime riprese; d'altronde la scena è molto complessa, bisogna mantenere un ritmo elevato per diverso tempo e già dopo soli 30 minuti, Colceri si stanca di urlare dietro alle comparse e agli attori. Spesso è costretto a intervenire Ermey, il quale dà sfoggio di un'intensità e di un'aggressività che impressionano Kubrick. Il regista aveva in precedenza già visionato un filmato che mostra l'impressionante capacità oratoria di Ermey e si convince. Colceri viene relegato ad un ruolo minore e R. Lee Ermey promosso ad uno dei personaggi principali del film.

L'interpretazione e il rapporto con il sergente Hartman

Il lavoro di R. Lee Ermey sul sergente Hartman si rivela impressionante. Ermey trasferisce la sua reale ferocia militare nel film, spiazzando gli stessi interpreti, coi quali gli si richiede di non interagire e di mantenere un atteggiamento distaccato, per poter aumentare la sensazione di autorità e di timore nei suoi confronti. La celebre sequenza nella quale Hartman chiarisce alle reclute il futuro che li aspetta all'interno della caserma, riempiendoli d'insulti e chiamandoli con epiteti umilianti e soprannomi imbarazzanti, è in buona parte improvvisata da Ermey, che si lamentò dell'atteggiamento troppo indolente degli attori-soldato ed è famosa la discussione con Kubrick, che vide Ermey rivolgersi al regista con piglio militare:"Alzati in piedi quando ti parlo!". Tra gli episodi che vengono ricordati sul set, uno dei più famosi è quello che riguarda la battuta pronunciata da Ermey:"and not even have the goddamned common courtesy to give him a reach-around", tradotta in italiano con ‘tu sei uno di quelli che lo mette in culo a qualche poveraccio senza aver la cortesia di menarglielo davanti per sdebitarsi'. Kubrick inizialmente non comprende la battuta e s'infuria, bloccando le riprese. Alla conseguente esplicita spiegazione di Ermey, Kubrick, estremamente divertito, gli chiese di ripetere la scena. Lo sguardo crudele e gli occhi di ghiaccio per caricare ulteriormente pressione e timore sui soldati. Il perfetto stile militare, l'inflessibilità di chi ha vissuto realmente scenari di questo tipo. Piccoli dettagli che hanno reso il sergente Hartman uno dei personaggi negativi più apprezzati e amati della storia del cinema.

La voce italiana

In Italia ha contribuito a rendere famosa quella determinata sequenza anche la scelta del doppiatore: per la voce di R. Lee Ermey la preferenza ricade su Eros Pagni, che grazie al suo passato nella lirica è l'unico in grado di sostenere il ritmo e l'energia richiesti. Pagni doppierà soltanto in quell'occasione R. Lee Ermey, nonostante l'impegno nel cinema dell'ex-marine nei decenni successivi lo metta di fronte anche ad altri personaggi militari. Persino quando il personaggio è molto simile al celebre Hartman: in un cameo nel film del 1996, Sospesi nel tempo, diretto da Peter Jackson, R. Lee Ermey interpreta Hiles, un fantasma guardiano del cimitero locale. Per l'occasione l'attore è doppiato Claudio Fattoretto.