Aaron Sorkin: dalla sceneggiatura alla regia con Molly's Game

Dopo aver raggiunto il successo come brillante sceneggiatore, Sorkin prova il salto dietro la macchina da presa.

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Nel cuore di Molly's Game, il primo film diretto in carriera dal celeberrimo sceneggiatore statunitense Aaron Sorkin, Idris Elba si destreggia in un incessante monologo per difendere a spada tratta il personaggio di Jessica Chastain. Un momento sferzante e intenso, che rivela per l'ennesima volta il talento incredibile dell'attore britannico. Una sorta di arringa confezionata da un autore proveniente da una famiglia di avvocati, che ha trovato la propria giuria negli spettatori, affezionatisi progressivamente al suo talento, in grado di arricchire film e serie TV alle quali si è dedicato. Pochi sceneggiatori contemporanei hanno raggiunto lo status guadagnato da Aaron Sorkin nel corso di questi anni. Il trasferimento a New York, il tentativo di sfondare come attore e poi la scrittura, una vita privata tormentata, l'arresto e la rinascita, con un Oscar nel 2011, alla miglior sceneggiatura non originale di The Social Network di David Fincher. Per tutto ciò che Aaron Sorkin rappresenta nell'industria cinematografica hollywoodiana, c'era molta curiosità intorno al suo primo film seduto sulla sedia del regista, dietro la macchina da presa a dirigere un cast di attori di fama internazionale e a portare sul grande schermo una sua creazione.

Un talento ancora grezzo

Passare da una mansione a un'altra, nonostante non si cambi "sport", non è mai semplice. Aaron Sorkin è uno straordinario autore, un eccellente sceneggiatore, sia per il mezzo cinematografico che per quello seriale. Ma la regia è un'altra cosa e le difficoltà sono evidenti nel suo primo lavoro dietro la macchina da presa. Molly's Game è un concentrato martellante del talento del Sorkin scrittore. 140 minuti d'overdose di dialoghi serrati, passaggi narrativi folgoranti e dinamiche fra i personaggi che lasciano di stucco. Il gioco però si fa ridondante abbastanza presto, seppur in maniera altalenante. Sorkin sembra ancora troppo sbilanciato sul "lato drammaturgo" per poter regalare una regia altrettanto efficace. Ecco che il film non si smuove da un territorio grezzo, seppur indubbiamente affascinante. Le potenzialità di un profondo conoscitore del cinema e dei suoi ingranaggi è evidente, guardando Molly's Game. Ciò che ancora non risalta è il tocco da regista di Sorkin, tanto quanto è eccessivo quello da sceneggiatore. Una difficoltà preventivabile ma quasi nascosta sullo sfondo dagli stessi estimatori di Aaron Sorkin, al quale si era riposta una fiducia oltremisura. In parte le premesse non sono state comunque disattese, alcune sequenze del film ad esempio rimarranno ben impresse, la sensazione però è che il plauso sia rivolto più agli interpreti e allo script che a un lavoro di regia che si è rivelato abbastanza scolastico.

Prospettive future

Determinate inquadrature di Molly's Game e brevi movimenti di macchina mostrano una buona padronanza del mezzo da parte di Aaron Sorkin, che sembra però limitarsi allo svolgimento del "compitino". Una regia di supporto a uno script che, di contro, si rivela esageratamente verboso, anche per un maestro dei dialoghi come l'autore di West Wing e The Social Network. Siamo ancora agli inizi di quest'interessante evoluzione di Aaron Sorkin, da sceneggiatore e autore a regista. Gli step sono ancora lunghi ma la sua poetica è già riscontrabile in quest'opera prima incentrata sul personaggio di Molly Bloom e sulla sua vera storia. Perso il futuro da campione dello sci freestyle a causa di un incidente, Molly si trasferisce prima a Los Angeles e successivamente a New York. Trasformandosi nella "Signora del Poker" e riuscendo a guadagnare moltissimi soldi. Jessica Chastain e Idris Elba sono straordinari nel far percepire, in maniera assolutamente sincera, la profonda connessione con i loro personaggi. Molly's Game dev'essere un punto di partenza per Aaron Sorkin, che potrà immagazzinare un'esperienza che potrà tornargli utile per il prossimo film, con l'obiettivo di trovare il giusto equilibrio in ogni componente.


Cosa ci lascia Molly's Game

L'impressione che lascia al termine della visione Molly's Game è che Aaron Sorkin abbia potenzialmente la stoffa per diventare un buon regista e che questo film rappresenti soltanto il primo step verso un percorso di crescita auspicabile e, in parte, prevedibile. Nel frattempo abbiamo il suo primo film e chi ama la sua scrittura di certo non sarà rimasto o rimarrà deluso.

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