5 saghe letterarie che meriterebbero un film

Dalla carta alla pellicola, ecco cinque saghe letterarie contemporanee che meriterebbero una trasposizione cinematografica!

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  • Dalle pagine di un romanzo le lettere volano, abbandonando la carta, poi per incanto si animano e proiettano idealmente le immagini che l'autore aveva dipinto a parole. Ognuno in un angolo della propria mente ha un proiettore che si accende ogni volta che una pagina viene sfogliata. Quello che avviene mentalmente, grazie all'immaginazione e fantasia di ognuno, spesso diventa tangibile grazie al cinema, che da sempre attinge dalla letteratura per far vivere sul grande schermo quelle storie capaci di appassionare milioni di lettori.
    Centinaia di romanzi hanno sorpassato quel confine che divide il mondo delle parole da quello delle immagini, spesso appagando quei lettori affezionati e rapiti dalla narrazione avvolgente dei loro autori preferiti. Anche se la delusione è sempre dietro l'angolo, le trasposizioni dalla letteratura alla settima arte hanno offerto contributi memorabili alla storia del cinema. Oltre ai film provenienti dall'immenso universo dei romanzi autoconclusivi, negli ultimi anni si è assistito a un proliferare di pellicole provenienti da saghe letterarie di successo.
    Gli esempi più memorabili di questo felice scambio tra libri e film sono indubbiamente due, accomunati dall'anno di uscita in sala, il 2001. Il nuovo millennio è partito sotto il segno de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, che ha reso omaggio nel migliore dei modi all'inestimabile repertorio mitico lasciato in eredità da Tolkien. Nello stesso anno vedeva la luce fatata dei proiettori Harry Potter, che ha estasiato i milioni di fan e lettori dei romanzi della Rowling.

    Accanto a progetti legati a grandi classici e a nomi altisonanti della letteratura, si sta sviluppando anche un percorso parallelo, in cui si assiste a trasposizioni di libri e saghe contemporanee. Se in ambito televisivo Game of Thrones ha avuto un'eco e un successo incredibili, il cinema ha attinto abbondantemente dal genere Young Adult, saccheggiandolo con risultati decisamente alterni. Negli ultimi anni il grande schermo ha riadattato Twilight, Divergent, Maze Runner, Hunger Games.
    Non sempre le pellicole hanno avuto critiche e pareri benevoli, ma gli incassi di buona parte delle opere young fantasy hanno premiato quest'operazione traspositiva. Archiviato il recente flop ottenuto da Macchine Mortali, adattamento cinematografico dei romanzi di Philip Reeve, quali romanzi potrebbero diventare film di successo? Vi proponiamo cinque saghe letterarie che meriterebbero il grande salto, dalla carta alla pellicola.

    La trilogia del Silo

    La storia della sua pubblicazione è il trionfo del self made man: Hugh Howey ha scritto i 9 libri che compongono la saga (poi compressi in 3 tomi) durante le pause pranzo, mentre lavorava in una libreria. Poi ha sfruttato l'autopubblicazione su Amazon e il passaparola. La saga del Silo è ambientata in un mondo post-apocalittico, in cui l'aria è diventata irrespirabile e i superstiti vivono in una struttura di cento piani sottoterra. Materie prime limitate, una struttura gerarchica ferrea e una giustizia altamente punitiva contraddistinguono la vita nella struttura, che ha più le fattezze di un carcere che di un microcosmo abitativo.
    Un ritmo incredibilmente serrato e una pioggia incessante di plot twist lo rendono perfetto sia per una trilogia cinematografica che per una serie televisiva da guardare in rigorosa modalità binge watching. Nel frattempo i diritti della saga sono stati comprati da 20th Century Fox, che ha battuto la concorrenza della Lionsgate. Da anni si mormora di un interessamento di Ridley Scott in persona per dirigere i film ma tutto tace. Come nel mondo brullo al di fuori del Silo.

    La Prima Legge

    Quando il fantasy si fa duro, i duri iniziano a giocare e a combattere. Se vi aspettate un fantasy in cui l'eroe buono vince e i sentimenti positivi riempiono il mondo come un melenso arcobaleno, questa non è la saga adatta. Joe Abercrombie ci regala eroi di un fantasy che si specchia con la storia e si bagna di sangue. Un rosso vivido che va al di là di mondi lontani a cui siamo abituati e ci riporta sulla Terra. Brulla e sporca, calpestata da re e soprattutto umani. Un fantasy realistico e granguignolésco che potrebbe essere riadattato con le vesti, estetiche e narrative, delle puntate più cupe de Il Trono di Spade. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche gli scagnozzi più insignificanti hanno carattere e sprizzano cinismo da ogni poro.

    Red Rising

    Darrow, capelli e occhi rossi come la ruggine, ha sedici anni, ha già una moglie e lavora in miniera. Detta così sembrerebbe una saga ambientata in Inghilterra durante la rivoluzione industriale. Invece l'epopea scritta da Pierce Brown si svolge su Marte e segue le vicende della casta più bassa degli abitanti del pianeta, i rossi, ridotti a passare le giornate terraformando il pianeta e nulla più. Schiavi in una società dominata dagli oro, che tengono in pugno i minatori, destinati a una vita breve e mesta.
    La rivoluzione e la rinascita rossa parte da Darrow, che sfida dal basso i padroni del pianeta e cerca di liberare dalle catene il suo popolo. La scrittura leggiadra e avvolgente di Brown è stata premiata dal pubblico e dalla critica, ingolosendo subito l'ambiente cinematografico. La Universal ne ha opzionato i diritti, con un coinvolgimento particolare di Marc Foster, regista di Quantum of Solace e World War Z.

    Metro 2033

    Qui presentazioni e accenni di trama sono superflui. Ogni videogiocatore conosce il Metroverso ideato dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky. Il dedalo di cunicoli della metropolitana moscovita non può essere dimenticato da chi l'ha "vissuto" in prima persona: un senso claustrofobico e una tensione costante rimangono sulla pelle di chi ha letto o giocato per ore.
    Attirata dal successo delle opere letterarie e videoludiche nel 2012, la MGM ha annunciato di volere realizzare una pellicola basata sul primo capitolo della saga, comprando i diritti e affidando a F. Scott Frazier la sceneggiatura.

    Cinque anni dopo Glukhovsky ha confermato che il progetto si è arenato e i diritti sono tornati a lui. Il problema principale riscontrato nella realizzazione della pellicola era la volontà di cambiare totalmente ambientazione, traslando le vicende del romanzo da Mosca a Washington DC. L'impossibilità di tradurre e riformulare i contesti sociali e politici russi, americanizzando il tutto, hanno frenato la produzione del film, che avrebbe subito uno stravolgimento narrativo che avrebbe sicuramente allontanato i fan della saga.
    Glukhovsky si è professato fiducioso di poter trovare nuovi produttori per la trasposizione cinematografica del suo Metroverso, salito alla ribalta in questo periodo con l'uscita di Metro Exodus.

    Le cronache dell'assassino del re

    Nell'Universo Fantasy il nome di Patrick Rothfuss è abbinato a due reazione antitetiche. La prima è estasi da lettore: i suoi libri sono amati, idolatrati e letti più volte dagli appassionati, perché rasentano la perfezione del genere e creano un effetto binge reading dirompente. Tuttavia c'è un ma. Dal 2011 i seguaci di Rothfuss attendono, in silenzio, senza risposta, l'arrivo del terzo e ultimo libro della trilogia. In puro stile George R. R. Martin, lo scrittore statunitense lascia trapelare rumor, alimenta il fuoco delle aspettative, ma tuttora tace.
    Non rimane altro che tornare alla locanda "La pietra miliare", sedersi e stare a sentire i racconti del locandiere Kote, un tempo conosciuto come Kvothe, eroe leggendario. Bastano poche parole per essere trasportati altrove, in luoghi da cui sarà impossibile tornare indietro, anche dopo aver chiuso il libro. Nonostante l'attesa del nuovo volume, Showtime si è già accaparrata i diritti della saga, affidando a Sam Raimi la direzione della versione cinematografica. In ambito produttivo, anche Lin-Manuel Miranda è coinvolto attivamente, non resta che aspettare fiduciosi.

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