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5 novità a Settembre su Netflix, compreso Pulp Fiction di Tarantino

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati nelle ultime settimane nel catalogo Netflix, da Shanghai Fortress a Le ali della libertà.

speciale 5 novità a Settembre su Netflix, compreso Pulp Fiction di Tarantino
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Grandi capolavori sono sbarcati negli ultimi giorni nel catalogo di Netflix, film che ogni cinefilo che si rispetti dovrebbe aver visto almeno una volta nella vita. Parliamo di opere del calibro di 2001: Odissea nello Spazio, epopea "sci-fi" firmata dal maestro Stanley Kubrick, di Le ali della libertà, ispirato e amatissimo adattamento di un racconto di Stephen King, e di Pulp Fiction, immortale cult a firma di Quentin Tarantino che ha riscritto le regole del cinema moderno.
A completare la nostra canonica cinquina troviamo due produzioni originali, il biografico Kardec (incentrato sul fondatore dello spiritismo) e il fantascientifico Shanghai Fortress, produzione cinese dalle grandi ambizioni ma dai ben più deboli risultati.

Le ali della libertà

Maine, 1947. Andy Dufresne, vice-direttore di un istituto bancario di Portland, viene accusato di aver ucciso la moglie e l'amante. Nonostante l'uomo proclami la sua innocenza, arriva la condanna a due ergastoli da scontare nel penitenziario di Shawshank, un carcere gestito con metodi non ortodossi (e di cui lo Stato è all'oscuro) dal crudele direttore Norton. Andy subisce soprusi di ogni tipo dagli altri prigionieri ma con il passare del tempo riesce ad ambientarsi e a procurarsi delle simpatie tra i compagni di cella. In particolare stringe un solido rapporto d'amicizia con un detenuto di origini afroamericane, Ellis Boyd Redding, il quale gestisce il contrabbando all'interno della struttura.

Dal racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank di Stephen King, il regista Frank Darabont (che in futuro adatterà altre due opere dello scrittore del Maine, ossia Il miglio verde e The Mist) realizza un film di grande sensibilità, capace di emozionare a più riprese grazie anche alla magistrali performance dei protagonisti Tim Robbins e Morgan Freeman. Un'opera amatissima dal pubblico come testimonia anche il primo posto per media voti nella classifica di IMDB, ormai stabile da tempo.

Kardec

Parigi, 1852. Hippolyte Léon Denizard Rivail, insegnante e letterato francese, abbandona la scuola in cui insegna in seguito alle ingerenze ecclesiastiche. L'uomo diventa così un maestro privato e rimane affascinato dal fenomeno dei "tavoli girevoli", tramite i quali diversi medium dell'epoca sostenevano di entrare in contatto con le anime dei morti. Il protagonista, primo degli scettici, partecipa ad alcune sedute e diventa un vero e proprio alfiere dello spiritismo, allora frequente tema di discussione tra i filosofi e nobili parigini.

Il filosofo francese è interpretato con la giusta convinzione da Leonardo Medeiros, vero e proprio punto di forza di un'operazione altrimenti fin troppo lineare che nella prima parte si affida quasi unicamente alla forza dei dialoghi, cedendo di fatto alla verbosità, mentre nella seconda prova ad aumentare la dose tensiva, venendo però penalizzata da una messa in scena per la maggior parte in interni e poco spettacolare. La visione può risultare curiosa a scopo conoscitivo di un personaggio poco noto al grande pubblico, ma risulta spenta e incolore dal punto di vista cinematografico.

Pulp Fiction

Il sensuale ballo tra Uma Thurman e John Travolta, accompagnato dalle note di Never you can tell di Chuck Berry, è una delle sequenze entrate di peso nella memoria del pubblico cinefilo. Ma questa è solo una delle tante scene clou di Pulp Fiction, titolo che ha definitivamente consacrato il nome di Quentin Tarantino alle platee globali: un mix di quattro storie che riscrive la gestione dei registri narrativi in un coacervo di grottesco e violenza, ironia e citazionismo, accompagnandoci negli abissi oscuri dell'animo umano.

Tra i tasselli più incisivi vi è indubbiamente quello con protagonisti gli iconici personaggi di Travolta e Samuel L. Jackson, alias Vincent Vega e Jules Winnfield, due sicari alle prese con il recupero di una preziosa valigetta, tra eccessi e una beffarda ironia sorretta da dialoghi e sviluppi dichiaratamente "pulp". Un film luna-park dove succede tutto e di più, che riscrive la logica classica in favore di una libertà anarchica e viscerale che intrattiene con gusto per le oltre due ore di visione, popolate da partecipazioni e camei eccellenti di interpreti del calibro di Bruce Willis, Christopher Walken, Harvey Keitel, Tim Roth, Steve Buscemi, Rosanna Arquette e Ving Rhames.

2001: Odissea nello Spazio

In un tempo lontanissimo, in seguito al "contatto" con un gigantesco monolite, un branco di scimmie pare entrare in possesso dell'intelligenza, trovando diversi modi per usare gli utensili a propria disposizione. L'azione si sposta poi al 1991 e successivamente al 2001, con la scoperta di un altro monolite sul suolo lunare che sembrerebbe ricevere segnali da Giove. Viene così organizzata una missione sul pianeta a cui prendono parte cinque astronauti, tre in stato di ibernazione, la cui supervisione è affidata al super computer HAL 9000. E il resto è storia...

Il capolavoro di Stanley Kubrick sbarca nel catalogo di Netflix, un'occasione imperdibile per chi ha già amato la pellicola in passato e per chi vuole approciarvisi ora da neofita. Un'opera da vivere più che da raccontare, capace di immergere completamente in un mondo filmico totalizzante che può contare sulle geniali intuizioni del regista, che qui indaga il cinema di fantascienza in una maniera inedita.

Shanghai Fortress

Nel 2035 la Terra è in guerra con una razza extraterrestre, arrivata sul nostro pianeta alla ricerca di potenti fonti di energia che l'umanità ha scoperto qualche anno prima. Le quattro Città Fortezza, sparse in varie angoli del mondo, ultimi baluardi nella lotta agli invasori, sono state gravemente danneggiate dai ripetuti raid alieni. In seguito alla caduta di New York, Tokyo e Nuova Delhi, Shanghai rimane l'unico avamposto nonché l'ultima speranza per le sorti dell'umanità.
Tra le fila dell'esercito asiatico militano quattro giovani cadetti che, dopo lunghi periodi di addestramento, risultano tra i migliori nell'utilizzo dei droni e relativi velivoli aerei pronti ad affrontare il nemico. Saranno proprio loro a risultare determinanti nell'esito del conflitto.

Sulla scia degli incassi record del ben più convincente The Wandering Earth (2019), il cinema cinese tenta un'altra escursione nel cinema di fantascienza ma in quest'occasione fallisce miseramente. Shanghai Fortress è un film narrativamente ed esteticamente povero, con una storia e relativi personaggi mai in grado di appassionare ed effetti speciali di scarso livello che castrano anche il potenziale spettacolo in divenire. E la bella Shu Qi, attrice tra le più belle e note del panorama autoctono, sembra un pesce fuor d'acqua in un cast anonimo.