5 novità a settembre su Amazon Prime Video, da Cartoline di morte a PPZ

Andiamo alla scoperta dei migliori film arrivati recentemente nel catalogo di Amazon Prime Video, da Strangerland a Lady Macbeth.

speciale 5 novità a settembre su Amazon Prime Video, da Cartoline di morte a PPZ
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Intense e tragiche love-story in costume, strazianti drammi familiari, rivisitazioni di grandi classici della letteratura in salsa zombie, capisaldi del cinema processuale e adattamenti di thriller campioni di vendite. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli da poco disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video parliamo di Lady Macbeth con una magnifica Florence Pugh, di Strangerland con Nicole Kidman e Joseph Fiennes, di PPZ: Pride and Prejudice and Zombies, versione horror del romanzo di Jane Austen, di un cult degli anni '90 quale Philadelphia e del nuovo Amazon Original Cartoline di morte con protagonista Jeffrey Dean Morgan.

Lady Macbeth

Nel 1865 la giovane e bella Katherine, di umili origini, sposa Alexander Lester, rampollo di una ricca famiglia locale: un matrimonio celebrato per interesse.
La ragazza, insofferente a una vita senza amore, è obbligata a trascorrere la pressoché totalità del tempo all'interno delle quattro mura domestiche.
Un giorno, rimasta sola, Katherine è finalmente libera di poter girare all'esterno. Proprio durante una di queste uscite scopre come la serva Anna sia stata vittima di scherno e soprusi da parte dei braccianti che lavorano i campi e prende le sue difese. La ragazza capisce però di essere attratta da uno dei lavoratori, il coetaneo Sebastian.

Adattamento del racconto Lady Macbeth del Distretto di Mcensk dello scrittore russo Nikolaj Leskov, il film dell'esordiente William Oldroyd offre una tensione costante nell'affrontare la discesa agli inferi della protagonista - vittima pronta a trasformarsi in carnefice - magnificamente interpretata da Florence Pugh, cuore glaciale di una storia priva di figure positive.
La raffinata regia e le inquadrature geometriche restituiscono un angolo di mondo ingabbiato da catene invisibili, dalle quali non si può scappare se non creandone di nuove in un crudo gioco passionale che non fa sconti.

Strangerland

Matthew e Catherine Parker, marito e moglie, si sono trasferiti con i figli - l'adolescente Lily e il piccolo Tom - in una remota cittadina dell'outback australiano.
I frequenti litigi tra la coppia influiscono sui comportamenti dei ragazzi: il bambino è solito girovagare di notte per via di una strana forma di insonnia mentre Lily è fin troppo disinibita.
In seguito a una delle loro "escursioni notturne", fratello e sorella spariscono però nel nulla, spingendo i genitori a denunciarne la scomparsa alle autorità locali, capitanate dal tormentato detective David Rae.

Strangerland, esordio nel lungometraggio di finzione di Kim Farrant, è un film crudo e amaro che adopera nel migliore dei modi il desertico territorio australiano per inscenare una vicenda di dissapori e controversie familiari.
Un melodramma intenso e ricco di sfumature psicologiche, che pur a dispetto di alcune forzature in fase di sceneggiatura riesce ad attirare l'interesse del pubblico, grazie soprattutto alle intense interpretazioni del trio di protagonisti formato da Nicole Kidman, Joseph Fiennes e Hugo Weaving.

PPZ: Pride and Prejudice and Zombies

Una misteriosa epidemia si è abbattuta sull'Inghilterra del XIX secolo e il Paese è invaso dai non morti.
Elizabeth Bennet e le sue sorelle sono maestre nelle arti marziali e nell'uso delle armi e sono pronte a tutto per difendere la loro famiglia dalla temibile minaccia. Forte e risoluta, Elizabeth dovrà scegliere se continuare a combattere proteggendo le persone che ama o cedere all'attrazione per l'unico uomo capace di tenerle testa, il tenebroso colonnello Darcy.

Adattamento del romanzo del 2009 Orgoglio e pregiudizio e zombie, scritto da Seth Grahame-Smith, a sua volta ispirato al classico del 1813 Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, PPZ: Pride and Prejudice and Zombies va preso nella sua anima dissacrante e irriverente per godere appieno dell'assurdità della trama.
Senza troppe aspettative il divertimento è assicurato e chi ben conosce l'opera originaria o una delle sue tante trasposizioni canoniche avrà modo di cogliere spunti e citazioni in quest'atipica versione zombesca.

Philadelphia

Andrew Beckett, rampante avvocato, lavora per lo studio legale Wyant & Wheeler. L'uomo è tra i migliori legali della compagnia e gli viene affidato un importantissimo caso che potrebbe segnare un passo decisivo per la sua carriera.
La sera in cui gli viene conferito l'incarico uno dei suoi superiori nota una lesione sul volto di Andrew, che pochi giorni dopo scopre di aver contratto l'AIDS.
Andrew riesce in ogni caso a vincere la causa ma ciò nonostante viene licenziato per presunta incapacità. Convinto che il motivo del suo siluramento sia legato alla scoperta della malattia, l'avvocato si rivolge al collega Joe Miller per portare in tribunale i piani alti di Wyant & Wheeler.

Denzel Washington e Tom Hanks sono gli assoluti mattatori di questo intenso dramma sociale, entrato nell'immaginario comune del grande pubblico.
Un film che riesce a non cedere mai a una facile retorica, impresa non semplice dato l'assunto narrativo, grazie soprattutto alla solida regia di Jonathan Demme, abile nel coniugare il versante melodrammatico a una componente procedurale serrata e intensa, capace di coinvolgere senza cali di interesse sino alla lettura del verdetto.
E con la titletrack di Bruce Springsteen quale splendido e melanconico accompagnamento sonoro.

Cartoline di morte

Adattamento dell'omonimo romanzo di James Patterson e Liza Marklund, al primo posto nella classifica del New York Times, Cartoline di morte vede per protagonista il detective newyorchese Jacob Kanon, il cui mondo viene sconvolto dall'omicidio della figlia e del genero, che si trovavano in viaggio di nozze a Londra.
Kanon comprende come il delitto sia strettamente legato ad altri casi, che in Europa stanno coinvolgendo coppie con un destino simile, e scopre che ogni assassinio è accompagnato dall'invio di una cartolina a un giornalista locale.

Tra dinamiche di genere e sguazzi più autoriali, il nuovo film del regista bosniaco Danis Tanovic - autore a inizio carriera del memorabile No Man's Land (2001) - cerca di trovare la propria via in un filone spesso abusato e a rischio cliché, riuscendovi solo in parte.
La fonte di partenza regala un discreto numero di colpi di scena e la solida performance del protagonista Jeffrey Dean Morgan, in un cast che vanta anche la presenza della sempre splendida Famke Janssen, riesce a far chiudere un occhio su alcune evidenti lacune strutturali.

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