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5 novità a ottobre su Netflix, da Panama Papers a Fractured

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati nelle ultime settimane nel catalogo Netflix, da Wounds a Influenze Maligne.

speciale 5 novità a ottobre su Netflix, da Panama Papers a Fractured
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Dopo molto tempo, uno dei nostri speciali settimanali dedicato alle novità da poco disponibili nel catalogo filmico di Netflix è costituito totalmente da produzioni originali della piattaforma di streaming. In quest'occasione, pur tra alti e bassi, andiamo a parlare di cinque esclusive che potrete vedere solo sul servizio on demand americano. Ben tre titoli sono horror: lo spagnolo Influenze Maligne, l'inquietante Eli (risollevato da un notevole colpo di scena nel finale) e il febbrile Wounds, opera seconda del regista anglo-iraniano Babak Anvari dal quale ci si attendeva qualcosa di più. A completare la canonica cinquina troviamo il thriller psicologico Fractured, con protagonista Sam Worthington, e l'ottimo Panama Papers, ultima fatica di Steven Soderbergh con un supercast capitanato da Meryl Streep, Antonio Banderas e Gary Oldman.

Wounds

Will, barista di un locale di periferia a New Orleans, assiste una notte a una violenta rissa all'interno del pub. Durante la concitazione un gruppo di clienti da poco maggiorenni dimentica lì uno smartphone, che Will raccoglie e porta a casa con sé in attesa di portarlo alla polizia - affinché venga restituito al legittimo proprietario. Il protagonista ignora che all'interno del cellulare siano salvate foto e video orribili, con cadaveri e teste mozzate: inizialmente pensa a scherzi di cattivo gusto, quando però inizia a ricevere inquietanti messaggi, va incontro a strani e terrificanti eventi che riguardano anche le persone a lui vicine, per prima la fidanzata Carrie con la quale i rapporti sono da tempo a un punto morto. Con il passare dei giorni l'uomo finirà preda della paranoia, trascinato in un abisso senza fondo.

Il secondo film di Babak Anvari, regista anglo-iraniano che solo tre anni aveva regalato agli appassionati del cinema horror il folgorante esordio de L'ombra della paura (2016), soffre di una sceneggiatura debole e sfilacciata che, pur tra svolte impreviste (incluso l'epilogo che non ci si aspetta), non rende giustizia ai personaggi e al relativo cast capitanato da Armie Hammer e Dakota Johnson. Dal punto di vista stilistico l'ora e mezza di visione ha una discreta personalità, tra jump-scare e una buona gestione delle dinamiche ambientali, ma alla resa dei conti l'operazione ha più punti deboli che di forza, lasciando più rimpianti che soddisfazione.

Panama Papers

Quando la sua vacanza idilliaca prende una piega inattesa, Ellen Martin comincia a fare ricerche su una polizza assicurativa falsa, per ritrovarsi in un giro infinito di loschi traffici riferibili a uno studio legale di Panama, specializzato nell'aiutare i cittadini più ricchi del mondo ad accumulare fortune ancora più grandi.
Gli affascinanti - ed elegantissimi - soci fondatori Jürgen Mossack e Ramón Fonseca sono esperti nel trovare soluzioni seducenti, attraverso società fittizie e conti offshore, per aiutare i ricchi e potenti a prosperare. Ci mostreranno che il problema di Ellen è solo la punta dell'iceberg dell'evasione fiscale, delle tangenti e di altre assurdità con le quali i super ricchi sostengono il sistema finanziario corrotto del mondo.

Steven Soderbergh dirige un cast delle grandissime occasioni, con Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas nei ruoli principali, per adattare il libro Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite del giornalista Jake Bernstein, incentrato proprio sullo scandalo dei Panama Papers. Un film divertente e grottesco che pone l'accento su una tematica molto complessa e si pone come amara denuncia di certe dinamiche finanziarie, offrendosi come come gustoso intrattenimento dallo scopo anche divulgativo.

Eli

Eli, il bambino protagonista, ha una strana malattia autoimmune che lo costringe a vivere letteralmente isolato dal mondo, i genitori decidono così di portarlo in un'isolata clinica dove una dottoressa cura i propri piccoli pazienti con metodi non convenzionali.
Giunto nella struttura, Eli inizia a essere testimone di spaventose apparizioni spiritiche che sembrano volergli lasciare un messaggio, ma nessuno gli crede e i medici danno la colpa alle medicine, che potrebbero causare forti stati allucinatori. Con l'aiuto di una misteriosa coetanea all'esterno della struttura, il bambino andrà alla ricerca della verità, portando alla luce inquietanti risvolti che potrebbero mettere a rischio la sua stessa vita.

Pur nel suo essere derivativo, guardando costantemente a classici dell'horror passati e presenti, Eli possiede un certo fascino e una macabra atmosfera di genere proprio nell'efficace riutilizzo di stereotipi narrativi e ambientali, per poi ribaltare tutte le carte in tavola con un colpo di scena finale che rivoluziona l'intero arco narrativo.

Fractured

Ray Monroe è in viaggio con la moglie Joanne e la figlia Pery, di ritorno da una visita ai suoceri non conclusasi nel migliore dei modi. Durante la sosta a una stazione di servizio, proprio Pery viene assalita da un cane rabbioso e Ray interviene prontamente, causando però involontariamente la caduta della piccola - che precipita per qualche metro nell'area sottostante. La caduta provoca una probabile frattura al braccio e la coppia porta la figlia all'ospedale locale, dove le varie procedure per farla ricoverare sono più lunghe e complicate del previsto.
Quando Pery viene finalmente ammessa per la visita e conseguente operazione, il protagonista entra in un nuovo incubo: qualche ora dopo infatti, alla richiesta di aggiornamenti sullo stato dell'intervento, nessuno dei dottori e infermieri sostiene di ricordare sua moglie e sua figlia, e Ray dovrà lottare con ogni forza per potersi riunire ai propri cari.

Brad Anderson, regista di un cult come L'uomo senza sonno (2004), ci accompagna ancora una volta in un incubo a occhi aperti che guarda a un classico quale Frantic (1988). Fractured avvince e convince nella tensiva messa in scena, in buon equilibrio tra tensione psicologica e dinamiche di genere, ma per farlo deve obbligatoriamente concedersi diverse forzature narrative, tra indizi e plot twist non sempre naturali e verosimili. Per un prodotto comunque godibile, a patto di "stare al gioco".

Influenze Maligne

L'infermiera Alicia fa ritorno, insieme al marito Mikel e alla figlia bambina Nora, nella casa dove è nata e cresciuta per prendersi cura della madre morente, l'anziana Victoria, in coma da un mese. Qui ritrova la sorella minore Sara, la quale non ha mai abbandonato il nido materno. Le due consanguinee non hanno mai avuto un buon rapporto con la malata, dedita all'occultismo sin da quando loro erano in tenera età e rimasta vedova molti anni addietro.
Nonostante ora si trovi in un profondo stato vegetativo, Victoria sembra costituire un profondo pericolo per gli altri inquilini della dimora per via delle sue capacità medianiche e, quando viene letto il testamento, i familiari rimangono stupiti nel constatare come l'unica beneficiaria dell'intera eredità sia la nipote Nora. La quale nel frattempo stringe amicizia con una misteriosa coetanea...

Un horror mediocre figlio di una sceneggiatura derivativa e pacchiana che si rivela incapace di spaventare ed emozionare, tra citazioni sparse e una messa in scena povera e impersonale. La spenta regia che si affida a soluzioni gratuite e l'anonimo cast completano un quadro desolante, nel quale proprio la paura è la più ingiustificata assente.